Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Quando inizio a danzare

Una poesia sulla libertà di restare se stessi dentro l’incontro con l’altro, sul desiderio di non trasformare i propri confini in limiti e sulla possibilità di ricominciare.

Pubblicata per la prima volta come inedito su L’Altrove – Appunti di poesia il 5 marzo 2025, la poesia è stata successivamente inclusa nella raccolta Quando il mattino apre gli occhi (Eretica Edizioni, 2025).

Quando inizio a danzare

Sposto il mondo di un centimetro

In là

Tu vieni vicino

E mi tendi la mano

Ma io cerco - nelle mani di un uomo -

La verità

Una storia mai narrata a nessuno

Una virgola che cambia senso alla frase

Un verbo infinito entro cui stare

Senza dover sottostare a coniugazioni

Che trasformano i miei confini in limiti

E i tuoi occhi in diavoli

Voglio poter ballare nelle tue mani

Sopra il tuo corpo

Sentirmi cielo che non scompare

All’orizzonte

Essere pioggia che cade

Nella notte

E bagna chi incontra

Mescolarmi al passato della gente

Camminare sul profilo delle montagne

Entrare nei boschi a cercare gemme

O stelle

Addormentarmi nella rugiada dell’erba

E quando avrò fatto tutto questo

Ripartirò

Perché chi non vuole ricominciare

Perde tutte le vite che non ha

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Fetta di spazio

Una poesia sul bisogno di trovare spazio nel rumore, sul silenzio che si avvicina e sulla capacità di vedere vita nelle cose più piccole: il vento, una finestra, l’ala di un gabbiano.

Fetta di spazio è una poesia di Martina Maria Mancassola, che da marzo 2026 fa parte della raccolta “Per capire chi sono” (Zacinto Edizioni).

Fetta di spazio

E se le città

fossero una sopra l’altra

con in mezzo

una fetta di spazio

per digerire

la folla,

forse riuscirei

a scrivere del silenzio

che si appisola

sulla mia spalla

per avvicinarsi

al mio cuore famelico

e tirargli i piedi.

Chi vede

spazi tra le righe

e bocche nel cielo,

sa tirare fuori la vita

da un grammo di sale.

E poi immobili,

nell’orecchio della stasi,

scrutare

quella piccola porzione di vento

che l’ala di un gabbiano

partorisce

e fa ballare i fiori.

Se potessi dire

cosa prova una finestra

che si apre

forse avrei sconfitto

la morte,

sicuramente creato una poesia.

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Lucio vive

Una poesia sul confine tra realtà e immaginazione, sullo sguardo degli altri e sulla libertà di abitare il proprio mondo interiore. Menzione d’onore al Premio Airali 2025.

Lucio vive è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola che ha ricevuto nel 2025 la menzione d’onore al Premio Airali 1860.

Lucio vive

Lucio vive nel quadro davanti a sé.

Nella sua casa,

attaccato alla parete,

vive a metà:

metà di qua e metà di là.

Cosa ha visto in quel quadro

nessuno lo sa,

ma per lui contiene l’aldilà:

ci incontra Dio e tutti gli angeli

e li invita a bere un tè.

Quando suona il citofono

Lucio deve tornare indietro,

ma non ricorda la strada.

E così rimane nel quadro,

mentre il campanello

fa dlin e dlon.

Non gli importa di questa realtà,

e quando deve tornarci

perde la voce

e inizia a cantare.

I suoi amici gli chiedono:

“Che hai?”

Ma come fai a spiegare

alla gente

quel che vedi

nella tua mente?

Gli hanno detto:

“Sei malato.”

E lui l’ha preso come un complimento.

I suoi sogni gli han dipinto sul volto

un gran sorriso.

E mentre gli altri han pensato: “Che psicopatico!”

Lui è diventato contento.

E di quella follia

ha fatto la sua bandiera -

bandiera di poesia,

da leggere di sera,

quando si è tristi e malinconici,

quando ricordi l’amore

e nessuno ti tiene la mano.

Ma per Lucio ci sarà

un’occasione:

che sia dentro o fuori dal quadro,

è nel suo cuore.

E vivere gli sarà bastato.

