Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Poesia per chi non trova la strada

“Poesia per chi non trova la strada”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola pubblicata sul Journal of Italian Translation nella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

“Poesia per chi non trova la strada” è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel numero primavera 2026 del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Poesia per chi non trova la strada

Perdersi, lo sai

tinge gli occhi

di nero

ti fa sentire

l’ombra dell’ombra,

una casa senza tetto.

Poi però apre

ad un cielo privato

in cui le fessure,

le ferite,

diventano buchi

da cui guardare

le stelle.

Perdersi

fa perdere parti di sé

vivere in un tombino

di cantilene mute –

il cuore impermeabile

alle scaltre intenzioni.

Ma anche trovarsi

fa perdere un poco di sé

perché chi trova

ha perduto possibili

altri lati di sé.

Martina Maria Mancassola

A Poem for Finding the Way

Getting lost, you know,

darkens the colour

of your eyes,

means you sense

the shadows of shadows,

a roofless house.

But this opens

onto a private sky

whose fissures

and wounds

become

slits for

stargazing.

Getting lost

means you lose parts of yourself

inhabit drains

of muted lullabies –

your heart impervious

to slick intents.

But finding yourself

also means losing a little of yourself

because the person who finds things

has lost other

possible sides to themself.

Traduzione in inglese di Julia P. Thorpe

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Spezzarsi non basta

“Spezzarsi non basta”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola pubblicata sul Journal of Italian Translationnella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

“Spezzarsi non basta” è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel numero primavera 2026 del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Spezzarsi non basta

Spezzarsi non basta,

scagliarsi nelle banalità

abbandonando il limite

rompere le ossa,

le dita dei piedi,

squarciare le membrane che proteggono,

gettarsi nell’abissale evolvere delle cose,

celarsi nella calma,

votarsi alla realtà insolita

librarsi chissà dove

per poi tornare nella pelle,

sottopelle cucire un abbandono

con filo colorato che sa di vittoria.

Vincere la delusione

sgretolandosi – come bambini –

nel ventre della gioia-respiro.

Being Fractured Won’t Cut It

Being fractured won’t cut it,

pouncing on trivialities

as the border is abandoned

breaking bones, toes,

ripping protective membranes,

hurled into the abyssal manoeuvrings of things,

concealed in quietude,

consecrated in unusual actuality

hovering who knows where

to then return to flesh

sewing skin-deep abandon

with victory-tinged thread.

To be victorious

against disappointment

eroding it – as children do –

in their bliss-inhaling stomachs.

Traduzione in inglese di Julia P. Thorpe

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Frammenti

“Frammenti”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, premiata nel 2025 con il Premio Speciale al Premio Besio 1860.

Frammenti è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola che ha ricevuto nel 2025 il Premio Speciale al Premio Besio 1860.

Frammenti

Tra un’anta

e un’altra

tra la portafinestra

e il pavimento

tra il lenzuolo

e il copri materasso

tra le ali

dei pettirossi

tra me

e la nuova versione

di me –

tra chi non sono più

e chi non ancora

screpolati frammenti

di sogni

stelle cadenti

e deserti.

Chi lo sa

come attraversarli.

Martina Maria Mancassola

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Piangendo del tuo dolore

Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata sul Journal of Italian Translation nella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Piangendo del tuo dolore è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel volume XXI, numero 1, primavera 2026, del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Piangendo del tuo dolore

Piangendo del tuo dolore

mescolato al mio

come un pessimo piatto

da digerire

trovo i tuoi occhi,

le tue ossa

sul mio volto

e prego le lacrime di non smettere

per non perdere la tua voce

che si perde nei ritardi

di decolli mal partiti,

di atterraggi mai sperati.

Come un leone

sbrano i ricordi

per sentirne il gusto,

vedere cosa rimane.

Rimani tu,

rimango io,

non ci sono denti

che possano cancellare

i nostri corpi spigolosi e impauriti

nel sereno abbraccio d’addio.

Crying from Your Pain

Crying from your pain

stirred in with mine

hardly digestible

as a meal

I find your eyes,

your bones

in my face

and pray the tears don’t fade

so I won’t lose that voice

of yours that’s lost among delays

in desperate-straited take-offs,

and never-hoped-for landings.

Like a lion

I rend memories asunder

render their taste savourable,

their remains visible.

