scrittura terapeutica Martina Maria Mancassola scrittura terapeutica Martina Maria Mancassola

Laboratorio di scrittura terapeutica a Milano: Rinascere con la scrittura

Un laboratorio serale a Milano per ascoltare emozioni e desideri attraverso la scrittura, in un clima gentile e non giudicante. 19 febbraio 2026, 19:30–21:00, Scamamù (Via Davanzati 28). Prenotazioni: info@scamamu.it.

Se stai cercando un laboratorio di scrittura terapeutica a Milano, questo incontro è uno spazio gentile per lavorare su emozioni e nuovi inizi attraverso la scrittura.

Taccuino aperto con matita per scrivere

Rinascere non è “ricominciare da zero”

Questo laboratorio di scrittura terapeutica a Milano nasce da qui: rinascere non è ricominciare da zero. A volte rinascere non significa cambiare vita. Significa tornare a sentirsi: rientrare nel corpo, riconoscere un’emozione senza giudicarla, smettere di trattenere tutto. È un processo lento e umano, fatto di piccoli passaggi.

La scrittura terapeutica, quando è guidata in modo gentile, può diventare uno di questi passaggi: un luogo dove le cose che senti prendono forma, e la mente smette (anche solo per un po’) di girare a vuoto.

Perché la scrittura può aiutare davvero (non è magia)

Quando scriviamo di ciò che viviamo - soprattutto se ci permettiamo di nominare emozioni e significati - facciamo un’operazione concreta: organizziamo l’esperienza, la rendiamo raccontabile, meno confusa.

Negli anni, la ricerca sulla expressive writing (scrittura espressiva) ha mostrato che, per molte persone, scrivere in modo strutturato su esperienze ed emozioni può portare benefici misurabili (anche se non è una cura miracolosa e non è uguale per tutti). Una revisione autorevole di Pennebaker spiega come la scrittura espressiva sia stata associata, in diversi studi, a miglioramenti su stress, salute percepita e benessere psicologico, proprio perché aiuta a integrare e dare senso a ciò che si vive.
Detto semplicemente: scrivere non cancella il dolore, ma può ridurre il caos interno e creare spazio.

Rinascita: non “diventare un’altra persona”, ma ritrovare contatto

La parola rinascita spesso viene usata come slogan, ma nella vita reale è più sobria. È:

  • riconoscere dove ti sei persa/o,

  • capire cosa stai portando da troppo tempo,

  • concederti un gesto nuovo (anche minimo),

  • scegliere una direzione che ti somiglia.

E la scrittura è uno strumento potente perché non ti chiede di essere “brava/o”: ti chiede solo presenza.

Il laboratorio a Milano: “Parole in ascolto”

Nel laboratorio Rinascere con la scrittura – Parole in ascolto, lavoreremo su un’idea molto concreta: ascoltare ciò che c’è, senza forzare risultati, e dare una forma scritta a emozioni, passaggi di vita, desideri.

È pensato per chi:

  • sente un bisogno di ripartire, ma con dolcezza,

  • vuole un momento di presenza e ascolto (senza performance),

  • cerca un laboratorio di scrittura che unisca profondità e semplicità,

  • desidera uno spazio protetto e non giudicante.

Non serve esperienza. Serve solo la disponibilità a incontrarsi con sincerità.

Dettagli

📅 19 febbraio 2026 — 19:30–21:00

📍 Scamamù, Via Davanzati 28, Milano

💶 25 €

✉️ Prenotazioni: info@scamamu.it

Se ti va di esserci

Se senti che questo periodo ti chiede un gesto di rinascita più umano e vero — ti aspetto a Milano.

Per info e prenotazioni: info@scamamu.it

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Quando non sai bene come stai: 3 esercizi di scrittura terapeutica

Ci sono momenti in cui è difficile persino trovare le parole per dire come stiamo. Tre esercizi di scrittura guidata per avvicinarsi a ciò che sentiamo senza doverlo capire o risolvere subito.

Ci sono giorni in cui alla domanda “Come stai?” non sappiamo bene cosa rispondere.

Non necessariamente perché stia succedendo qualcosa di enorme. A volte è più difficile proprio quando non riusciamo a individuare una causa precisa.

C’è qualcosa che pesa, distrae, irrita o toglie spazio, ma le parole non arrivano.

In questi momenti la scrittura può essere utile non per trovare immediatamente una spiegazione, ma per avvicinarsi con calma a ciò che c’è.

Una frase alla volta.

Quando non avere una risposta è già una risposta

Siamo abituati a pensare che dovremmo sapere come ci sentiamo.

Felice. Triste. Preoccupata. Arrabbiato.

