Un anno di laboratori di scrittura e poesia a Verona (e online)
Nel 2026 accompagnerò piccoli gruppi in nuovi laboratori di scrittura terapeutica e poesia, a Verona e online. In questo articolo ti racconto perché la scrittura di gruppo può diventare una casa per chi è in cammino e ti presento i percorsi in partenza: Cerchio di Parole – Nuovi inizi, Chi sono io quando nessuno guarda, Poesia in cartoleria, La mia mappa interiore e Scrittura terapeutica in dialogo con la natura.
Penna stilografica che scrive su pergamena
Ogni gennaio ci raccontiamo che “questo sarà l’anno giusto per…”.
Per ascoltarci di più, per cambiare qualcosa, per dare spazio a parti di noi che da troppo tempo rimandiamo. Poi la vita riprende a correre, e quell’intenzione resta lì, sospesa.
Per molte persone, il primo passo non è “stravolgere tutto”, ma trovare un luogo sicuro dove fermarsi a guardare cosa succede dentro. Un tavolo, un quaderno, altre persone che scrivono con te, qualcuno che ti accompagna con delicatezza. A Verona e online, il mio lavoro con la scrittura terapeutica nasce proprio da questo bisogno: creare spazi gentili di ascolto e di parola.
Nel 2026 questi spazi prenderanno forma in diversi laboratori di scrittura e poesia, alcuni in presenza a Verona, altri online. In questo articolo ti racconto che cosa hanno in comune, come possono aiutarti se ti senti “in cammino” e quali sono i percorsi in partenza.
Perché un laboratorio di scrittura (invece di restare solo col diario)
Scrivere da soli a casa, su un diario, è già un gesto potente. La ricerca sul journaling e sulla scrittura espressiva mostra che mettere in parole pensieri ed emozioni può ridurre stress e ansia, migliorare la regolazione emotiva e aumentare la consapevolezza di sé.
Un laboratorio di scrittura terapeutica di gruppo aggiunge qualcosa in più:
una cornice chiara di tempo e di spazio, in cui sai che per un’ora o due puoi mettere in pausa il resto;
tracce guidate pensate per accompagnarti passo dopo passo: corpo, emozioni, ricordi, desideri;
la presenza degli altri, condivisioni sempre facoltative, che ti fanno scoprire quanto le fatiche siano diverse e simili allo stesso tempo.
Non è un corso di scrittura creativa: non lavoriamo sul “bel testo”, ma sul modo in cui le parole possono sostenerti mentre attraversi cambiamenti, domande, momenti di stanchezza o di ricerca.
Con questa stessa ottica ho pensato i laboratori di scrittura terapeutica a Verona del 2026 (e l’unico percorso online, aperto ovunque tu sia).
Cerchio di Parole – Nuovi inizi (online)
Il primo percorso che parte, a gennaio, è online: si chiama Cerchio di Parole – Nuovi inizi.
Per sei giovedì consecutivi, dalle 19:00 alle 20:30, ci incontriamo su Zoom in un piccolo gruppo. Ogni incontro ha un tema legato ai nuovi inizi: cambiamenti desiderati o subiti, strade che si aprono, parti di te che chiedono ascolto, paure di “non farcela”, piccoli passi possibili.
La struttura è sempre simile:
qualche minuto di arrivo e respiro;
una prima traccia di scrittura terapeutica, guidata da me;
un momento di pausa e, se ti va, di condivisione;
una seconda traccia, per andare un po’ più in profondità;
una chiusura con una parola o un gesto da portare via.
Non serve saper scrivere. Serve solo voler essere onesta/o con te stessa/o, per sei giovedì, e concederti di vedere cosa succede quando ti siedi davanti al quaderno con l’intenzione di ascoltarti davvero. Le informazioni pratiche (date, costo, iscrizioni) sono nella sezione Eventi del mio sito.
Locandina laboratorio online Cerchio di parole - Nuovi inizi
Chi sono io quando nessuno guarda – laboratorio di scrittura terapeutica a Verona (ModusLab)
Per chi è a Verona e preferisce la presenza, da gennaio partirà anche un laboratorio di scrittura terapeutica presso ModusLab, in zona Croce Bianca.