You remain,

I remain,

no teeth exist

that can consume

our hard-edged, frightened bodies

in farewell’s calm embrace.

Traduzione inglese di Julia P. Thorpe

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Poiché la vita fugge: la recensione di Giorgia Meriggi

Giorgia Meriggi recensisce Poiché la vita fugge, il volume di Samuele Editore in cui Martina Maria Mancassola traduce in italiano contemporaneo le prose di J. M. Synge dai sonetti di Petrarca.

È uscito da pochi giorni il numero primaverile 2026 del Journal of Italian Translation, rivista internazionale dedicata alla traduzione letteraria tra italiano e inglese.

Tra le recensioni ospitate nel volume c’è anche Poiché la vita fugge: Mancassola traduce il Petrarca in prosa di J. M. Synge, una lettura di Giorgia Meriggi dedicata al mio lavoro di traduzione per Poiché la vita fugge – In morte di Madonna Laura, pubblicato da Samuele Editore nel 2025 e curato da Marco Governale e Marco Sonzogni.

Il libro raccoglie diciassette traduzioni in prosa che John Millington Synge realizzò a partire da alcuni sonetti “in morte di Madonna Laura” del Canzoniere di Francesco Petrarca. Il mio compito è stato tradurre quelle prose inglesi in un italiano contemporaneo.

Non si trattava, quindi, di tradurre direttamente Petrarca, ma di ascoltare il modo in cui Synge aveva accolto e trasformato la sua voce.

Durante il lavoro ho avuto spesso la sensazione di trovarmi in mezzo a un dialogo già iniziato: da una parte Petrarca e il suo tentativo di dare forma alla perdita; dall’altra Synge, che aveva portato quei testi dentro la propria lingua e la propria sensibilità. Tra loro, dovevo cercare uno spazio per una nuova versione italiana che conservasse le tracce di entrambi.

Nella recensione, Giorgia Meriggi definisce le mie versioni:

«traduzioni fatte di corpi che vivono e che soffrono».

Sono parole che mi hanno colpita perché riconoscono uno degli aspetti ai quali tenevo maggiormente: restituire un dolore che non fosse soltanto pensiero o ricordo, ma qualcosa capace di attraversare il corpo, il tempo e la lingua.

La recensione mette in evidenza anche il dialogo che si crea tra epoche, luoghi e sensibilità differenti: tra l’Italia e l’Irlanda, tra il passato e il presente, tra la voce di Petrarca, quella di Synge e l’italiano contemporaneo della traduzione.

Una parte importante della lettura è dedicata al sonetto 293, nel quale la scrittura diventa un modo per dare voce al dolore. È un tema che sento particolarmente vicino anche per il lavoro che svolgo attraverso i laboratori di scrittura a orientamento terapeutico.

Scrivere non significa necessariamente risolvere ciò che ci ferisce. Può significare riconoscerlo, permettergli di esistere e trovare una forma nella quale possa essere accolto.

Allo stesso modo, tradurre può diventare un gesto di vicinanza: non l’illusione di coincidere completamente con la voce di un’altra persona, ma il tentativo di ascoltarla senza cancellarne la distanza.

La recensione si conclude con queste parole:

«Nella traduzione poetica si sfiora l’equivalenza con l’altro».

Ringrazio Giorgia Meriggi per questa lettura attenta e per avere riconosciuto, dentro il lavoro linguistico, anche il movimento umano che lo ha accompagnato.

La recensione è pubblicata alle pagine 310–314 del volume XXI, numero 1, primavera 2026, del Journal of Italian Translation.

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Sgualcita

“Sgualcita”, poesia di Martina Maria Mancassola premiata con il Premio Speciale al Premio Besio 1860 nel 2025.

Sgualcita è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola che ha ricevuto nel 2025 il Premio Speciale al Premio Besio 1860.

Sgualcita

Dicono che

le mie metafore

sono già viste

A me piacciono

le cose usate

è lì la poesia

non nel nuovo

nel completo impeccabile

di un uomo che non piange.

La poesia è per chi trema

quando l’estate arriva

in città:

non c’è ombra.

Al poeta non interessa

la luce

prende il fazzoletto

dalla tasca e

si asciuga il sudore:

non so più scrivere.

Si è crepato il cuore.

