Lasciare andare il 2025 e aprirsi al 2026: un laboratorio di scrittura terapeutica a Verona
Partecipanti del laboratorio di scrittura terapeutica a Verona
Ci sono periodi dell’anno in cui sentiamo, quasi fisicamente, il bisogno di fare spazio.
Dicembre è uno di quei momenti: arrivano bilanci, vecchie paure, decisioni rimandate, pezzi di vita che non ci somigliano più. Per molte persone nasce il desiderio di lasciare andare qualcosa del passato e di aprirsi a un nuovo inizio, ma spesso manca un luogo sicuro in cui farlo.
Per me quel luogo è la scrittura. E, quando succede in gruppo, diventa un cerchio.
Sabato 15 dicembre, alla Cartoleria Castelvecchio a Verona, abbiamo tenuto un laboratorio di scrittura terapeutica proprio su questo: lasciare andare il 2025 e preparare il terreno al 2026. Lo replicheremo anche sabato prossimo, sempre in cartoleria, per permettere ad altre persone di vivere la stessa esperienza.
In questo articolo ti racconto com’è andata e ti lascio un esercizio di scrittura terapeutica che puoi fare anche a casa, se senti che questo tema parla anche a te.
Parole che cambiano: come si arriva e come si riparte
Mi piace iniziare i laboratori con una domanda semplice:
“Con che parola arrivi qui oggi?”
È un modo rapido per ascoltarsi e per entrare nel cerchio senza spiegazioni troppo lunghe.
Quel giorno c’era chi è arrivata con curiosità, chi con la sensazione di essere in una tana, nascosta e al sicuro ma anche un po’ chiusa. C’era chi si sentiva in incognito, chi in fase di scoperta, chi già in apertura.
Alla fine dell’incontro, le stesse persone hanno scelto una nuova parola per ripartire:
curiosità è diventata imparare;
la tana si è trasformata in vento, qualcosa che muove, che smuove;
l’incognito ha lasciato spazio alla fiducia;
la scoperta è diventata una fiducia più piena;
l’apertura è rimasta apertura: un gesto da proteggere e continuare.
Tra una traccia e l’altra qualcuno ha detto:
«Pensavo di non essere capace di scrivere, invece ho scritto tantissimo.»
«Mi sono arricchita grazie alle condivisioni degli altri.»
«Si può imparare dagli altri, non solo da quello che scrivo io.»
È uno degli effetti più belli della scrittura terapeutica di gruppo: mentre scrivi di te, scopri che non sei l’unica persona a sentirsi così. Le parole degli altri, lontane e vicine, diventano specchi, strade, possibilità.
Partecipanti del laboratorio di scrittura terapeutica a Verona
Lascio andare… e coltivo: cosa è emerso sul 2025 e sul 2026
Una delle tracce che abbiamo usato nel laboratorio di scrittura terapeutica a Verona era dedicata a ciò che ognuna sentiva di voler lasciare andare del 2025.
Sono emerse frasi come:
«Lascio andare la triste passività.»
«Lascio andare il bisogno di riempire i vuoti a tutti i costi.»
«Lascio andare il buio e il pessimismo.»
Non erano slogan motivazionali, ma pezzi di verità. Momenti di vita in cui è stato difficile scegliere per sé, relazioni in cui ci si è annullate, giornate in cui sembrava più facile spegnersi che restare presenti.
Accanto a questo, però, abbiamo scritto anche ciò che ciascuna voleva coltivare nel 2026:
più empatia, verso sé e verso gli altri;
riscoprire la sé adolescente, più connessa alle passioni;
essere consapevole che ogni momento è importante;
allenare la capacità di apprezzare ogni cosa, anche le più piccole.
Quando metti nero su bianco queste frasi, succede qualcosa: il 2025 smette di essere un blocco indistinto e diventa un terreno da cui scegliere cosa tenere e cosa restituire alla vita. E il 2026 non è più solo “l’anno nuovo”, ma un tempo che puoi preparare, una direzione in cui puoi spostare il passo.
Un esercizio di scrittura terapeutica per lasciare andare il 2025 e aprirti al 2026
Se non sei di Verona, o se semplicemente in questo momento preferisci stare per conto tuo, puoi provare a fare da casa uno degli esercizi di scrittura terapeutica che abbiamo usato nel laboratorio.