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Addii

“Non è solo un temporale”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata originariamente su Poeti Oggi nel 2025. Una poesia sull’autunno, l’attesa e il difficile esercizio della pazienza.

Questa poesia è stata pubblicata originariamente su Poeti Oggi il 1° ottobre 2025.
Una poesia sull’autunno che arriva prima del tempo, sull’attesa e su ciò che impariamo a non poter affrettare.

Addii

Non è solo un temporale

è un teletrasporto

nella stagione autunnale

sentire - della pioggia - addosso

le sensazioni,

il freddo umido

degli addii mai digeriti.

Ora i fiori hanno orecchini

con cui uscire la sera

e indossano spolverini

per impedire alle gocce

di scivolare giù.

E così la pioggia

lascia assaporare l’autunno

in estate,

lascia spazio al futuro

come se in ogni lampo

ci fosse un fotogramma

che appartiene al domani

e non all’oggi.

L’attesa diventa leggera

e tu impari la pazienza -

che ancora non sai

tenere tra le mani.

Facile è seminare

aspettare il frutto

difficile.


Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Lettera dalla terra

“Lettera dalla terra”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola pubblicata sul Journal of Italian Translation nella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

“Lettera dalla terra” è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel numero primavera 2026 del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Lettera dalla terra

Quando sono nata

non sapevo che sarei

morta più volte.

Vi ho spiegato

prima con i soffi del vento

poi – arrabbiata –

con frane e terremoti

la mia fragilità

ma ho scoperto

che gli uomini

non hanno orecchie,

solo lingue per ingannare.

Io cerco riposo:

non sono

come le foglie che

si allungano verso il cielo

per cercare la luce –

io muoio.

Martina Maria Mancassola

A Letter from Earth

While I was being born

I didn’t know I’d be

dead once again.

I filled you all in

(first with whispers of wind

then – furiously –

with landslides and earthquakes)

on my fragility

but I unearthed

the detail that men

have no ears,

only tongues for deceit.

I seek ease:

I am not

akin to the light-

seeking leaves

straining skyward –

I can die.

Traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Poesia per chi non trova la strada

“Poesia per chi non trova la strada”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola pubblicata sul Journal of Italian Translation nella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

“Poesia per chi non trova la strada” è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel numero primavera 2026 del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Poesia per chi non trova la strada

Perdersi, lo sai

tinge gli occhi

di nero

ti fa sentire

l’ombra dell’ombra,

una casa senza tetto.

Poi però apre

ad un cielo privato

in cui le fessure,

le ferite,

diventano buchi

da cui guardare

le stelle.

Perdersi

fa perdere parti di sé

vivere in un tombino

di cantilene mute –

il cuore impermeabile

alle scaltre intenzioni.

Ma anche trovarsi

fa perdere un poco di sé

perché chi trova

ha perduto possibili

altri lati di sé.

Martina Maria Mancassola

A Poem for Finding the Way

Getting lost, you know,

darkens the colour

of your eyes,

means you sense

the shadows of shadows,

a roofless house.

But this opens

onto a private sky

whose fissures

and wounds

become

slits for

stargazing.

Getting lost

means you lose parts of yourself

inhabit drains

of muted lullabies –

your heart impervious

to slick intents.

But finding yourself

also means losing a little of yourself

because the person who finds things

has lost other

possible sides to themself.

Traduzione in inglese di Julia P. Thorpe

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Spezzarsi non basta

“Spezzarsi non basta”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola pubblicata sul Journal of Italian Translationnella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

“Spezzarsi non basta” è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel numero primavera 2026 del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Spezzarsi non basta

Spezzarsi non basta,

scagliarsi nelle banalità

abbandonando il limite

rompere le ossa,

le dita dei piedi,

squarciare le membrane che proteggono,

gettarsi nell’abissale evolvere delle cose,

celarsi nella calma,

votarsi alla realtà insolita

librarsi chissà dove

per poi tornare nella pelle,

sottopelle cucire un abbandono

con filo colorato che sa di vittoria.

Vincere la delusione

sgretolandosi – come bambini –

nel ventre della gioia-respiro.