Martina Maria Mancassola

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Consistenze commestibili

“Consistenze commestibili”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta dalla raccolta Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.

“Consistenze commestibili” è una poesia tratta da Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.

Consistenze commestibili

Non so che

consistenza ho.

Anelo la mollica

della rosetta

che cercavo da bambina

e invece sono rigida

come la crosta del pane.

C’è però un tempo

in cui mi addento

e mi scopro spalmabile

come se potessi stendermi

all’infinito

e diventare piatta e lunga

come il cielo.

È quel tempo

che cerco:

un tempo di briciole e nuvole

in cui, anche se piove,

io rimango cielo.

Nella recensione dedicata a Per capire chi sono, pubblicata su L’Altrove – Appunti di poesia, “Consistenze commestibili” viene indicata come «forse il testo più originale della raccolta».

La lettura critica mette in evidenza il modo in cui, nella poesia, il corpo e il cibo diventano strumenti per interrogare l’identità: la rigidità della crosta del pane e la morbidezza della mollica raccontano una consistenza interiore mutevole, mai definitiva.

Il passaggio dal quotidiano all’immagine più ampia del cielo restituisce inoltre uno dei movimenti centrali del libro: partire da oggetti semplici e domestici per raggiungere una dimensione emotiva e universale.

Leggi la recensione completa su L’Altrove – Appunti di poesia.

Scopri Per capire chi sono.

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Mille pezzi

“Mille pezzi”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta da Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.

“Mille pezzi” è la poesia che apre Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.

Mille pezzi

E se potessi

un giorno

smontarmi in mille pezzi

raccomanderei alle mani –

alle mie mani di bambina e gioia –

di non rimontarmi

per evitare la caduta,

il gambo che si spezza,

la cesoia del cuore.

Mi metterei in cerca

dei pezzi di ricambio:

stelle,

soffi,

gonne,

ali

per volare.

La vita ti smonta

e riassembla

a suo piacimento.

A te non resta che

asciugarti le lacrime,

franare e risalire,

sentirti morta sapendo

che sei ancora viva.

Nella recensione pubblicata da L’Altrove – Appunti di poesia, “Mille pezzi” viene letta come una dichiarazione della poetica che attraversa l’intera raccolta: non il desiderio di ricomporsi in fretta, ma la possibilità di restare nel frammento e attraversarlo.

«Martina Maria Mancassola non scrive per ricomporre un’identità, ma per abitare lo scarto».

La recensione approfondisce il percorso del libro tra corpo, frattura, memoria e trasformazione.

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Quando il cielo tira le tende

Poesia di Martina Maria Mancassola, pubblicata su The Lake a novembre 2025, in versione inglese tradotta dall’autrice.

Poesia di Martina Maria Mancassola pubblicata su The Lake a novembre 2025, in versione inglese con traduzione dell’autrice.

MARTINA MARIA MANCASSOLA

The Sky Draws the Curtains


The sky draws the curtains
as if ashamed
of its nakedness,
then starts to shout
like my mother
when I came home with a D in physics.

It opens its mouth
and hits a middle C,
like a tenor
contemptuous of silence.

It splits the city in two,
and the hearts of the weak.
Windows queue up
with their drums—
boom-boom, the rain
shatters on the panes;

its smell—traveller’s perfume—
is the new interpreter,
the voice the desperate need
to believe that
elsewhere
there is sun.

Then it all ends.
The curtain falls.
Applause.


Translated from Italian by Martina Maria Mancassola.

MARTINA MARIA MANCASSOLA

Quando il cielo tira le tende

Il cielo tira le tende
come se si vergognasse
della sua nudità
poi inizia a gridare
come mia madre
quando tornavo con tre in fisica.
Apre la bocca
e intona un do
come farebbe un tenore
sprezzante del silenzio.
Taglia in due la città
e il cuore dei deboli.
Al via le finestre
con i tamburi
Bum bum, la pioggia
si frantuma sui vetri,
il suo odore – profumo di viaggiatrice –
è il nuovo interprete,
la voce che serve
ai disperati
per credere che
altrove
ci sia il sole.
Poi tutto finisce.
Cala il sipario.
Applausi.

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Un bambino mi ha detto

Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025, con traduzione inglese di Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Un bambino

mi ha detto

che le gocce di rugiada

sono occhi

messi giù

dagli antenati

sulle foglie

per guardare

chi passa.