Ti serviranno:
un quaderno (meglio se dedicato alla scrittura terapeutica);
una penna;
una mezz’ora tutta per te.
1. Prima parte: il 2025 che saluti
Prenditi qualche minuto per chiudere gli occhi e ascoltare il corpo: dove senti tensione, dove senti più spazio, qual è l’emozione più presente se pensi a quest’anno.
Poi, sul quaderno, scrivi liberamente rispondendo a questa traccia:
“Racconta le situazioni, le abitudini, i pensieri o le emozioni del 2025 che senti di poter lasciare andare. Non serviranno più al tuo 2026. Puoi descriverle come se fossero oggetti, stanze da svuotare, pezzi di storia da salutare.”
Lascia uscire tutto: frasi spezzate, immagini, elenchi. Non devi essere elegante, devi essere sincera/o.
Alla fine rileggi e sottolinea tre parole che rappresentano ciò che lasci andare.
2. Seconda parte: il 2026 che coltivi
Ora sposta l’attenzione su ciò che desideri. Non grandi obiettivi, ma stati d’animo, qualità, modi di stare al mondo.
Scrivi:
“Immagina una giornata del tuo 2026 in cui ti senti come vorresti davvero. Raccontala nei dettagli: da come ti alzi a come ti addormenti, passando per i gesti piccoli, gli incontri, il modo in cui ti parli.”
Mentre scrivi, lascia emergere:
le qualità che vorresti allenare (coraggio, dolcezza, fiducia…);
le relazioni che vorresti nutrire;
le scelte quotidiane che ti avvicinano a questo sentire.
Alla fine, cerchia tre parole-seme: quelle che ti colpiscono di più e che vuoi portare con te nel 2026.
Puoi riscriverle su un foglietto da tenere in agenda, nel portafoglio, sul comodino: una piccola ancora visibile.
Perché farlo in gruppo, qui a Verona
Scrivere da soli è prezioso. Ma ci sono momenti della vita – e il passaggio tra un anno e l’altro è uno di questi – in cui condividere il cammino con altre persone fa la differenza.
In un laboratorio di scrittura terapeutica a Verona:
hai un tempo protetto, lontano dal rumore del quotidiano;
trovi una guida che propone tracce di scrittura, tiene il tempo e custodisce il clima del cerchio;
puoi ascoltare le parole degli altri e riconoscerti, anche in storie molto diverse dalla tua;
sei sempre libera/o di non leggere: la condivisione è un invito, non un obbligo.
Alla Cartoleria Castelvecchio, a pochi passi da Castelvecchio e dal centro di Verona, scriviamo attorno a un tavolo di legno, con penne colorate e candele. È un luogo accogliente, un po’ nascosto, che si presta bene a questi laboratori di scrittura terapeutica in presenza.
Se senti che questo passaggio è delicato
Come ripeto sempre, la scrittura terapeutica non sostituisce un percorso psicologico o psicoterapeutico. Può accompagnarlo, può alleggerire, può aiutarti a dare parole ad ansia, malessere, confusione, ma non è una cura medica.
Se il tuo 2025 è stato particolarmente duro e senti che la sofferenza è intensa, valutare un supporto professionale è un atto di grande responsabilità verso di te. Il quaderno e i laboratori di scrittura terapeutica possono diventare allora una parte gentile del tuo cammino, uno spazio in cui continuare a dialogare con te stesso/a tra una seduta e l’altra.
Una parola per il tuo 2026
Alla fine del laboratorio, chiedo sempre una cosa semplice:
“Con quale parola esci da qui oggi?”
Te lo chiedo anche adesso.
Dopo aver scritto ciò che vuoi lasciare andare del 2025 e ciò che vuoi coltivare nel 2026, prova a scegliere una parola sola per il tuo nuovo anno. Non deve essere perfetta, deve solo risuonare.
Scrivila grande sul quaderno.
Ogni tanto torna a guardarla.
Lascia che ti ricordi che puoi cambiare direzione anche con passi minuscoli.
E, se vorrai farlo insieme ad altre persone, a Verona ti aspetto ai miei laboratori di scrittura terapeutica: un posto dove lasciare andare, accogliere e ricominciare, una parola alla volta.