Il titolo è una domanda che ci accompagna da sempre:
“Chi sono io quando nessuno guarda?”
Lavoreremo sul tema dell’identità e delle “maschere” che indossiamo ogni giorno: ruoli, aspettative, abiti che altri ci mettono addosso o che ci siamo cuciti da soli per sentirci al sicuro. Attraverso le tracce di scrittura proveremo a vedere:
cosa resta quando togliamo, almeno sulla pagina, ciò che non ci somiglia più;
quali parti di noi abbiamo imparato a nascondere;
quali voci interne sono più dure, quali più gentili.
Gli incontri saranno il venerdì tardo pomeriggio, in un’aula raccolta, con penne, taccuini e la libertà di scegliere ogni volta se leggere oppure no. Il percorso è pensato per giovani e adulti, a partire dai 16 anni.
Locandina del nuovo ciclo di incontri di scrittura terapeutica ModusLab
Poesia in cartoleria: un laboratorio mensile di poesia a Verona
Se ti senti più vicino alla poesia, o se è da tempo che vorresti avvicinarti ma non sai da dove iniziare, alla Cartoleria Castelvecchio (Stradone Porta Palio 1, Verona) da gennaio nascerà un appuntamento mensile: Poesia in cartoleria.
Ogni incontro durerà un’ora e avrà una struttura semplice:
accoglienza e respiro;
lettura di una o più poesie;
breve momento di risonanza: cosa ti ha colpito, che immagine ti porti via;
scrittura condivisa (ognuno al proprio posto, con la propria pagina);
piccola condivisione finale per chi desidera.
È un laboratorio di poesia a Verona pensato come un luogo in cui la poesia non è qualcosa da “capire”, ma uno spazio in cui respirare parole, lasciarle lavorare dentro, usarle come appoggi per parlare di sé.
Locandina laboratorio a Verona di poesia
La mia mappa interiore: percorso di scrittura terapeutica in cartoleria
Sempre alla Cartoleria Castelvecchio partirà, dal 19 gennaio, un percorso più strutturato di scrittura terapeutica in presenza: La mia mappa interiore.
È composto da cinque incontri, con titoli che sono già una direzione:
Percepisco dunque sono
Geografia delle mie forme
Ingredienti dell’animo
Teletrasporto nel futuro
Creare la mia mappa stellare
In ogni incontro lavoreremo su una “zona” diversa della tua mappa interiore: il corpo e le percezioni, le forme che prendi nelle relazioni, gli ingredienti che ti compongono, l’immaginazione di un futuro possibile, la sintesi finale.
Potrai scegliere se partecipare al gruppo del lunedì pomeriggio o del sabato, sempre in piccoli numeri, in uno spazio pieno di quaderni, penne e colori. Perfetto se cerchi laboratori di scrittura terapeutica a Verona che ti accompagnino per più settimane, con un filo narrativo da seguire.
Locandina laboratorio a Verona di scrittura terapeutica
Scrittura terapeutica in dialogo con la natura (Agriturismo l’Eremo)
Non tutte le parole nascono al chiuso. A volte abbiamo bisogno di camminare, respirare aria diversa, sentire il rumore delle foglie per riuscire a dire certe cose.
Per questo, a fine gennaio, porterò la scrittura fuori città, all’Agriturismo l’Eremo: un pomeriggio di scrittura terapeutica in dialogo con la natura.
Il laboratorio inizierà con una breve passeggiata consapevole tra gli alberi: passi lenti, respiro, sguardo che si allarga. Poi, al caldo, tazza di tisana e biscotti, useremo la scrittura per:
ascoltare che cosa la natura risveglia dentro;
dare parola alle fragilità che emergono quando finalmente ci fermiamo;
lasciare andare ciò che pesa e tenere con noi ciò che conta.
È aperto a tutti, non serve nessuna esperienza di scrittura. Porta il tuo quaderno preferito e una penna che ami: il resto lo costruiremo insieme, una parola alla volta.