Ognuno di noi

è gli occhi

di chi ha visto

Martina Maria Mancassola


A child

told me

that dewdrops

are eyes

sent down

onto leaves

by our forebears

to watch

people passing by.

All of us

are the eyes

of those who have seen

Timothy Smith

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Può un profumo creare una strada?

Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata su Journal of Italian Translation e tradotta in inglese da Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Può un profumo

creare una strada?

Sei bianco,

odori di stelle

che nessuno ha annusato mai.

Per la botanica

sei un gelsomino falso

ma è in ciò che si cela

la scoperta dell’impossibile.

Quante volte

ho errato

per oltrepassare

il primo strato

di realtà.

Salgo sulle tue eliche:

mi porti verso la verità?

Martina Maria Mancassola

Can a scent

create a street?

You’re white,

with scents of stars

which no one’s ever smelled.

In botanical terms

you’re a star jasmine

but this is where the discovery

of the impossible lies.

How many times

have I wandered into

going beyond

the first level

of reality.

I climb aboard your propellers:

will you bear me towards the truth?

Timothy Smith

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Mentre le uova friggono in padella

Poesia seconda classificata al Premio PoetaMi 2026.

Poesia seconda classificata al Premio PoetaMi 2026

Mentre le uova friggono in padella

Mentre le uova friggono in padella

a dieci chilometri qualcuno sta morendo

a venti, nascendo

a trenta – la cosa più difficile –

lottando contro il dolore.

Eppure, se c’è una cosa che ho imparato

è continuare a vivere,

anche quando stai morendo.

Dissotterrare quel pressappoco

che fila le ore della gente,

che si incaglia nel troppo

e si moltiplica nel semplice.

Fare manutenzione allo sbadiglio dei cani,

a quel frangente tra la veglia e il sonno,

al silenzio che fa acrobazie

pur di non far perdere silenzio al mondo.

Martina Maria Mancassola

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La poesia mi ha salvato la vita

Prosa poetica terza classificata al concorso internazionale di narrativa breve “Io racconto… tra realtà e sogno – Guy de Maupassant”, dicembre 2025.

Percorso Montorio – Ferrazze – San Martino, fotografia di Martina Maria Mancassola

Prosa poetica terza classificata al concorso internazionale di narrativa breve “Io racconto… tra realtà e sogno – Guy de Maupassant”, dicembre 2025.

La poesia è tornata a salvarmi. Mi ha toccato la spalla destra e mi ha detto di fermarmi, di tornare all’origine, quando il sentire era l’unica ragione e scrivere la sola necessità di sopravvivenza. Ma la poesia è molto di più che sopravvivenza, è un modo di oltrepassare il cielo e chiedere a Dio di guardarci. Signore, sono qui, mi sente?

Vivo attraverso le cose che mi salvano; la poesia è una di queste. Mi fa accomodare sul divano e mi tiene la mano mentre scrivo.

Che cosa vuoi dire?

Mi dice.

Non lo so nemmeno io.

Ma ho bisogno di scrivere e qualcosa di buono uscirà. L’azzurro del cielo è troppo magico per non provare a tradurlo in versi, in metafore, e questo processo mi tiene in vita, mi salva.

Sì, la poesia mi ha salvato la vita.

Martina Maria Mancassola

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Le finestre dentro di me

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Le finestre dentro di me

Quando guardo le case

penso:

ci devono essere finestre

e porte

anche dentro me.

Le sento aprirsi e chiudersi,

talvolta sbattere.

Eppure, quando morirò,

non credo le troveranno:

il mio scheletro

le ha nascoste per bene

e andranno perdute.

O forse un angelo

se ne farà carico

e le porterà in paradiso

per arredarlo,

oppure in un altro mondo,

dove porte e finestre

servono a sognare,

a perdersi dentro le strade

che aprono e chiudono

quasi per magia.

Se qualcuno le vuole,

gliele posso prestare,

ma a una condizione:

non smettere di sognare.

Martina Maria Mancassola

The Windows Within Me

When I see houses

I think to myself:

there must be windows

and doors

within me as well

I hear them opening, closing,

sometimes banging.

And yet, when I die,

I don’t think they’ll find them:

my skeleton

has hidden them for good

and they’ll be lost forever

Or perhaps an angel

will take care of them

carrying them to heaven

to adorn them,

or rather, in another world,

where doors and windows

are employed for dreaming,

for losing oneself in streets

that open and close

as if by magic.

