Scrittura terapeutica: meglio scrivere a mano o al computer? Cosa mostra la ricerca
Molte persone che fanno journaling o scrittura terapeutica notano una differenza.
Con carta e penna la scrittura sembra più lenta e più presente.
Con tastiera o telefono la scrittura è più veloce e più comoda.
La domanda è semplice: cambia qualcosa davvero?
La ricerca suggerisce di sì: scrivere a mano e digitare sono due gesti diversi, e in alcuni studi si osservano differenze anche nell’attività cerebrale durante la scrittura.
Nota: questo articolo è divulgativo. Non sostituisce supporto medico o psicologico.
Persona che scrive a mano
1) Cosa cambia quando scrivi a mano
Scrivere a mano è un gesto più complesso
Quando scrivi a mano usi:
movimenti fini della mano
ritmo e pressione
spazio sul foglio
forma delle lettere
Digitare è diverso: il gesto è più uniforme e ripetitivo.
Questa differenza di gesto interessa anche la ricerca, perché il corpo fa parte del modo in cui elaboriamo le informazioni.
2) Cosa osservano alcuni studi sul cervello
Esistono studi che registrano l’attività cerebrale mentre le persone scrivono.
In particolare, alcuni lavori usano EEG ad alta densità (molti sensori).
In questi studi, la scrittura a mano è associata a pattern di connettività/attività più diffusi rispetto alla digitazione. Gli autori discutono questo dato come potenzialmente utile per processi legati ad attenzione e apprendimento.
Cosa significa in parole semplici? Significa che la scrittura a mano può coinvolgere più sistemi insieme: gesto, attenzione, percezione.
3) Perché questo può essere utile nella scrittura terapeutica
La scrittura terapeutica non è una gara a chi scrive testi più lunghi.
Di solito attraverso la scrittura terapeutica si cerca di:
rallentare
mettere ordine
dare parole a ciò che si sente
La scrittura a mano spesso aiuta perché è più lenta.
E la lentezza può aumentare l’attenzione a quello che stai scrivendo, momento per momento.
Detto in modo concreto: per molte persone la penna rende più facile entrare e stare nella scrittura.
4) E la tastiera? Quando può essere la scelta migliore
Digitare ha vantaggi reali:
è più accessibile
è più veloce
permette più continuità (anche fuori casa)
può essere più sostenibile per chi ha dolore o difficoltà motorie
Quindi nella pratica la scelta migliore è spesso quella che ti permette di scrivere con regolarità.
Un punto importante: se digiti, è facile scrivere di getto e restare molto in testa.
Non è un problema. Basta usare una piccola regola: scrivere più lentamente e con pause.
5) Come scegliere: una guida semplice
Scegli la penna quando:
ti senti agitata/o e vuoi rallentare
vuoi contatto con il corpo e con il ritmo
vuoi scrivere con più calma e meno “prestazione”
Scegli tastiera/telefono quando:
hai poco tempo e vuoi costanza
scrivere a mano ti stanca o ti fa male
vuoi un testo più lungo e più ordinato
Non esiste un formato giusto. Esiste il formato più utile per quel momento.
6) Mini esercizio di 7 giorni
Per una settimana scrivi 5 minuti al giorno.
Usa sempre la stessa frase iniziale: “In questo momento, dentro di me c’è…”
Nei giorni dispari scrivi a mano
Nei giorni pari scrivi con la tastiera
Alla fine di ogni sessione segna tre numeri su una scala da 0 a 10:
Presenza: quanto eri presente mentre scrivevi
Corpo: quanto hai percepito il corpo
Effetto: come ti sei sentito dopo (più calmo, più carico, uguale)
Questo esercizio non è una diagnosi. È un modo ordinato per capire cosa ti aiuta davvero.
Conclusione
La ricerca mostra che scrivere a mano e digitare non sono equivalenti.
In alcuni studi si osservano differenze nell’attività cerebrale durante la scrittura, con pattern più diffusi quando si scrive a mano.
Nella scrittura terapeutica questo può tradursi in una scelta pratica: velocità o presenza.
Fonti
Studio EEG su scrittura a mano vs digitazione (bambini e giovani adulti).
Studio EEG su connettività: scrivere a mano vs digitare.