Scrittura Terapeutica Martina Maria Mancassola Scrittura Terapeutica Martina Maria Mancassola

10 esercizi di scrittura terapeutica per conoscersi meglio

Dieci esercizi di scrittura terapeutica per osservare identità, desideri, ricordi, scelte e cambiamenti attraverso prospettive diverse. Da scegliere liberamente, senza doverli fare tutti.

Conoscersi non significa arrivare a una definizione definitiva di sé.

Cambiamo nel tempo, nei luoghi, nelle relazioni. Ci sono parti di noi che riconosciamo immediatamente e altre che scopriamo soltanto quando qualcosa cambia.

Per questo mi piace pensare alla scrittura non come a uno strumento per trovare la risposta alla domanda “chi sono?”, ma come a un modo per continuare a farci domande un po’ più precise.

Questi dieci esercizi non sono un percorso da completare in ordine.

Puoi sceglierne uno, lasciarne perdere nove, tornarci tra qualche mese oppure accorgerti che una domanda oggi non ti interessa affatto.

Che cosa intendo per scrittura terapeutica

La scrittura terapeutica che utilizzo nei miei percorsi è una pratica guidata orientata all’espressione, alla consapevolezza e al benessere.

Non richiede competenze letterarie e non ha come obiettivo produrre un testo bello.

La pagina può accogliere frasi brevi, elenchi, ricordi, immagini, contraddizioni.

Ciò che scrivi può restare completamente privato.

1. Le versioni di me

Scrivi: Sono stata/o…

e continua almeno dieci volte.

Puoi partire da età, ruoli, luoghi, periodi della vita:

sono stata quella che…
sono stato il bambino che…
sono stata una persona che credeva…

Poi termina con: Oggi non sono soltanto nessuna di queste versioni, ma porto con me…

Non devi scegliere quale sia quella “vera”.

2. Le cose che ho imparato senza accorgermene

Evita titoli di studio, corsi e competenze professionali.

Pensa invece a ciò che la vita ti ha insegnato.

Completa: Ho imparato a…

per almeno quindici volte.

Potrebbero comparire cose minuscole:

capire quando qualcuno vuole stare in silenzio,
fare una valigia velocemente,
ricominciare,
aspettare,
andarmene.

Poi scegli l’apprendimento che ti sorprende di più.

3. Il mio piccolo dizionario

Scegli cinque parole importanti nella tua vita.

Per esempio:

casa
amore
libertà
successo
famiglia

Per ognuna scrivi una definizione tua, senza consultare il dizionario.

Casa, per me, è…

La parte interessante arriva quando una parola che utilizziamo da sempre comincia ad avere un significato molto personale.

4. I luoghi che mi hanno formato

Scrivi cinque luoghi che hanno lasciato qualcosa in te.

Non devono essere belli né importanti.

Una cucina.
Una scuola.
Una camera.
Una strada.
Una città in cui sei rimasta/o tre giorni.

Per ciascuno completa: In questo luogo ho imparato…

Alla fine chiediti: Quale di questi luoghi esiste ancora dentro il modo in cui vivo oggi?

5. Quello che ho smesso di desiderare

Siamo abituati a scrivere ciò che vogliamo.

Questa volta fai il contrario.

Completa: Una cosa che un tempo desideravo e oggi non desidero più è…

Ripetilo almeno cinque volte.

Poi scegli una risposta e racconta: Quando è cambiato qualcosa?

Non tutti i desideri persi sono fallimenti. Alcuni semplicemente smettono di appartenerci.

6. Una fotografia che non esiste

Pensa a un momento della tua vita di cui non possiedi una fotografia.

Ricostruiscilo.

Dove sei?
Chi c’è?
Che cosa indossi?
Che luce c’è?
Che cosa sta succedendo appena fuori dall’inquadratura?

Poi scrivi: Se qualcuno avesse scattato davvero questa fotografia, oggi guardandola noterei…

Il ricordo non deve essere perfetto. Stai osservando ciò che oggi scegli di ricordare.

7. Le mie eredità invisibili

Scrivi tre cose che senti di aver ricevuto dalle persone che ti hanno cresciuta/o.

Non necessariamente oggetti.

Un'abitudine.
Una frase.
Un timore.
Un modo di amare.
Una capacità.

Poi dividi il foglio:

Questo voglio portarlo con me.
Questo posso iniziare a lasciare.

Non devi decidere definitivamente. Puoi semplicemente osservare.

8. Cosa faccio quando nessuno mi guarda

Immagina una giornata senza pubblico.

Nessuno da impressionare.
Nessuna fotografia da mostrare.
Nessuna persona a cui spiegare quello che fai.

Scrivi: Quando nessuno mi guarda, mi piace…

Continua per qualche minuto.

Poi chiediti: Quanto spazio ha questa parte di me nella mia vita reale?

9. La domanda che eviterei

Scrivi cinque domande che potresti fare a te stessa/o.

Poi osserva quale vorresti cancellare.

Non devi necessariamente risponderle.

Puoi semplicemente scrivere: Questa domanda mi mette a disagio perché…

A volte conoscerci significa anche accorgerci dei punti verso cui preferiamo non guardare.

10. Ciò che vorrei restasse

Immagina di dover raccontare qualcosa di te a una persona che non ti ha mai conosciuta.

Non il curriculum.
Non i risultati.
Non i ruoli.

Completa: Vorrei che di me sapesse che…

Scrivi liberamente.

Poi rileggi e scegli una sola frase.

Non perché riassuma chi sei, ma perché oggi ti sembra importante non perderla.

Non devi “ritrovare il vero te stesso”

L’espressione ritrovare sé stessi può far pensare che da qualche parte esista una versione autentica, definitiva e immutabile di noi che dobbiamo recuperare.

Io preferisco pensarla diversamente.

Scrivere può mostrarci come siamo cambiati, che cosa continua a tornarci incontro, ciò che abbiamo lasciato e ciò che oggi desideriamo portare con noi.

Non necessariamente arriviamo a una definizione.

Forse diventiamo semplicemente un po’ più capaci di riconoscerci.

Un perimetro importante

La scrittura terapeutica che propongo è un’attività non clinica dedicata al benessere, all’espressione e alla consapevolezza.

Non comprende diagnosi, sostegno psicologico, psicoterapia o trattamenti sanitari e non li sostituisce.

Se durante la scrittura emergono contenuti associati a una sofferenza intensa o difficile da gestire, non è necessario continuare a esplorarli da soli ed è importante rivolgersi, quando necessario, a un professionista sanitario qualificato.

Se desideri uno spazio guidato

Nei miei percorsi individuali e nei laboratori utilizzo domande, immagini e proposte di scrittura per esplorare temi come identità, cambiamenti, relazioni, desideri e momenti di passaggio.

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