If anyone wants them,

I can lend them out

but on one condition:

that you don’t stop dreaming.

English translation by Timothy Smith

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Quando il mattino apre gli occhi

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation. Traduzione inglese di Timothy Smith, 2025.

Quando il mattino apre gli occhi

Ho raccolto la lacrima di una foglia
Cielo ridotto in miniatura
E le mie dita l’hanno assorbita
Per abbeverare l’animo
Aveva sete
E avendo ancora sete
Uscì in cerca di altre lacrime
Le trovò sul viso della città
E sulle ali di una libellula
Entrambe avevano perso un amore
Ma non se ne impossessò
Più avanti sarebbe arrivato un bambino
E con le sue mani di gioia
Avrebbe fatto sparire il loro dolore

Martina Maria Mancassola, Quando il mattino apre gli occhi (Eretica Edizioni, 2025).

When Morning Opens Your Eyes

From a leaf I collected a teardrop
A sky in miniature
And my fingers absorbed it
So as to sate my soul
My soul was thirsty
And thirsts still
Out it went in search of other tears
On the city’s visage it found them
And on the wings of a dragonfly
Both had lost someone they’d loved
But it didn’t take hold of them
A bit later a child would come
And with his joyful hands
Make their pain go away

Translated into English by Timothy Smith

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Ferite a cielo aperto

Poesia finalista al premio Alcova Letteraria 5 e selezionata per la relativa antologia, dicembre 2025.

Poesia finalista al premio Alcova Letteraria 5 e selezionata per la relativa antologia, dicembre 2025.

Ferite a cielo aperto

Della caduta della pioggia
sulla terra
ce lo raccontano
le pozzanghere:
pezzi di cielo
bagnati di terra
che rimangono un poco
e poi vanno via.
L’acqua è come il dolore:
si infiltra nell’asfalto,
come nel nostro cuore,
e poi sparisce.
È per questo che nascono i fiori
dalle ferite dei marciapiedi.

Martina Maria Mancassola

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A drop

Sono felice di condividere la pubblicazione di “A drop” su Orbis #215. In questo post raccolgo il testo in inglese uscito in rivista e la versione italiana.

Poesia pubblicata su Orbis #215, primavera 2026.

A drop

falls from the step

of your heart.

There was a time

when the countryside

around the house

gathered the village in.

Everything was there;

elsewhere did not exist.

We lived on dawns on the plate

and moons in the bed.

Life was a film running on

without intermission.

But from the day

I left, chancing my luck,

the straight line of life

swerved right,

and I became somebody else.

The miles I covered

from evening to morning

and back again

drew me away from the countryside

that had fed me.

Now my hands are dirty.

Between my fingers

no longer dreams

but sores.

I cover them with gloves.

I never went home again,

as if I had never been born.

Traduzione inglese di Martina Maria Mancassola

***

Una goccia

cade dal gradino

del tuo cuore.

C’è stato un tempo

in cui la campagna

attorno a casa

raggruppava gli abitanti

del paese.

Tutto era lì,

l’altrove non esisteva.

Si viveva di albe nel piatto

e lune nel letto.

La vita era una pellicola

che scorreva lentamente

senza intervalli.

Ma dal giorno in cui

me ne andai –

tentando la fortuna –

la retta della vita

sterzò a destra,

diventai un’altra.

I chilometri percorsi

da sera a mattina

e poi al contrario

mi allontanarono dalla campagna

che mi aveva nutrito.

Ora le mani sono sporche,

tra le dita non più sogni

ma piaghe,

le copro con i guanti.

A casa non sono più tornata,

come se non fossi mai nata.

Martina Maria Mancassola

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Harriet Tubman

Poesia selezionata per la newsletter Poesia e Resistenza di LPC – Libera Poesia Contemporanea, gennaio 2026.

Poesia selezionata per la newsletter Poesia e Resistenza di LPC – Libera Poesia Contemporanea (gennaio 2026).