Being Fractured Won’t Cut It

Being fractured won’t cut it,

pouncing on trivialities

as the border is abandoned

breaking bones, toes,

ripping protective membranes,

hurled into the abyssal manoeuvrings of things,

concealed in quietude,

consecrated in unusual actuality

hovering who knows where

to then return to flesh

sewing skin-deep abandon

with victory-tinged thread.

To be victorious

against disappointment

eroding it – as children do –

in their bliss-inhaling stomachs.

Traduzione in inglese di Julia P. Thorpe

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Frammenti

“Frammenti”, poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, premiata nel 2025 con il Premio Speciale al Premio Besio 1860.

Frammenti è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola che ha ricevuto nel 2025 il Premio Speciale al Premio Besio 1860.

Frammenti

Tra un’anta

e un’altra

tra la portafinestra

e il pavimento

tra il lenzuolo

e il copri materasso

tra le ali

dei pettirossi

tra me

e la nuova versione

di me –

tra chi non sono più

e chi non ancora –

screpolati frammenti

di sogni

stelle cadenti

e deserti.

Chi lo sa

come attraversarli.

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Piangendo del tuo dolore

Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata sul Journal of Italian Translation nella primavera 2026, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Piangendo del tuo dolore è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola, pubblicata nel volume XXI, numero 1, primavera 2026, del Journal of Italian Translation, con traduzione inglese di Julia Anastasia Pelosi-Thorpe.

Piangendo del tuo dolore

Piangendo del tuo dolore

mescolato al mio

come un pessimo piatto

da digerire

trovo i tuoi occhi,

le tue ossa

sul mio volto

e prego le lacrime di non smettere

per non perdere la tua voce

che si perde nei ritardi

di decolli mal partiti,

di atterraggi mai sperati.

Come un leone

sbrano i ricordi

per sentirne il gusto,

vedere cosa rimane.

Rimani tu,

rimango io,

non ci sono denti

che possano cancellare

i nostri corpi spigolosi e impauriti

nel sereno abbraccio d’addio.

Crying from Your Pain

Crying from your pain

stirred in with mine

hardly digestible

as a meal

I find your eyes,

your bones

in my face

and pray the tears don’t fade

so I won’t lose that voice

of yours that’s lost among delays

in desperate-straited take-offs,

and never-hoped-for landings.

Like a lion

I rend memories asunder

render their taste savourable,

their remains visible.

You remain,

I remain,

no teeth exist

that can consume

our hard-edged, frightened bodies

in farewell’s calm embrace.

Traduzione inglese di Julia P. Thorpe

Scopri di più
Traduzione Martina Maria Mancassola Traduzione Martina Maria Mancassola

Poiché la vita fugge: la recensione di Giorgia Meriggi

Giorgia Meriggi recensisce Poiché la vita fugge, il volume di Samuele Editore in cui Martina Maria Mancassola traduce in italiano contemporaneo le prose di J. M. Synge dai sonetti di Petrarca.

È uscito da pochi giorni il numero primaverile 2026 del Journal of Italian Translation, rivista internazionale dedicata alla traduzione letteraria tra italiano e inglese.

Tra le recensioni ospitate nel volume c’è anche Poiché la vita fugge: Mancassola traduce il Petrarca in prosa di J. M. Synge, una lettura di Giorgia Meriggi dedicata al mio lavoro di traduzione per Poiché la vita fugge – In morte di Madonna Laura, pubblicato da Samuele Editore nel 2025 e curato da Marco Governale e Marco Sonzogni.

Il libro raccoglie diciassette traduzioni in prosa che John Millington Synge realizzò a partire da alcuni sonetti “in morte di Madonna Laura” del Canzoniere di Francesco Petrarca. Il mio compito è stato tradurre quelle prose inglesi in un italiano contemporaneo.

Non si trattava, quindi, di tradurre direttamente Petrarca, ma di ascoltare il modo in cui Synge aveva accolto e trasformato la sua voce.

Durante il lavoro ho avuto spesso la sensazione di trovarmi in mezzo a un dialogo già iniziato: da una parte Petrarca e il suo tentativo di dare forma alla perdita; dall’altra Synge, che aveva portato quei testi dentro la propria lingua e la propria sensibilità. Tra loro, dovevo cercare uno spazio per una nuova versione italiana che conservasse le tracce di entrambi.