Locandina evento di scrittura terapeutica all’Eremo
Come scegliere il laboratorio giusto per te
Davanti a tutte queste possibilità, può venire voglia di fare “tutto”. In realtà basta chiederti di cosa hai più bisogno adesso:
Se senti che stai attraversando un cambiamento e ti serve una cornice delicata per lavorare sui nuovi inizi, Cerchio di Parole – Nuovi inizi (online) può essere il posto giusto.
Se ti interroga la domanda “chi sono veramente?”, tra ruoli e aspettative, il percorso a ModusLab ti offre uno spazio per esplorarlo con la scrittura.
Se ami la poesia, o vuoi scoprirla, la cartoleria può diventare il tuo piccolo rifugio mensile.
Se desideri una guida passo passo dentro di te, La mia mappa interiore è pensata proprio come un viaggio a tappe.
Se senti nostalgia del contatto con la natura, il laboratorio all’Eremo unisce camminata, respiro e parola.
In tutti questi percorsi troverai la stessa cosa: un clima di ascolto, nessun giudizio sulla forma dei testi, libertà di condividere solo ciò che ti fa bene condividere.
Informazioni e iscrizioni
Tutti i laboratori di scrittura terapeutica e poesia a Verona e online che hai trovato qui saranno raccolti nella sezione Eventi del mio sito, con:
calendario aggiornato;
costi;
modalità di iscrizione.
Per domande, dubbi o per capire quale percorso può essere più adatto a te, puoi scrivermi una mail a mancassolamartinamaria@gmail.com oppure contattare il numero indicato nelle locandine.
Se senti che il 2026 è un anno in cui vuoi finalmente ascoltarti di più, forse la cosa più semplice che puoi fare è questa: scegliere un laboratorio, un quaderno, una penna, e vedere cosa succede quando ti concedi una stanza di carta tutta tua.
Ti aspetto, a Verona o online, per scrivere insieme la prossima pagina.
Quando non stai bene e non sai perché: ansia, malessere e scrittura terapeutica
Ci sono momenti in cui ti senti agitata/o, svuotata/o, “strana/o” e non sai nemmeno come chiamare quello che provi. In questo articolo parlo di ansia e malessere interiore e ti propongo 3 esercizi di scrittura terapeutica semplici, da fare da sola/o o all’interno di un cerchio di scrittura terapeutica online.
Ragazze che leggono e scrivono insieme
Ci sono giorni in cui fai fatica a spiegare come stai.
Non è un dolore preciso, non è una diagnosi, non è “solo stress”. È un miscuglio di ansia, stanchezza, vuoto, pensieri che non si spengono. Ti svegli con il cuore un po’ stretto, ti addormenti con la testa piena, e se qualcuno ti chiede “che cos’hai?” ti verrebbe da rispondere: “non lo so, ma non sto bene”.
Molte persone, in questi momenti, digitano su Google parole come ansia, malessere interiore, non sto bene, come faccio a calmarmi, esercizi di scrittura terapeutica. Cercano qualcosa a cui aggrapparsi, una pratica semplice che aiuti almeno a respirare un po’ di più.
La scrittura può essere uno di questi appigli: non perché risolve tutto, ma perché ti offre un posto concreto dove tirare fuori e osservare - nero su bianco - quello che succede dentro.
Quando il malessere non ha un nome (o ne ha troppi)
Ansia e malessere non sono sempre “grandi eventi”: a volte sono una somma di piccole cose. Giornate in cui ti senti inadeguata/o, rapporti che ti consumano, cambiamenti che non hai scelto, aspettative che ti pesano addosso.
Può esserci:
un’ansia riconoscibile (fiato corto, nodo alla gola, tachicardia);
un malessere più sottile: apatia, senso di vuoto, pensieri che girano in tondo, difficoltà a trovare il senso delle cose.
In entrambi i casi, la tendenza è tenere tutto in testa finché esplode. Oppure fare finta di niente, finché il corpo inizia a parlare: insonnia, tensioni, irritabilità.
