Scrittura Terapeutica Martina Maria Mancassola Scrittura Terapeutica Martina Maria Mancassola

Rituale per ritrovarti: scrittura terapeutica e meditazione per fare chiarezza nei momenti di crisi

Un rituale di 15 minuti con respiro e scrittura terapeutica per fare spazio dentro quando la mente corre. Una pratica semplice, accessibile, profonda.

Sentiero in mezzo alla natura

Ci sono giorni in cui ti senti “troppo”: troppi pensieri, troppe cose da gestire, troppe emozioni insieme. La mente corre, il corpo si tende, e anche quando ti fermi non ti senti davvero calma e stabile.

In quei momenti spesso cerchiamo una risposta immediata, una frase che ci calmi, una certezza, qualcuno che ci dica cosa fare. Ma a volte la cosa più potente (e anche più semplice) è un’altra: tornare a te, con un gesto piccolo, ripetibile, senza performance.

Questo articolo è un invito a provare un rituale breve che unisce meditazione e scrittura terapeutica: non per “aggiustarti”, ma per fare spazio, ascoltare meglio ciò che stai vivendo e ritrovare una direzione possibile, anche minima.

Nota importante: la scrittura terapeutica e la meditazione sono strumenti di consapevolezza e regolazione emotiva. Non sostituiscono un percorso psicologico o medico. Se stai vivendo un periodo di sofferenza intensa o pensieri di autolesionismo, chiedere aiuto a un professionista è un atto di cura.

Per chi è questo rituale (e quando funziona meglio)

Questo rituale può aiutarti se:

• senti ansia, agitazione, pressione interna

• vivi overthinking / ruminazione (ripeti gli stessi pensieri in loop)

• ti senti in un momento di transizione, “non so da dove ripartire”

• fai fatica a riconoscere cosa provi e ti senti confuso

• ti serve uno spazio sicuro per ascoltarti, senza dover “essere bravo”

Funziona meglio quando lo consideri così: non una soluzione totale, ma un gesto che abbassa il rumore e ti riporta un po’ più vicino a te.

Il rituale in 15 minuti

Se puoi, prepara:

• un quaderno (o fogli) e una penna

• un timer

• un luogo semplice, anche non perfetto: basta che sia tuo per 15 minuti

1) Rientro nel corpo (2 minuti)

Siediti. Appoggia i piedi a terra.

Respira così:

• inspira contando fino a 4

• espira contando fino a 6

Ripeti per qualche respiro.

Poi chiediti, senza sforzo: Dove sento la tensione oggi?

Non devi scioglierla. Devi solo notarla.

2) La parola di arrivo (1 minuto)

Scrivi una parola sola, quella che ti rappresenta adesso.

Non quella “giusta”, quella vera.

Esempi: stanca, piena, smarrita, irritata, fragile, vuota, agitata, in attesa, chiusa, confusa, sospesa.

3) Scrittura terapeutica guidata (10 minuti)

Imposta un timer da 10 minuti e scrivi senza rileggere.

Puoi iniziare con una di queste frasi (scegline una sola):

“In questo momento sto vivendo…”

“Quello che non sto dicendo a nessuno è…”

“Se la mia mente potesse parlare senza paura, direbbe…”

“Oggi mi pesa…” e poi “Oggi mi manca…”

Regole gentili:

• non devi scrivere bene

• non devi essere coerente

• non devi arrivare a una conclusione

• se ti blocchi, riscrivi la tua parola di arrivo e riparti da lì

4) Rilettura lenta e 3 parole (1 minuto)

Rileggi il testo come se lo leggessi a qualcuno che ami.

Poi sottolinea 3 parole che ti colpiscono.

Non devono essere “positive”. Devono essere vere.

5) La frase-bussola (1 minuto)

Ora usa quelle 3 parole per creare una frase breve che ti accompagni oggi.

Esempi:

• “Oggi mi concedo spazio e scelgo calma.”

• “Anche se sono confusa, posso restare presente.”