Nella recensione, Giorgia Meriggi definisce le mie versioni:

«traduzioni fatte di corpi che vivono e che soffrono».

Sono parole che mi hanno colpita perché riconoscono uno degli aspetti ai quali tenevo maggiormente: restituire un dolore che non fosse soltanto pensiero o ricordo, ma qualcosa capace di attraversare il corpo, il tempo e la lingua.

La recensione mette in evidenza anche il dialogo che si crea tra epoche, luoghi e sensibilità differenti: tra l’Italia e l’Irlanda, tra il passato e il presente, tra la voce di Petrarca, quella di Synge e l’italiano contemporaneo della traduzione.

Una parte importante della lettura è dedicata al sonetto 293, nel quale la scrittura diventa un modo per dare voce al dolore. È un tema che sento particolarmente vicino anche per il lavoro che svolgo attraverso i laboratori di scrittura a orientamento terapeutico.

Scrivere non significa necessariamente risolvere ciò che ci ferisce. Può significare riconoscerlo, permettergli di esistere e trovare una forma nella quale possa essere accolto.

Allo stesso modo, tradurre può diventare un gesto di vicinanza: non l’illusione di coincidere completamente con la voce di un’altra persona, ma il tentativo di ascoltarla senza cancellarne la distanza.

La recensione si conclude con queste parole:

«Nella traduzione poetica si sfiora l’equivalenza con l’altro».

Ringrazio Giorgia Meriggi per questa lettura attenta e per avere riconosciuto, dentro il lavoro linguistico, anche il movimento umano che lo ha accompagnato.

La recensione è pubblicata alle pagine 310–314 del volume XXI, numero 1, primavera 2026, del Journal of Italian Translation.

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Sgualcita

“Sgualcita”, poesia di Martina Maria Mancassola premiata con il Premio Speciale al Premio Besio 1860 nel 2025.

Sgualcita è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola che ha ricevuto nel 2025 il Premio Speciale al Premio Besio 1860.

Sgualcita

Dicono che

le mie metafore

sono già viste

A me piacciono

le cose usate

è lì la poesia

non nel nuovo

nel completo impeccabile

di un uomo che non piange.

La poesia è per chi trema

quando l’estate arriva

in città:

non c’è ombra.

Al poeta non interessa

la luce

prende il fazzoletto

dalla tasca e

si asciuga il sudore:

non so più scrivere.

Si è crepato il cuore.

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Consistenze commestibili

“Consistenze commestibili”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta dalla raccolta Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.

“Consistenze commestibili” è una poesia tratta da Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.

Consistenze commestibili

Non so che

consistenza ho.

Anelo la mollica

della rosetta

che cercavo da bambina

e invece sono rigida

come la crosta del pane.

C’è però un tempo

in cui mi addento

e mi scopro spalmabile

come se potessi stendermi

all’infinito

e diventare piatta e lunga

come il cielo.

È quel tempo

che cerco:

un tempo di briciole e nuvole

in cui, anche se piove,

io rimango cielo.

Nella recensione dedicata a Per capire chi sono, pubblicata su L’Altrove – Appunti di poesia, “Consistenze commestibili” viene indicata come «forse il testo più originale della raccolta».

La lettura critica mette in evidenza il modo in cui, nella poesia, il corpo e il cibo diventano strumenti per interrogare l’identità: la rigidità della crosta del pane e la morbidezza della mollica raccontano una consistenza interiore mutevole, mai definitiva.

Il passaggio dal quotidiano all’immagine più ampia del cielo restituisce inoltre uno dei movimenti centrali del libro: partire da oggetti semplici e domestici per raggiungere una dimensione emotiva e universale.

Leggi la recensione completa su L’Altrove – Appunti di poesia.

Scopri Per capire chi sono.

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Mille pezzi

“Mille pezzi”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta da Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.

“Mille pezzi” è la poesia che apre Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.

Mille pezzi

E se potessi

un giorno

smontarmi in mille pezzi

raccomanderei alle mani –

alle mie mani di bambina e gioia –

di non rimontarmi

per evitare la caduta,

il gambo che si spezza,

la cesoia del cuore.