La scrittura, soprattutto se usata in modo terapeutico, è uno spazio in cui questo malessere può iniziare a prendere una forma. Non è “pensare di più”: è mettere ordine nel caos interiore, dare voce a qualcosa che finora era solo un groviglio.
Che cos’è, in pratica, la scrittura terapeutica
Quando parlo di scrittura terapeutica non intendo un esercizio di stile, né un compito da fare correttamente. Parlo di un modo di scrivere in cui:
il centro non è il testo, ma tu;
non si giudicano grammatica, punteggiatura o forma;
l’obiettivo non è produrre qualcosa di bello, ma incontrare quello che senti.
Studi su journaling e scrittura espressiva mostrano che dedicare anche pochi minuti al giorno a scrivere di ciò che proviamo può ridurre ansia e stress, migliorare la chiarezza mentale e aiutarci a dare un senso alle esperienze difficili.
La scrittura terapeutica non sostituisce una psicoterapia, ma può:
alleggerire il carico mentale;
accompagnare un percorso di cura;
diventare un piccolo rituale quotidiano per restare in contatto con te stessa/o.
3 esercizi di scrittura terapeutica per i momenti di ansia e malessere
Ti propongo ora tre esercizi di scrittura terapeutica pensati proprio per quando ti senti in ansia, in confusione o in un malessere senza nome. Non servono chissà quali strumenti: solo un quaderno (meglio se dedicato a questo) e una penna.
Non è necessario scrivere tutto perfettamente. È già tanto se ti concedi uno spazio in cui smettere di “tenere duro” e inizi, semplicemente, a raccontare la verità sulla pagina.
1. Scarico di 5 minuti: “mettere fuori” senza filtro
Quando l’ansia è alta, è difficile anche solo trovare un inizio. La testa corre da una parte all’altra, il corpo è in allerta, e l’idea di “fare un esercizio” può sembrare troppo.
Allora puoi partire da qualcosa di molto semplice:
metti un timer di 5 minuti;
comincia a scrivere tutto quello che ti passa per la testa, senza rileggere e senza fermarti;
non devi essere coerente, non devi raccontare una storia: puoi saltare da un pensiero all’altro, ripeterti, tirare una riga e riscrivere, scrivere parole spezzate.
Se ti blocchi, puoi semplicemente ripetere:
“In questo momento quello che sento è…”
e vedere cosa arriva dopo.
Questo tipo di scrittura, che in psicologia viene chiamata spesso journaling o scrittura espressiva, aiuta a liberare la mente dai pensieri ripetitivi e a ridurre l’attivazione emotiva legata all’ansia.
Non aspettarti una magia, ma nota come ti senti dopo: magari non “bene”, però leggermente più vuoto, meno compresso.
2. Scrivere alla parte di te che sta male
Quando stai male, dentro si aprono dialoghi feroci: “dovresti reagire”, “non è niente”, “sei esagerata/o”.
Un modo per usare la scrittura terapeutica per l’ansia è cambiare il tono di questa voce interna.
Prova così:
Immagina che davanti a te ci sia una parte di te che non sta bene: può essere una versione più giovane di te, o semplicemente un “pezzo” che soffre.
Scrivi una pagina rivolta a lei/lui, con un tono che useresti con una persona che ami.
Puoi iniziare da qui:
“So che non stai bene. Non voglio aggiungere giudizi, vorrei solo ascoltare. Raccontami che cosa ti sta facendo più male in questo periodo, di cosa hai paura, che cosa ti serve davvero.”
Lascia che sia la mano ad andare. Quando hai finito, rileggi e chiediti:
“Parlerei così anche a me, nella vita di tutti i giorni?”
Questo esercizio di scrittura terapeutica non toglie l’ansia, ma può iniziare a cambiare l’atteggiamento con cui ti avvicini al tuo malessere: meno rimprovero, più cura.
3. Due colonne invisibili: “quello che c’è” e “quello che mi può aiutare”
Spesso, quando stiamo male, ci sentiamo schiacciati tra due estremi: o minimizzare (“non è niente”), o catastrofizzare (“sarà sempre così”). La scrittura può aiutarti a trovare una via di mezzo, più concreta.
