Scrittura terapeutica per la paura: 4 esercizi per aumentare la fiducia in te
Quando la paura occupa tutta la scena è facile sentirsi bloccati, inadeguati, soli. La scrittura terapeutica per la paura è uno spazio semplice in cui confrontarti serenamente con quello che senti e ritrovare un po’ di fiducia in te. In questo articolo ti propongo 4 esercizi di scrittura terapeutica che uso anche nei miei laboratori a Verona.
Ci sono momenti in cui la paura sembra comandare tutto.
Paura di esporsi, di scegliere, di sbagliare. Paura di deludere, di non essere abbastanza, di non farcela.
A volte è una paura chiara, con un nome preciso. Altre volte è solo un nodo allo stomaco, un’agitazione che non sai spiegare ma che ti accompagna ovunque.
La scrittura terapeutica è uno spazio semplice e potente dove appoggiare queste paure. È un quaderno, una penna, qualche minuto di silenzio e la disponibilità a dirti la verità – almeno sulla pagina.
In questo articolo ti racconto che cos’è la scrittura terapeutica, perché può aiutare quando hai paura e ti propongo 4 esercizi di scrittura terapeutica pensati proprio per aumentare, passo dopo passo, la fiducia in te.
Ti parlerò anche del mio ultimo laboratorio di scrittura terapeutica a Verona, dedicato a paura e fiducia in sé, nato proprio da queste domande.
Laboratorio di scrittura terapeutica a Verona: persone sedute intorno a un tavolo che scrivono su paura e fiducia in sé
Cos’è la scrittura terapeutica
Quando le persone digitano “scrittura terapeutica” su Google, di solito stanno cercando un modo per stare meglio: meno ansia, meno confusione, più chiarezza.
La scrittura terapeutica è proprio questo: una pratica di ascolto di sé che usa la scrittura come strumento di cura. Non serve essere bravi a scrivere. Non è un esercizio di stile, ma un incontro con te stessa/o.
In concreto significa:
scegliere un tempo e uno spazio solo tuoi (anche dieci minuti);
prendere un quaderno dedicato e una penna;
lasciare che pensieri, emozioni, ricordi, paure escano dalla testa e finiscano sulla pagina – così come sono.
Quando scrivi in questo modo:
quello che senti prende una forma;
le emozioni non restano chiuse dentro, a girare in tondo;
puoi guardare da fuori ciò che ti abita, con un po’ più di distanza e gentilezza.
La scrittura terapeutica non sostituisce la psicoterapia, ma può affiancarla o diventare un rituale personale di cura quotidiana. Una specie di appuntamento fisso con te.
Paura e fiducia in te: perché la scrittura aiuta
La paura, di per sé, non è sbagliata. È un’emozione che nasce per proteggerti. Diventa complicata quando:
è vaga e non sai nemmeno da dove arriva;
ti blocca, impedendoti di fare anche piccoli passi;
si mescola a vergogna, senso di colpa, autosvalutazione.
In questi momenti la testa può diventare un luogo rumoroso, pieno di “e se…?”, scenari catastrofici, ruminazioni infinite. È proprio qui che gli esercizi di scrittura terapeutica possono diventare un’ancora.
Scrivendo:
nomini la paura: darle un nome spesso la rende meno gigantesca;
la porti fuori da te, sulla pagina, e puoi osservarla;
inizi a chiederti non solo “di cosa ho paura?”, ma anche “cosa sta cercando di dirmi questa paura?”;
fai spazio ad altre parti di te: quella che desidera, quella che spera, quella che è curiosa, quella che sa prendersi cura.
La fiducia in te non arriva tutta insieme. Di solito nasce da piccole prove quotidiane, da passaggi di coraggio. La scrittura terapeutica ti aiuta a vederli, a non dimenticarli e a costruirci sopra una narrazione diversa di te.
4 esercizi di scrittura terapeutica per la paura (e la fiducia in te)
Ti propongo ora quattro esercizi di scrittura terapeutica che puoi fare quando senti la paura più presente.
Prenditi il tempo che ti serve, spegni le notifiche, respira qualche volta in profondità. Non pensare a fare bene l’esercizio: l’unica cosa importante è essere sincera/o con te stessa/o.