Ma l’esperienza reale raramente è così ordinata.

Possiamo sentirci stanchi e inquieti insieme. Volere qualcosa e contemporaneamente averne paura. Essere grati e insoddisfatti. Non sapere se quello che sentiamo appartenga a oggi o arrivi da molto più lontano.

La scrittura può diventare uno spazio in cui non siamo obbligati a scegliere subito una definizione.

Possiamo partire proprio dal non sapere.

Che cosa intendo per scrittura terapeutica

La scrittura terapeutica che utilizzo nei miei percorsi è una pratica guidata orientata all’espressione, alla consapevolezza e al benessere.

Non è un esercizio letterario e non richiede di produrre un testo bello, ordinato o completo.

Si può scrivere una pagina intera oppure poche parole.

Si può contraddirsi.

Si può arrivare alla fine senza aver capito tutto.

A volte il valore della pagina sta proprio nel permetterci di vedere qualcosa che, prima di scriverlo, sentivamo soltanto in modo indistinto.

3 esercizi per quando non sai bene come stai

1. Il bollettino interiore

Immagina di descrivere il tuo stato come se stessi raccontando il tempo atmosferico.

Non scrivere subito “sono triste” o “sono agitata”.

Prova invece: Dentro di me oggi il tempo è…

Forse c’è nebbia.

Vento che cambia continuamente direzione.

Caldo pesante.

Un cielo limpido con una nuvola che non se ne va.

Continua per qualche minuto descrivendo questo paesaggio.

Poi chiediti: In quale punto di questo paesaggio mi trovo io?

Non cercare di interpretarlo. Lascia semplicemente che l’immagine ti dica qualcosa.

2. Le tre frasi che non riesco a finire

Scrivi queste tre aperture, lasciando molto spazio tra una e l’altra:

Ultimamente faccio fatica a…

Una cosa che non sto dicendo è…

Vorrei che qualcuno capisse che…

Completa ogni frase senza pensarci troppo.

Poi rileggi.

Quale delle tre ti ha portato in un posto che non ti aspettavi?

Sottolinea una sola frase o parola.

Quella diventa il punto di partenza per altri cinque minuti di scrittura libera.

Non devi spiegare tutto. Segui soltanto ciò che quella parola apre.

3. Se questo momento avesse bisogno di qualcosa

Non partire da ciò che “dovresti fare”.

Parti dal momento in cui ti trovi.

Completa: Se questo periodo della mia vita potesse chiedermi qualcosa, forse chiederebbe…

Lascia arrivare la risposta.

Poi scrivi: Quello che posso realmente concedergli è…

La differenza tra le due frasi è importante.

Potremmo desiderare settimane di riposo e poterci concedere soltanto una sera tranquilla.

Aver bisogno di una grande risposta e poterci permettere soltanto di non decidere oggi.

Desiderare distanza e poter iniziare spegnendo il telefono per mezz’ora.

La scrittura non elimina questa distanza, ma può renderla visibile.

Non sempre bisogna dare un nome a tutto

Uno degli errori che possiamo fare quando utilizziamo la scrittura per ascoltarci è trasformarla immediatamente in un'indagine.

Perché mi sento così?

Da dove arriva?

Che cosa devo fare?

Sono domande legittime, ma non devono necessariamente essere le prime.

A volte può essere più gentile iniziare da:

Che cosa noto?

Che cosa occupa spazio?

Che cosa mi sorprende?

Prima dell’interpretazione può esserci l’osservazione.

E qualche volta è sufficiente.

E se dopo aver scritto continuo a non capire?

Può succedere.

Una pagina non deve necessariamente restituire una risposta.

Potrebbe invece lasciarti una domanda migliore.

Una parola.

Un’immagine.

La sensazione che qualcosa meriti più attenzione.

Oppure nulla di particolarmente evidente.

Non considero la scrittura un modo per costringerci a trovare significati.

Può essere anche semplicemente un luogo dove stare per qualche minuto con quello che non sappiamo ancora nominare.

Un perimetro importante

La scrittura terapeutica che propongo è un’attività non clinica dedicata al benessere, all’espressione e alla consapevolezza.

Non comprende diagnosi, sostegno psicologico, psicoterapia o trattamenti sanitari e non li sostituisce.

Se il malessere è intenso, persistente o interferisce significativamente con la vita quotidiana, è importante rivolgersi a un professionista sanitario qualificato.

Se desideri uno spazio guidato

Nei miei percorsi individuali e nei laboratori utilizzo domande, immagini e tracce di scrittura per accompagnare l’esplorazione di un tema o di un momento della vita, senza interpretazioni imposte e nel rispetto dei tempi della persona.

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