Scrittura terapeutica di gruppo: cosa succede davvero in un laboratorio
Scrivere da soli e scrivere insieme ad altre persone non sono la stessa esperienza.
In un laboratorio di scrittura terapeutica ognuno rimane davanti al proprio foglio, con i propri tempi e ciò che desidera tenere per sé. Eppure accanto ci sono altre persone che, nello stesso momento, stanno facendo qualcosa di simile.
È una presenza discreta.
Non occorre raccontarsi, non bisogna leggere ad alta voce e non è necessario arrivare sapendo già che cosa si vuole scrivere.
Che cos’è un laboratorio di scrittura terapeutica
Nei miei laboratori utilizzo la scrittura come pratica guidata di espressione e consapevolezza.
Ogni incontro nasce intorno a un tema — per esempio un cambiamento, un desiderio, l’identità, i confini, le relazioni o un momento di passaggio — e procede attraverso tracce, immagini, parole, brevi testi o domande.
Non è un corso di scrittura creativa. Non correggiamo i testi e non valutiamo lo stile.
Ciò che conta non è produrre qualcosa di bello da mostrare agli altri, ma concedersi un tempo in cui poter osservare ciò che emerge attraverso le parole.
Come si svolge concretamente un incontro
Di solito iniziamo con qualche minuto per arrivare nel tema e lasciare fuori, per quanto possibile, la velocità della giornata.
Introduco quindi la proposta di scrittura e lascio un tempo personale per lavorare sul foglio.
Non scriviamo tutti nello stesso modo e non esiste una risposta corretta alla traccia.
Al termine può esserci uno spazio di condivisione.
Può esserci, non deve esserci.
Chi desidera può leggere una frase, raccontare ciò che ha notato oppure semplicemente ascoltare.
La condivisione è sempre facoltativa.
Che cosa cambia quando si scrive in gruppo
Una delle cose che trovo più interessanti del gruppo è che la stessa consegna può aprire strade completamente diverse.
Una parola che per una persona parla di casa, per un’altra può diventare libertà.
Un’immagine può far emergere un ricordo oppure non evocare nulla.
Ascoltare gli altri non serve a confrontare le esperienze né a stabilire chi abbia scritto “meglio”.
Può invece ricordarci che esistono molti modi di guardare la stessa domanda.
E, qualche volta, una frase ascoltata da qualcun altro ci permette di vedere qualcosa da un punto di vista che da soli non avremmo trovato.
Devo raccontare cose personali?
No.
Questo è uno dei dubbi che ricevo più spesso.
Partecipare a un laboratorio non significa dover raccontare la propria storia al gruppo. Puoi scrivere e tenere tutto per te.
Puoi condividere soltanto una parola. Puoi ascoltare.
Puoi decidere di parlare in un incontro e non farlo in quello successivo.
Per me questa possibilità di scelta è parte fondamentale del lavoro.
La scrittura può essere personale senza necessariamente diventare pubblica.
E se penso di non saper scrivere?
Non stiamo cercando scrittori.
Una pagina può contenere tre righe, un elenco, parole sparse, una scena, una frase cancellata.
Nei laboratori non lavoriamo sulla qualità letteraria e non esiste un voto finale.
La traccia serve ad aprire uno spazio, non a verificare una capacità.
Online o in presenza?
Propongo laboratori sia online sia in presenza, a seconda dell’edizione.
La modalità cambia alcune cose — il modo in cui occupiamo lo spazio, la vicinanza fisica del gruppo, la possibilità di essere nella propria casa — ma la struttura di fondo rimane la stessa: un tema, una guida, tempo per scrivere e libertà rispetto alla condivisione.
Ogni edizione indica in anticipo date, modalità, numero di partecipanti e tutte le informazioni pratiche.
Perché gruppi a numero limitato
Preferisco lavorare con gruppi raccolti.
Non perché tutti debbano necessariamente parlare, ma perché un numero limitato permette di lasciare tempo, silenzio e attenzione.
Un laboratorio non dovrebbe assomigliare a una lezione frontale con molte persone davanti.
Mi interessa che ognuno possa percepire di avere uno spazio.
La mia funzione nel gruppo
Il mio compito non è interpretare quello che le persone scrivono.
Preparo e conduco il percorso, propongo le tracce, custodisco tempi e confini dell’incontro e accompagno la condivisione affinché rimanga rispettosa e non giudicante.
La scrittura resta di chi la scrive.
Non cerco un significato nascosto al posto della persona e non dico che cosa dovrebbe provare.
Credo molto di più nelle domande che aprono possibilità che nelle interpretazioni date dall’esterno.
Un perimetro chiaro
I miei laboratori di scrittura terapeutica sono attività non cliniche dedicate alla scrittura, all’espressione e alla consapevolezza.
Non comprendono diagnosi, sostegno psicologico, psicoterapia o trattamenti sanitari e non li sostituiscono.
Partecipare a un laboratorio
Ogni laboratorio ha un tema e una struttura propri.
Alcuni sono incontri singoli, altri sono cicli in cui lo stesso gruppo torna a incontrarsi nel tempo.
Nella pagina dedicata trovi le edizioni attualmente disponibili, online e in presenza.