1. “Cara Paura, ti scrivo perché…”
Il primo passo è smettere di combattere la paura come se fosse un mostro esterno e iniziare a vederla come una parte di te, che in qualche modo sta provando a proteggerti.
Prendi una pagina nuova e scrivi in alto:
“Cara Paura, ti scrivo perché…”
Poi lascia andare la penna. Raccontale cosa ti sta succedendo, cosa ti blocca, da quanto tempo la senti, cosa non vorresti più vivere. Non censurarti: non stai scrivendo un tema, stai scrivendo un incontro vero.
Quando hai finito, fai un respiro e cambia prospettiva. Immagina che sia la Paura a risponderti. Scrivi:
“Cara/o [il tuo nome], io sono qui per…”
Lascia che questa parte di te parli. Forse ti dirà che ha paura di vederti soffrire, che teme il rifiuto, che non vuole che tu perda qualcosa di importante. Non devi crederle per forza, devi solo ascoltarla.
Alla fine, rileggi la pagina con calma. Sottolinea una frase tua e una frase della Paura che ti colpiscono. Già questo, spesso, basta a cambiare qualcosa nello sguardo.
2. Dal “Cosa temo” al “Cosa posso fare oggi”
La paura ama l’indefinito. Più le cose restano confuse, più lei si allarga.
Un modo per darle un contenitore è passare dalla testa alla realtà concreta.
Scegli una situazione che ti spaventa in questo periodo. Può essere un dialogo da affrontare, una scelta, un cambiamento.
Su una pagina, dividi lo spazio in due (anche solo idealmente) e, invece di pensare per colonne, usa due paragrafi consecutivi.
Nel primo paragrafo scrivi:
“Cosa temo in questa situazione”
e lascia uscire tutto: cosa potrebbe andare storto, di cosa hai paura davvero, cosa non vorresti perdere.
Nel paragrafo successivo scrivi:
“Cosa è nelle mie mani oggi”
e prova a concentrarti solo su quello che puoi fare nelle prossime ore. Non grandi rivoluzioni: un messaggio, una domanda, chiedere aiuto, informarti meglio, darti il permesso di fare un piccolo passo.
L’obiettivo di questo esercizio di scrittura terapeutica non è trovare la soluzione perfetta ma allenare il passaggio da una paura generica a un’azione concreta e gentile verso di te.
3. La lettera dalla te che ce l’ha fatta
C’è una parte di te che è già andata avanti di qualche passo e che sa che cosa può aiutarti. La scrittura serve anche a darle voce.
Immagina te stessa/o tra un anno. Non una versione ideale e irraggiungibile, ma una persona che ha attraversato questo periodo con tutti i suoi inciampi, le sue fatiche, i suoi momenti di luce.
Scrivi:
“Sono la te di tra un anno. Non ti dirò tutto, ma voglio raccontarti…”
e lascia che questa te del futuro ti parli. Raccontati cosa è cambiato, quali piccoli gesti hanno fatto la differenza, quali sono stati i giorni difficili e come li hai attraversati, che cosa hai scoperto su di te.
Mentre scrivi, non pensare se ha senso o no. Concentrati sul tono: che sia la voce di qualcuno che ti vuole bene davvero.
Quando hai finito, sottolinea tre frasi che ti danno un po’ di sollievo o di coraggio. Puoi riscriverle su un post-it e tenerle sul comodino o nel diario: saranno il tuo promemoria di fiducia.
4. Il diario delle micro prove di coraggio
La fiducia in te non nasce da un grande gesto eroico, ma da tante micro scelte quotidiane che spesso non ti riconosci. Questo esercizio serve a non perderle per strada.
Per una settimana, alla sera, apri il quaderno e completa queste tre frasi:
Oggi avevo paura di…
Nonostante questo, ho fatto questo piccolo passo…
Dopo averlo fatto, mi sono sentita/o…
Non importa quanto piccolo sia il passo: anche solo aver mandato un messaggio, esserti preso dieci minuti per respirare, aver detto un “no” che avresti sempre rimandato.
Dopo qualche giorno inizierai a vedere nero su bianco che, pur avendo paura, ti muovi comunque. È una prova concreta della tua capacità di attraversare le cose, non solo di subirle. Ed è una base preziosa per costruire una nuova immagine di te.