Mi metterei in cerca

dei pezzi di ricambio:

stelle,

soffi,

gonne,

ali

per volare.

La vita ti smonta

e riassembla

a suo piacimento.

A te non resta che

asciugarti le lacrime,

franare e risalire,

sentirti morta sapendo

che sei ancora viva.

Nella recensione pubblicata da L’Altrove – Appunti di poesia, “Mille pezzi” viene letta come una dichiarazione della poetica che attraversa l’intera raccolta: non il desiderio di ricomporsi in fretta, ma la possibilità di restare nel frammento e attraversarlo.

«Martina Maria Mancassola non scrive per ricomporre un’identità, ma per abitare lo scarto».

La recensione approfondisce il percorso del libro tra corpo, frattura, memoria e trasformazione.

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Quando il cielo tira le tende

Poesia di Martina Maria Mancassola, pubblicata su The Lake a novembre 2025, in versione inglese tradotta dall’autrice.

Poesia di Martina Maria Mancassola pubblicata su The Lake a novembre 2025, in versione inglese con traduzione dell’autrice.

MARTINA MARIA MANCASSOLA

The Sky Draws the Curtains


The sky draws the curtains
as if ashamed
of its nakedness,
then starts to shout
like my mother
when I came home with a D in physics.

It opens its mouth
and hits a middle C,
like a tenor
contemptuous of silence.

It splits the city in two,
and the hearts of the weak.
Windows queue up
with their drums—
boom-boom, the rain
shatters on the panes;

its smell—traveller’s perfume—
is the new interpreter,
the voice the desperate need
to believe that
elsewhere
there is sun.

Then it all ends.
The curtain falls.
Applause.


Translated from Italian by Martina Maria Mancassola.

MARTINA MARIA MANCASSOLA

Quando il cielo tira le tende

Il cielo tira le tende
come se si vergognasse
della sua nudità
poi inizia a gridare
come mia madre
quando tornavo con tre in fisica.
Apre la bocca
e intona un do
come farebbe un tenore
sprezzante del silenzio.
Taglia in due la città
e il cuore dei deboli.
Al via le finestre
con i tamburi
Bum bum, la pioggia
si frantuma sui vetri,
il suo odore – profumo di viaggiatrice –
è il nuovo interprete,
la voce che serve
ai disperati
per credere che
altrove
ci sia il sole.
Poi tutto finisce.
Cala il sipario.
Applausi.

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Un bambino mi ha detto

Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025, con traduzione inglese di Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Un bambino

mi ha detto

che le gocce di rugiada

sono occhi

messi giù

dagli antenati

sulle foglie

per guardare

chi passa.

Ognuno di noi

è gli occhi

di chi ha visto

Martina Maria Mancassola


A child

told me

that dewdrops

are eyes

sent down

onto leaves

by our forebears

to watch

people passing by.

All of us

are the eyes

of those who have seen

Timothy Smith

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Può un profumo creare una strada?

Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata su Journal of Italian Translation e tradotta in inglese da Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Può un profumo

creare una strada?

Sei bianco,

odori di stelle

che nessuno ha annusato mai.

Per la botanica

sei un gelsomino falso

ma è in ciò che si cela

la scoperta dell’impossibile.

Quante volte

ho errato

per oltrepassare

il primo strato

di realtà.

Salgo sulle tue eliche:

mi porti verso la verità?

Martina Maria Mancassola

Can a scent

create a street?

You’re white,

with scents of stars

which no one’s ever smelled.

In botanical terms

you’re a star jasmine

but this is where the discovery

of the impossible lies.

How many times

have I wandered into

going beyond

the first level

of reality.

I climb aboard your propellers:

will you bear me towards the truth?

Timothy Smith

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Mentre le uova friggono in padella

Poesia seconda classificata al Premio PoetaMi 2026.

Poesia seconda classificata al Premio PoetaMi 2026

Mentre le uova friggono in padella

Mentre le uova friggono in padella

a dieci chilometri qualcuno sta morendo

a venti, nascendo

a trenta – la cosa più difficile –

lottando contro il dolore.

Eppure, se c’è una cosa che ho imparato

è continuare a vivere,

anche quando stai morendo.