Harriet Tubman

Nacqui nel Maryland
schiava di una piantagione.
Perdere più volte
la memoria
mi permise di vedere
la verità nascosta
dalla coltre della mente
mal pensante.
La mia fu una fuga
al contrario:
tornai indietro
una, due, tre volte
per aprire gabbie
di anime a capo chino.
Sapendo che un dì sarei morta
disegnai una ferrovia segreta
per la libertà.
C’è chi nasce libero
e chi schiavo
ma basta uno schiavo libero
a cambiare le cose.
Vado a preparare
un posto per te:
siamo tutti schiavi
di qualcosa.

Martina Maria Mancassola

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L’afa è come il dolore

Poesia pubblicata su Open Doors Review, n. 8, marzo 2026.

Poesia pubblicata su Open Doors Review, n. 8, marzo 2026.

L’afa è come il dolore
sfuma i contorni
riduce l’ampiezza dei movimenti
scioglie le certezze
ti rende torsolo
nudo
al sole.
Senza più niente
da nascondere,
cammini
cadi
temporeggi.
L’attesa dell’autunno
è vana
ma se tutto passa,
tutto arriva
e tu arriverai.

Martina Maria Mancassola

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Acquerello e scrittura personale: un laboratorio creativo a Verona tra confini e gentilezza

Un laboratorio creativo vicino Verona: fiori ad acquerello e scrittura personale per dipingere i confini e scriversi con gentilezza, senza giudizio.

Quando si cerca un laboratorio creativo a Verona, spesso non si cerca “solo” un’attività. Si cerca un posto in cui stare bene. Un tempo che non chiede di performare. Un momento in cui fare spazio, respirare, rimettere in moto le mani.

Questo laboratorio nasce proprio da qui: un incontro tra acquerello e scrittura personale per parlare — in modo semplice e concreto — di confini e gentilezza. Confini intesi come protezione, come rispetto di sé. Gentilezza come modo di parlarsi, di scegliere, di stare nelle relazioni senza perdersi.

Non è un corso, è un laboratorio creativo, libero.

Perché l’acquerello (anche se si parte da zero)

L’acquerello è una piccola lezione di fiducia: l’acqua fa la sua parte, il colore si apre, le sfumature si incontrano. C’è una bellezza particolare nel non controllare tutto — e nel vedere che, comunque, qualcosa prende forma.

Dipingeremo fiori liberi e spontanei, lasciandoci guidare dall’acqua e dal colore. È adatto anche a chi non ha esperienza: se sta cercando un corso di acquerello a Verona per principianti, qui troverà un approccio accessibile, senza giudizio e senza aspettative.

Confini gentili: non muri, ma cura

A volte la gentilezza viene confusa con il compiacere. In realtà può essere l’opposto: può essere un “no” detto bene, un limite che protegge, una scelta che non ferisce.

Nel laboratorio, i confini diventano qualcosa di visibile: una linea, un bordo, uno spazio, un colore che si ferma. Non serve raccontare tutto. Basta accorgersi. E già questo — per molte persone — è un passo importante.

Dall’immagine alla parola

Dopo la pittura, passeremo alla scrittura guidata. Una scrittura semplice, non scolastica, che nasce dall’opera: da un colore, da una forma, da un dettaglio che ha risuonato.

Scriveremo per mettere in parole ciò che spesso sentiamo ma non nominiamo: un bisogno, una soglia, una cura, un modo più umano di trattarci. L’idea è uscire con qualcosa di concreto: una frase, una lettera breve, un promemoria gentile che resta.

Per chi è (Verona e provincia)

Questo workshop è pensato per chi:

• cerca laboratori creativi a Verona e dintorni

• vuole un’esperienza che unisca arte e scrittura

• ha bisogno di un tempo lento, in un gruppo piccolo e accogliente

• è curioso/a di esplorare i propri confini senza trasformarli in rigidità

Chi conduce

Il laboratorio è condotto da Alessandra Girardi (Bee-Art Atelier) e Martina Maria Mancassola.

Alessandra guiderà la parte di acquerello; Martina accompagnerà la scrittura (scrittura terapeutica in chiave espressiva e non giudicante), con consegne semplici e rispettose dei tempi di ciascuno.

Informazioni e iscrizioni

I dettagli pratici (data, orario, iscrizione) sono nella pagina evento.

Una chiusura semplice

A volte la gentilezza è una cosa piccola: un bordo tracciato, un colore scelto, una frase detta nel modo giusto.

Se sente che potrebbe farle bene, la aspettiamo.

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