Cartellone con frasi e pensieri nati da un esercizio di scrittura terapeutica sulla paura e sulla fiducia in sé a Verona
Il laboratorio a Verona: quando la scrittura terapeutica diventa un cerchio
Questi esercizi non vivono solo sulle pagine dei quaderni individuali. Nelle ultime settimane li ho portati dentro un laboratorio di scrittura terapeutica a Verona dedicato proprio alla paura e alla fiducia in sé.
Ci siamo ritrovate in una cartoleria piena di colori, sedute attorno a un tavolo di legno, con penne, fogli e un grande foglio bianco pronto ad accogliere le parole di tutte.
Abbiamo iniziato con un momento di silenzio e di ascolto del respiro, per arrivare davvero lì.
Poi, una pagina alla volta:
abbiamo scritto lettere alla paura, lasciando emergere la sua voce e la nostra;
abbiamo trasformato paure vaghe in azioni piccole e possibili;
abbiamo dato parola alla noi del futuro che ce l’ha fatta;
abbiamo raccolto, alla fine, le frasi che volevamo portare a casa, scrivendole su piccoli fogli di carta.
Partecipanti al laboratorio di scrittura terapeutica a Verona sedute al tavolo, sorridenti, con quaderni e penne
Sul cartellone finale sono rimaste parole come:
“ascoltarsi senza giudizio è stato come sentirsi a casa”;
“le nostre paure, se condivise, prendono un nuovo colore”;
“amicizia: che la vita non smetta mai di sorprenderci”.
Guardarle tutte insieme è stato come vedere il percorso fatto: le paure non sono scomparse, ma hanno preso altre forme, altri colori, sono state tenute in mano da più persone.
Se vuoi iniziare un percorso di scrittura terapeutica per la paura
Se senti che questo è un tema vivo per te e ti piacerebbe lavorarci con la scrittura terapeutica, hai diverse possibilità.
Se sei di Verona o dintorni, puoi partecipare ai miei laboratori di scrittura terapeutica a Verona in piccoli gruppi: spazi protetti dove paura, fragilità e fiducia in sé vengono accolte con rispetto e delicatezza.
Se invece preferisci un percorso più personale, puoi scegliere la scrittura terapeutica individuale, online, con quaderni guidati ed esercizi su misura.
Sul mio sito trovi le informazioni aggiornate sui prossimi laboratori, sui percorsi individuali e sui PDF di esercizi di scrittura terapeutica che puoi iniziare quando vuoi.
E se ti va, puoi già cominciare da qui: scegli uno degli esercizi che hai letto e regalati il tempo di una pagina.
La paura probabilmente resterà, almeno un po’.
Ma pagina dopo pagina potresti scoprire che anche la fiducia in te sa farsi strada.
Una riga alla volta.
Scrittura terapeutica a ModusLab: il gruppo che trasforma la pagina
A Verona, a Modus Lab – Teatro Modus, la scrittura terapeutica si pratica in gruppo: tracce guidate, esercizi di scrittura terapeutica semplici e condivisione gentile. La pagina si fa chiara, la solitudine si alleggerisce, i piccoli passi tornano possibili. Prossimo ciclo da gennaio 2026.
Partecipanti in cerchio a Moduslab durante un laboratorio di scrittura terapeutica; al centro collage di frasi su strisce di carta.
A volte arriviamo con la testa piena e il cuore stretto. A Modus Lab – Teatro Modus (Verona) succede una cosa semplice e rara: ci si siede, si respira, si scrive. Il foglio diventa uno spazio sicuro dove lasciare andare il rumore, e il gruppo diventa una casa temporanea in cui le parole possono uscire senza paura. La scrittura terapeutica qui non chiede prestazioni: chiede presenza. E, quasi sempre, porta chiarezza.
Cosa succede in un incontro (Verona, Teatro Modus)
Ogni appuntamento ha un ritmo gentile. All’inizio ci prendiamo pochi minuti per arrivare davvero: un respiro, un gesto di centratura, una domanda breve. Poi propongo una traccia: un’immagine, una parola-chiave, un passaggio poetico. In silenzio, ciascuno scrive. Gli esercizi di scrittura terapeutica sono guidati e accessibili: piccoli passi, nessun giudizio, solo ascolto.