Dissotterrare quel pressappoco

che fila le ore della gente,

che si incaglia nel troppo

e si moltiplica nel semplice.

Fare manutenzione allo sbadiglio dei cani,

a quel frangente tra la veglia e il sonno,

al silenzio che fa acrobazie

pur di non far perdere silenzio al mondo.

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

La poesia mi ha salvato la vita

Prosa poetica terza classificata al concorso internazionale di narrativa breve “Io racconto… tra realtà e sogno – Guy de Maupassant”, dicembre 2025.

Percorso Montorio – Ferrazze – San Martino, fotografia di Martina Maria Mancassola

Prosa poetica terza classificata al concorso internazionale di narrativa breve “Io racconto… tra realtà e sogno – Guy de Maupassant”, dicembre 2025.

La poesia è tornata a salvarmi. Mi ha toccato la spalla destra e mi ha detto di fermarmi, di tornare all’origine, quando il sentire era l’unica ragione e scrivere la sola necessità di sopravvivenza. Ma la poesia è molto di più che sopravvivenza, è un modo di oltrepassare il cielo e chiedere a Dio di guardarci. Signore, sono qui, mi sente?

Vivo attraverso le cose che mi salvano; la poesia è una di queste. Mi fa accomodare sul divano e mi tiene la mano mentre scrivo.

Che cosa vuoi dire?

Mi dice.

Non lo so nemmeno io.

Ma ho bisogno di scrivere e qualcosa di buono uscirà. L’azzurro del cielo è troppo magico per non provare a tradurlo in versi, in metafore, e questo processo mi tiene in vita, mi salva.

Sì, la poesia mi ha salvato la vita.

Martina Maria Mancassola

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Le finestre dentro di me

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Le finestre dentro di me

Quando guardo le case

penso:

ci devono essere finestre

e porte

anche dentro me.

Le sento aprirsi e chiudersi,

talvolta sbattere.

Eppure, quando morirò,

non credo le troveranno:

il mio scheletro

le ha nascoste per bene

e andranno perdute.

O forse un angelo

se ne farà carico

e le porterà in paradiso

per arredarlo,

oppure in un altro mondo,

dove porte e finestre

servono a sognare,

a perdersi dentro le strade

che aprono e chiudono

quasi per magia.

Se qualcuno le vuole,

gliele posso prestare,

ma a una condizione:

non smettere di sognare.

Martina Maria Mancassola

The Windows Within Me

When I see houses

I think to myself:

there must be windows

and doors

within me as well

I hear them opening, closing,

sometimes banging.

And yet, when I die,

I don’t think they’ll find them:

my skeleton

has hidden them for good

and they’ll be lost forever

Or perhaps an angel

will take care of them

carrying them to heaven

to adorn them,

or rather, in another world,

where doors and windows

are employed for dreaming,

for losing oneself in streets

that open and close

as if by magic.

If anyone wants them,

I can lend them out

but on one condition:

that you don’t stop dreaming.

English translation by Timothy Smith

Scopri di più
Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Quando il mattino apre gli occhi

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.

Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation. Traduzione inglese di Timothy Smith, 2025.

Quando il mattino apre gli occhi

Ho raccolto la lacrima di una foglia
Cielo ridotto in miniatura
E le mie dita l’hanno assorbita
Per abbeverare l’animo
Aveva sete
E avendo ancora sete
Uscì in cerca di altre lacrime
Le trovò sul viso della città
E sulle ali di una libellula
Entrambe avevano perso un amore
Ma non se ne impossessò
Più avanti sarebbe arrivato un bambino
E con le sue mani di gioia
Avrebbe fatto sparire il loro dolore

Martina Maria Mancassola, Quando il mattino apre gli occhi (Eretica Edizioni, 2025).

When Morning Opens Your Eyes

From a leaf I collected a teardrop
A sky in miniature
And my fingers absorbed it
So as to sate my soul
My soul was thirsty
And thirsts still
Out it went in search of other tears
On the city’s visage it found them
And on the wings of a dragonfly
Both had lost someone they’d loved
But it didn’t take hold of them
A bit later a child would come
And with his joyful hands
Make their pain go away

Translated into English by Timothy Smith

Scopri di più