Poesia Martina Maria Mancassola Poesia Martina Maria Mancassola

Consistenze commestibili

“Consistenze commestibili”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta dalla raccolta Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.

“Consistenze commestibili” è una poesia tratta da Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.

Consistenze commestibili

Non so che

consistenza ho.

Anelo la mollica

della rosetta

che cercavo da bambina

e invece sono rigida

come la crosta del pane.

C’è però un tempo

in cui mi addento

e mi scopro spalmabile

come se potessi stendermi

all’infinito

e diventare piatta e lunga

come il cielo.

È quel tempo

che cerco:

un tempo di briciole e nuvole

in cui, anche se piove,

io rimango cielo.

Nella recensione dedicata a Per capire chi sono, pubblicata su L’Altrove – Appunti di poesia, “Consistenze commestibili” viene indicata come «forse il testo più originale della raccolta».

La lettura critica mette in evidenza il modo in cui, nella poesia, il corpo e il cibo diventano strumenti per interrogare l’identità: la rigidità della crosta del pane e la morbidezza della mollica raccontano una consistenza interiore mutevole, mai definitiva.

Il passaggio dal quotidiano all’immagine più ampia del cielo restituisce inoltre uno dei movimenti centrali del libro: partire da oggetti semplici e domestici per raggiungere una dimensione emotiva e universale.

Leggi la recensione completa su L’Altrove – Appunti di poesia.

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Mille pezzi

“Mille pezzi”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta da Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.

“Mille pezzi” è la poesia che apre Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.

Mille pezzi

E se potessi

un giorno

smontarmi in mille pezzi

raccomanderei alle mani –

alle mie mani di bambina e gioia –

di non rimontarmi

per evitare la caduta,

il gambo che si spezza,

la cesoia del cuore.

Mi metterei in cerca

dei pezzi di ricambio:

stelle,

soffi,

gonne,

ali

per volare.

La vita ti smonta

e riassembla

a suo piacimento.

A te non resta che

asciugarti le lacrime,

franare e risalire,

sentirti morta sapendo

che sei ancora viva.

Nella recensione pubblicata da L’Altrove – Appunti di poesia, “Mille pezzi” viene letta come una dichiarazione della poetica che attraversa l’intera raccolta: non il desiderio di ricomporsi in fretta, ma la possibilità di restare nel frammento e attraversarlo.

«Martina Maria Mancassola non scrive per ricomporre un’identità, ma per abitare lo scarto».

La recensione approfondisce il percorso del libro tra corpo, frattura, memoria e trasformazione.

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