Chi desidera, alla fine legge. Non ci sono commenti tecnici o consigli: c’è un ascolto pieno, un “ti ho sentito”, un riconoscersi. È in questo scambio che spesso la pagina si illumina: la storia, detta ad alta voce, si fa più vera e più leggera.
Perché il gruppo cura
Nel gruppo la scrittura terapeutica cambia consistenza. Le stesse parole che da soli sembrano pesare troppo, in cerchio si alleggeriscono. Sentire che qualcuno si ritrova in ciò che abbiamo scritto riduce la solitudine, regola l’emozione, apre un altro sguardo su di noi. L’appuntamento cadenzato sostiene la continuità: è più facile portare avanti gli esercizi di scrittura terapeutica quando sappiamo che torneremo a condividere. E ascoltare la lingua degli altri allarga la nostra: nascono metafore nuove, immagini nuove, possibilità nuove.
Un momento che amiamo
A Modus Lab capita spesso di comporre insieme una “poesia-tappeto”. Ritagliamo parole e frasi, le disponiamo a terra e lasciamo che il testo emerga per tentativi. Non serve “saper scrivere”: serve esserci. Mentre le mani si muovono, la mente smette di stringere e la pagina si apre. È un modo dolce per uscire dagli automatismi e sentire, con il corpo, che non siamo soli dentro la nostra storia.
A chi è rivolto
È per chi ha la testa piena, per chi sta attraversando un cambiamento, per chi fa fatica ad ascoltarsi e vuole ricominciare in modo concreto. Non è psicoterapia né una presa in carico clinica: è un percorso di benessere basato su linguaggio, ritmo e relazione. La scrittura terapeutica qui è pratica quotidiana: pochi minuti, parole oneste, passi possibili.
Prossimi appuntamenti a Verona
Il primo ciclo è in corso a ModusLab. Da gennaio 2026 partirà un nuovo percorso di gruppo. Se senti che è tempo di rimettere in fila i pensieri e dare voce a ciò che vivi, il cerchio è pronto ad accoglierti.
Vuoi partecipare o avere informazioni?
Nella locandina qui sotto trovi tutti i contatti.
Locandina Moduslab: laboratori di scrittura terapeutica a Verona, piccoli gruppi, cicli da ottobre, guida Martina Mancassola
Scrittura terapeutica per calmare l’ansia: un rituale che ti riporta al presente
Quando l’ansia aumenta la sera, poche parole giuste possono riportarti al presente. Un rituale di 5–10 minuti di scrittura terapeutica con respiro, tracce semplici e una chiusura concreta per dormire più leggero.
Mano che scrive su un quaderno alla luce serale: pratica di scrittura terapeutica per calmare l’ansia e mettere ordine nei pensieri.
Quando l’ansia sale, soprattutto la sera, i pensieri si moltiplicano: ciò che durante il giorno era solo un’ombra diventa enorme. È normale: con meno distrazioni la mente amplifica tutto, mentre il corpo è stanco e più reattivo. In questi momenti la scrittura terapeutica è una piccola ancora. Mettere le parole sulla pagina sposta l’attività mentale da “allarme diffuso” a “attenzione focalizzata”: nomini ciò che senti, gli dai confini, lo osservi. Non è magia: è igiene emotiva.
Di seguito trovi un modo semplice per costruire il tuo rituale serale. È breve (5–10 minuti), non richiede talento di scrittura e funziona anche nelle giornate “no”. Qui troverai scrittura terapeutica esercizi spiegati in modo naturale; sono esercizi scrittura terapeutica pensati per calmare corpo e pensieri senza forzature.
Perché scrivere aiuta davvero
Scrivere ciò che provi attiva due movimenti utili. Il primo è corporeo: rallenti il respiro, le spalle scendono, lo sguardo si posa sulla pagina. Il secondo è cognitivo: trasformi rumore in linguaggio. Dare un nome a un’emozione la rende più gestibile; descrivere una scena mentale ti permette di ridimensionarla. La scrittura terapeutica non elimina l’ansia con uno schiocco di dita, ma ti restituisce potere: passi da “sono in balia” a “sto attraversando”.
Un rituale serale in cinque passaggi (senza cronometro)
1) Inizia dal corpo. Prima di scrivere, inspira contando fino a quattro ed espira contando fino a sei per qualche respiro. Non serve perfezione: ti basta sentire l’aria che esce più lunga di quella che entra. È il segnale gentile al sistema nervoso che può abbassare il volume.
