Scrittura terapeutica e stress: 5 esercizi per fare spazio
Quando le cose da fare, i pensieri e le richieste si accumulano, scrivere può offrire un tempo per fermarsi e osservare ciò che sta occupando più spazio. Cinque esercizi guidati per fare chiarezza e tornare a ciò che conta.
Scrittura terapeutica e stress: 5 esercizi per fare spazio
Ci sono periodi in cui sembra che tutto chieda attenzione contemporaneamente.
Cose da ricordare, decisioni da prendere, messaggi a cui rispondere, impegni, pensieri che continuano anche quando la giornata dovrebbe essere finita.
In questi momenti scrivere non deve diventare un’altra attività da aggiungere alla lista.
Può essere, al contrario, un piccolo spazio in cui fermarsi e vedere più chiaramente che cosa stiamo portando con noi.
Non necessariamente per risolverlo. Prima ancora, per riconoscerlo.
Che cosa intendo per scrittura terapeutica
La scrittura terapeutica è una pratica guidata orientata al benessere, alla consapevolezza e all’espressione personale.
Non lavoriamo sulla qualità letteraria del testo. Una pagina può essere disordinata, composta da poche parole, elenchi, domande o frasi lasciate a metà.
Quello che conta è poter utilizzare la scrittura come spazio di osservazione: dare una forma a ciò che stiamo vivendo e accorgerci, talvolta, di qualcosa che nella velocità quotidiana rimane sullo sfondo.
Scrittura e stress: che cosa sappiamo
La scrittura espressiva è studiata da diversi decenni, ma è importante non attribuirle effetti che la ricerca non consente di garantire.
Gli studi restituiscono risultati variabili. Una meta-analisi pubblicata nel 2023 su 31 studi sperimentali ha riscontrato nel complesso un effetto piccolo su depressione, ansia e stress, soprattutto nei follow-up successivi alla scrittura. Altri studi e revisioni hanno trovato effetti più limitati o assenti in alcune popolazioni.
Per questo preferisco non pensare alla pagina come a qualcosa che debba necessariamente “ridurre lo stress”.
Può invece offrirci un modo per osservare ciò che ci sta chiedendo energia, distinguere, scegliere e mettere in parole quello che altrimenti rimane indistinto.
5 esercizi di scrittura da provare
1. La pagina del troppo
Completa questa frase: In questo momento mi sembra troppo…
Continua per alcuni minuti senza cercare di essere ordinata/o.
Puoi scrivere cose grandi e piccolissime: un impegno, una preoccupazione, una stanza da sistemare, una conversazione, una decisione rimandata.
Quando hai finito, rileggi e scegli soltanto una voce.
Domandati: Quale di queste cose sta occupando più spazio di quanto vorrei?
Non devi ancora trovare una soluzione.
2. Ciò che mi chiede energia
Dividi una pagina in due.
Da una parte: Mi dà energia
Dall’altra: Mi chiede energia
Non cercare un equilibrio perfetto.
Scrivi persone, attività, luoghi, abitudini, pensieri, impegni.
Poi osserva il foglio.
C’è qualcosa che ti sorprende? Qualcosa a cui stai dedicando molta energia senza essertene accorta/o?
Scegli una sola frase da portare con te.
3. Non tutto deve accadere oggi
Scrivi tutto ciò che senti di dover fare.
Poi rileggi ogni voce e chiediti: Deve davvero accadere oggi?
Puoi contrassegnare le cose con tre parole:
oggi
più avanti
posso lasciarlo andare
Non è un esercizio di produttività.
È un modo per osservare quante richieste trattiamo automaticamente come urgenti.
4. Il confine che mi manca
Pensa a una situazione recente in cui avresti desiderato più spazio, tempo o libertà.
Scrivi: Avrei voluto poter dire…
e lascia continuare la frase.
Poi prova: Quello che avrei avuto bisogno di proteggere era…
Può essere tempo, riposo, silenzio, concentrazione, distanza, una scelta.
Non è necessario trasformare subito quello che scrivi in un’azione. Prima prova semplicemente a riconoscere il confine.
5. Una cosa piccola per domani
Dopo aver scritto, evita di concludere chiedendoti: Come sistemo tutto?
Prova invece: Qual è una cosa piccola che domani potrebbe rendere questa giornata un po’ più abitabile?
Una telefonata.
Dieci minuti senza telefono.
Dire di no a qualcosa.
Chiedere aiuto.
Uscire.
Lasciare qualcosa incompleto.
Scrivila in una sola frase.
Il piccolo non risolve necessariamente ciò che stiamo vivendo, ma può riportarci dentro una misura possibile.
Quanto tempo dedicare alla scrittura?
Non c’è una durata che funzioni per tutti.
Puoi scegliere cinque, dieci o quindici minuti. Puoi fermarti prima. Puoi tornare sulla stessa domanda in un altro momento oppure non tornarci affatto.
Non serve trasformare la scrittura in una disciplina quotidiana.
Mi interessa di più che rimanga uno spazio disponibile, a cui poter tornare quando senti il bisogno di fermarti e ascoltare.
E se un esercizio ti mette a disagio o senti che non è il momento di continuare, puoi semplicemente interromperlo.
Non sempre dobbiamo mettere ordine
A volte scriviamo sperando che, arrivati alla fine della pagina, tutto sia più chiaro.
Non succede necessariamente.
Una pagina può lasciarci ancora con domande, contraddizioni o cose che non sappiamo nominare.
Anche questo può avere valore.
Scrivere può significare concedersi per qualche minuto di non dover sistemare tutto, ma soltanto restare abbastanza vicini a ciò che c’è da poterlo vedere.
Un perimetro importante
La scrittura terapeutica che propongo è un’attività non clinica dedicata al benessere, all’espressione e alla consapevolezza. Non comprende diagnosi, sostegno psicologico, psicoterapia o trattamenti sanitari e non li sostituisce.
Se stress o sofferenza diventano intensi, persistenti o interferiscono significativamente con la vita quotidiana, è importante rivolgersi a un professionista sanitario qualificato.
Se desideri uno spazio guidato
Nei miei percorsi individuali e nei laboratori parto da domande, immagini e proposte di scrittura costruite intorno a un tema o a un momento della vita.
Se vuoi conoscere il mio modo di lavorare, puoi approfondire nella pagina dedicata alla scrittura terapeutica.