• “Mi ascolto con dolcezza: non sono in ritardo.”

Scrivila in alto sul foglio.

Questa è la tua bussola minima.

Perché questo rituale aiuta davvero

Respirazione lenta e scrittura guidata lavorano su due livelli diversi e complementari.

• Il respiro più lungo durante l’espirazione comunica al sistema nervoso: “possiamo abbassare l’allarme”.

• La scrittura dà una forma a ciò che è confuso. Quando traduci in parole un’esperienza, spesso succede una cosa semplice ma enorme: smette di essere un vortice indistinto.

Non è magia. È un modo per passare da “sono tutto questo” a “sto vivendo questo”.

E quando fai questa separazione, anche di mezzo centimetro, torna un po’ di aria.

Se ti viene da pensare “non funziona per me”

È normale. Ti lascio tre dritte che spesso sbloccano tutto.

1) “Non so cosa scrivere”

Allora scrivi questo, letteralmente: “Non so cosa scrivere, ma sento…”

E da lì descrivi le tue sensazioni fisiche.

2) “Mi sale troppa emozione”

Riduci il tempo e torna al corpo:

• 60 secondi di respiro

• 5 minuti di scrittura

• 1 frase-bussola

Meglio poco e sostenibile che tanto e travolgente.

3) “Rileggerlo mi fa male”

Puoi saltare la rilettura.

In quel caso fai solo questo:

• scegli una parola dal testo (anche a caso)

• trasformala in una frase gentile: “Oggi mi prendo cura di ...”

Una versione serale del rituale

Per quando la mente non si spegne (ansia e overthinking)

Se lo fai la sera (e ti serve calmare l’overthinking), prova questa traccia: “Oggi la mia mente ha cercato di proteggermi così: …”

Poi aggiungi: “E io, oggi, posso proteggermi anche così: …”

Chiudi con una frase semplice, tipo:

“Per stasera basta così.”

Se vuoi farlo diventare un’abitudine (senza rigidità)

La differenza la fa la ripetizione gentile, non l’intensità.

Puoi usare questo ritmo:

2 volte a settimana: rituale da 15 minuti

1 volta a settimana: una sola domanda, 5 minuti

• ogni volta che senti il loop mentale, fai qualche respiro profondo, scegli una parola che descriva ciò che senti e trasformala in una frase-bussola che ti guidi per i momenti a venire (4 minuti)

Un invito finale

Se oggi sei in un momento fragile, non serve “risolvere tutto”.

Ti basta una cosa: un gesto piccolo che ti riporti a casa.

Se vuoi, prova il rituale e poi chiediti: Qual è la parola che mi resta addosso?

Se vuoi farlo insieme (percorsi, workshop, risorse)

Se senti che da sola fai fatica a mantenere la pratica, è normalissimo: la guida fa la differenza perché ti aiuta a non scappare quando si tocca un punto vero, e a trasformarlo in consapevolezza.

Sul mio sito trovi:

percorsi individuali di scrittura terapeutica (online o in presenza, con date concordate insieme)

workshop e laboratori di gruppo (online e in presenza)

percorsi digitali in PDF da svolgere in autonomia, con esercizi guidati

E se vuoi un momento breve di centratura, sul mio canale YouTube Sei la tua luce trovi pratiche gratuite di meditazione e yoga nidra.

FAQ

La scrittura terapeutica è adatta anche se non so scrivere “bene”?

Sì. Non è scrittura creativa né narrativa: è ascolto di sé. Non conta lo stile ma la tua autenticità.

Quanto tempo serve perché funzioni?

Spesso già 10–15 minuti cambiano il livello di ruminazione interno. La trasformazione più stabile arriva con una pratica ripetuta (anche piccola).

Posso farlo se ho ansia o overthinking forte?

Sì, ma in modo delicato: tempi brevi, respiri profondi, niente forzature. Se l’ansia è molto alta, può essere utile un percorso con una guida o un supporto professionale.

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