2) Metti giù quello che senti, non quello che “dovresti” sentire. Apri il quaderno e completa, a modo tuo: “In questo momento, il mio corpo sente…”. Rimani sul fisico: peso sul petto, nodo allo stomaco, mano fredda. Due o tre frasi bastano. Stai ancora lontano dalle storie che la mente racconta.
3) Passa dalla sensazione al pensiero. Ora prosegui: “La mia testa sta dicendo che…”. Non discutere con i pensieri, non giudicarli. Trascrivili come li ascolti. Quando li vedi scritti, perdono parte dell’urgenza.
4) Introduci una voce amica. Cambia tono e prova a risponderti come faresti con una persona cara: “Capisco che hai paura di ___; per adesso ci occupiamo solo di ___.” È un piccolo spostamento interno: dalla critica alla cura. Se ti viene spontaneo, aggiungi una parola-ancora (per esempio “lentamente”, “qui”, “al sicuro”).
5) Chiudi con un gesto concreto. Scrivi una sola azione gentile che farai nei dieci minuti successivi: doccia calda, tisana, spegnere lo schermo, preparare il letto, mettere il pigiama. Poi chiudi il quaderno. Il messaggio al corpo è chiaro: abbiamo ascoltato, ora possiamo riposare.
Questo rituale è volutamente semplice: ti chiede di stare con te, non di risolvere tutto. La continuità vale più della quantità: due pagine in pace aiutano più di dieci forzate.
“E se i pensieri corrono troppo?”
Capita. In quei momenti prova una variante: per tre minuti scrivi senza alzare la penna, anche se escono frasi spezzate. Appena senti che l’ansia rallenta di un millimetro, torna al punto 4 e lascia spazio alla voce amica. La pagina non deve essere bella: deve essere utile.
Esempi di tracce che puoi usare (in modo naturale)
“Quello che mi spaventa davvero, stanotte, è…”
“La parte di me che teme il peggio prova a proteggermi da…”
“Se potessi alleggerire il peso del 10%, toglierei…”
“Di ciò che succede, cosa è nelle mie mani nelle prossime 24 ore?”
Usale come appigli, non come compiti. Se una frase non ti aiuta, passale oltre.
Quanto scrivere, quando farlo, cosa aspettarsi
Bastano cinque minuti. Se ti è possibile, scegli sempre lo stesso luogo e lo stesso quaderno: il tuo sistema nervoso imparerà a riconoscerli come spazio sicuro. La sera è ottima per scaricare, la mattina per impostare. Non aspettarti una linea retta: alcune notti il sollievo sarà immediato, altre più sottile. Anche nei giorni in cui “funziona poco”, stai coltivando una relazione di fiducia con te.
Domande che ricevo spesso
La scrittura terapeutica sostituisce una terapia? No. È uno strumento di cura e consapevolezza che può affiancare un percorso psicologico o medico quando serve.
Devo rileggere tutto? Non sempre: a volte è utile, altre volte è sufficiente il gesto di aver scritto. Puoi rileggere una volta a settimana per cogliere piccoli cambiamenti.
E se ho paura di “scavare troppo”? Stabilire in anticipo tempo, luogo e chiusura del rituale crea contenimento. Ricordati del quinto passaggio: un gesto concreto che ti riporta al qui e ora.
Se vuoi continuare
Se questa pagina ti è stata utile, qui trovi altri scrittura terapeutica esercizi guidati: percorsi brevi online, laboratori di gruppo e percorsi in PDF (7 o 30 giorni) per costruire una pratica gentile e costante. Sono esercizi scrittura terapeutica semplici, pensati per chi ha la testa piena e desidera imparare a stare con sé in modo più leggero.
Scrittura terapeutica di gruppo: benefici, esercizi e come partecipare
Nel gruppo la pagina diventa casa. Parole guidate, ascolto senza giudizio, esercizi di scrittura terapeutica che alleggeriscono la mente e indicano passi concreti. Ecco perché funziona e come partecipare.
Persone che scrivono in cerchio durante un laboratorio di scrittura terapeutica a Verona
Ci sono momenti in cui la testa è piena e le parole sembrano ammassarsi senza trovare posto. La scrittura terapeutica offre un tempo per respirare: mettere nero su bianco ciò che si muove dentro, osservarlo da vicino e trasformarlo in passi piccoli e concreti.