Prendi una pagina e, invece di tracciare linee e schemi, immagina di dividerla mentalmente in due parti.
Nella prima metà scrivi liberamente su:
“Che cosa c’è, oggi, nel mio malessere”
Puoi raccontare sintomi fisici, pensieri, frasi ricorrenti, situazioni che ti scatenano ansia. Non tenerti niente.
Poi fai una pausa, respira qualche volta e, nella seconda metà della pagina, passa a:
“Che cosa, anche piccolo, potrebbe aiutarmi a respirare un po’ di più nei prossimi giorni”
Non pensare in grande: un’amica a cui scrivere, una passeggiata, fissare un appuntamento con un professionista, chiedere un giorno libero, dire un no, iniziare un diario.
Alla fine sottolinea tre gesti possibile tra quelli che hai scritto. Non sono “la soluzione”, ma possono diventare i primi micro-passaggi fuori dal blocco.
Quando scrivere da sola non basta: la forza di un cerchio
A volte, però, scrivere da sola/o non è sufficiente.
Ci sono momenti in cui senti di avere bisogno di una struttura, di una guida, di un tempo protetto che non dipenda solo dalla tua forza di volontà, o della presenza discreta di altre persone che stanno vivendo, in modi diversi, la stessa confusione.
Qui entrano in gioco i percorsi di scrittura terapeutica di gruppo.
In un cerchio di scrittura terapeutica:
c’è una persona che guida, propone tracce e tiene il tempo;
ci sono tappe pensate per affrontare paure, storie che ti racconti, atti di coraggio, nuovi inizi;
puoi scrivere su temi che da sola/o non toccheresti, sentendoti meno sola/o nella tua fatica;
la condivisione è facoltativa: puoi scegliere se leggere o semplicemente restare in ascolto.
Per questo ho creato “Cerchio di Parole – Nuovi inizi”, un laboratorio online di scrittura terapeutica di gruppo in 6 incontri, pensato proprio per i momenti in cui senti che qualcosa sta cambiando - o dovrebbe cambiare - ma dentro è ancora tutto confuso: ansia, desideri, stanchezza, paure.
In ogni incontro lavoriamo con:
una prima traccia di scrittura guidata,
una pausa con un testo o un’immagine che apre uno sguardo,
una seconda traccia,
una chiusura con un piccolo gesto o una parola da portare via.
Non è un corso di scrittura creativa, nessuno corregge i testi. È uno spazio di scrittura terapeutica: un cerchio sicuro, con confini chiari, in cui puoi usare le parole per guardare la tua ansia e il tuo malessere da un posto un po’ più largo.
Se senti che stai davvero troppo male
Ci tengo a dirlo chiaramente: se l’ansia e il malessere sono molto intensi - se fai fatica ad alzarti dal letto, se hai pensieri autolesivi, se senti di non farcela più - la scrittura da sola non basta.
In questi casi è importante chiedere aiuto a un professionista della salute mentale. La scrittura terapeutica può affiancare un percorso psicologico o psicoterapeutico, ma non lo sostituisce.
Puoi usare il quaderno per:
annotare cosa emerge tra una seduta e l’altra;
portare più chiarezza a ciò che vuoi condividere in terapia;
prenderti cura di te nei giorni in cui non hai appuntamento.
Una pagina alla volta, anche quando stai male
Quando non stai bene, è facile pensare che non cambierà mai niente.
La scrittura non promette di risolvere tutto, ma ti offre un gesto concreto: sederti, respirare, prendere una penna e iniziare a dire la verità sulla pagina.
Che tu scelga di farlo da sola/o nel tuo diario o all’interno di un cerchio di scrittura terapeutica di gruppo, ogni parola può diventare un piccolo spazio di respiro in mezzo al rumore.
Puoi iniziare oggi, con qualcosa di semplice:
“In questo momento, con tutta l’ansia e il malessere che sento, quello che vorrei dirgli è…”
E vedere cosa succede se, per una volta, invece di trattenere tutto, lo appoggi dolcemente su un foglio.