scrittura terapeutica Martina Maria Mancassola scrittura terapeutica Martina Maria Mancassola

Scrivere le preoccupazioni prima di un esame migliora davvero la performance?

10 minuti di scrittura sulle preoccupazioni, subito prima di un test o di una performance, possono aiutare soprattutto chi ha ansia da prestazione. Ecco cosa osserva uno studio pubblicato su Science e come provarlo in modo semplice.

Cosa ha trovato lo studio di Ramirez & Beilock (2011)

Quando dobbiamo affrontare un esame importante, un test o una prova “che conta”, capita spesso questo: più ci teniamo, più la mente si riempie di pensieri.

“E se vado in bianco?”

“Se fallisco?”

“Se deludo qualcuno?”

“Se non sono abbastanza?”

Questa è una forma molto comune di ansia da prestazione (o ansia da test). E il problema non è “avere emozioni”: il problema è che, sotto pressione, i pensieri possono diventare così invadenti da occupare spazio mentale proprio mentre ci serve concentrazione.

Uno studio americano pubblicato su Science ha provato a testare un’idea semplice: se scrivo le mie preoccupazioni subito prima della prova, posso funzionare meglio?

Lo studio, in breve (e perché è interessante)

Lo studio si intitola: “Writing about testing worries boosts exam performance in the classroom” ed è firmato da Gerardo Ramirez e Sian L. Beilock, pubblicato nel 2011 su Science. 

Gli autori hanno testato questa idea in più esperimenti:

  • due in laboratorio

  • due sul campo, in classe, in situazioni reali di esame. 

La logica di partenza è molto concreta: in una prova ad alta pressione, è normale avere pensieri di preoccupazione. Ma questi pensieri possono “rubare” risorse mentali e peggiorare la prestazione. 

Che cosa hanno fatto fare agli studenti

L’intervento è stato volutamente brevissimo e pratico.

Subito prima di un test importante, ad alcuni studenti è stato chiesto di fare un compito di scrittura: scrivere i propri pensieri e le proprie preoccupazioni riguardo alla prova imminente. 

È questo il punto chiave: non “scrivere in generale”, non un diario di settimane, non una terapia.

Una cosa mirata, immediatamente prima della performance.

Risultato principale: punteggi migliori (soprattutto per chi è più ansioso)

Secondo l’abstract su PubMed, questo breve esercizio di scrittura:

  • ha migliorato in modo significativo i punteggi agli esami

  • e l’effetto è stato particolarmente evidente negli studenti che erano abitualmente più ansiosi rispetto ai test. 

Gli autori riassumono l’idea in modo molto diretto: scrivere delle proprie preoccupazioni prima di un esame ad alta pressione può aumentare il punteggio. 

Cosa significa davvero

Questo studio non dice che scrivere risolve l’ansia in generale. Dice qualcosa di più specifico:

  • in contesti di pressione

  • quando la mente è piena di preoccupazioni

  • un breve momento di scrittura “scarico” subito prima può aiutare a non portarsi tutto quel rumore dentro la prova.

È un’ipotesi molto sensata: mettere i pensieri su carta potrebbe ridurre il loro peso mentre devi concentrarti.

Ma restiamo corretti e scientifici: qui stiamo parlando di un intervento testato in esperimenti su esami importanti (non di “qualsiasi cosa nella vita”, non di “cura universale”).

Come puoi provarlo in modo semplice (ispirandoti allo studio)

Se vuoi replicare l’idea in modo pulito, puoi fare così:

1) Quando farlo

Subito prima di una prova: esame, test, colloquio, performance, presentazione.

2) Timer

Imposta un tempo breve (pochi minuti). L’elemento centrale è la scrittura “scarico”, immediata.

3) Cosa scrivere (senza censura)

Scrivi:

  • cosa ti preoccupa

  • cosa temi che possa succedere

  • che pensieri continui a ripeterti

  • cosa senti nel corpo (se vuoi)

Non devi scrivere bene. Non devi essere “positivo/a”. Devi essere onesto e diretto.

4) Poi chiudi e fai la prova

L’obiettivo non è “sentirti perfetto/a”; è arrivare al test con meno rumore mentale addosso.

Per chi può essere particolarmente utile

Nel riassunto PubMed, l’effetto risulta più forte per chi è abitualmente ansioso rispetto ai test. 

Quindi, se ti riconosci in:

  • ansia da prestazione

  • overthinking prima di una prova

  • paura del giudizio / del fallimento

    questa è una strategia interessante da conoscere (sempre senza farne una promessa miracolosa).

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