Cos’è (e cosa non è) la scrittura terapeutica di gruppo
La scrittura terapeutica di gruppo è un laboratorio in cui si scrive con tracce guidate, in silenzio e senza giudizio. Dopo la scrittura, chi desidera può condividere: la condivisione è sempre facoltativa; l’ascolto è attivo, rispettoso, mai valutativo.
È un percorso di benessere e consapevolezza, non una psicoterapia né una presa in carico clinica. Non indaga il passato per “curarlo”, ma offre uno spazio pratico per capirsi, alleggerire il carico mentale e scegliere micro-azioni per la vita di tutti i giorni.
Perché il gruppo fa bene (più di quanto pensi)
In gruppo ci si accorge di non essere l’unico a provare certe emozioni. Questo, da solo, abbassa la vergogna e riduce la sensazione di isolamento. La presenza degli altri crea co-regolazione: respiri e ritmi si sintonizzano, la mente si calma.
Le parole condivise portano nuove prospettive: le immagini degli altri aprono strade che da soli non vediamo. E c’è la motivazione: un appuntamento in calendario aiuta a mantenere la routine della scrittura anche a casa.
La ricerca su journaling, regolazione emotiva e supporto sociale mostra benefici su stress percepito, ansia lieve, qualità del sonno e chiarezza decisionale. La scrittura non sostituisce percorsi clinici, ma può affiancarli con delicatezza e realismo.
Come si svolge un laboratorio con me
Durata: 90 minuti, gruppo piccolo per garantire intimità.
Accoglienza: due minuti di respiro, una cornice chiara, regole di gentilezza.
Scrittura guidata: propongo una traccia (immagini, domande, brevi testi). Si scrive in silenzio.
Condivisione (facoltativa): si legge solo se va; chi ascolta non commenta né consiglia.
Micro-azione: ciascuno sceglie un passo semplice per le prossime 24 ore.
Chiusura: una parola o un’immagine che resta.
Tutto è pensato per essere leggero ma profondo, con attenzione ai tempi di ciascuno.
Che risultati puoi aspettarti
• Più chiarezza: i pensieri si mettono in fila, le priorità emergono.
• Regolazione emotiva: scrivere e ascoltare aiuta a nominare ciò che si prova.
• Autostima più gentile: ci si allena a parlare a sé con la stessa cura che useremmo con una persona amata.
• Passi pratici: ogni incontro si chiude con una micro-azione realistica, misurabile.
• Continuità: molti partecipanti portano a casa una routine di 10 minuti al giorno.
Esempi di esercizi di scrittura terapeutica (semplici e replicabili)
1. Due colonne
A sinistra: “Cosa pesa oggi”. A destra: “Cosa è nelle mie mani nelle prossime 24 ore”. Cerchia una sola azione.
2. Lettera di appoggio
Tre frasi da completare: Sono con te quando… · Ti ricordo che… · Il primo passo può essere…
3. Tre voci, tre tempi
Scrivi sulla stessa preoccupazione come la percepisci oggi, come la percepiresti tra 6 mesi e come invece se la raccontassi a una persona cara. Noterai che il linguaggio si apre.
Questi esercizi di scrittura terapeutica non richiedono “bravura”: valgono autenticità e ascolto.
A chi è adatto (e a chi no)
Sì, se…
• senti la testa piena e vuoi mettere ordine;
• stai attraversando una transizione (lavoro, studio, relazione, città);
• desideri più autostima;
• vuoi scrivere senza performance, per stare meglio.
Meglio un altro tipo di supporto se…
• stai affrontando un momento clinico acuto o hai bisogno di un intervento psicoterapeutico strutturato. In tal caso la scrittura può affiancare, non sostituire, il percorso con specialisti.
Domande frequenti
Devo saper scrivere? No. Non cerchiamo stile o punteggiatura perfetta: cerchiamo verità e cura.
Devo leggere ad alta voce? Mai per forza. Anche solo scrivere in contemporanea ha valore.
Online o dal vivo? Entrambi, in base al laboratorio.
Cosa porto? Quaderno, penna, una bottiglia d’acqua e curiosità.
Se mi emoziono? È previsto. Ci sono pause, respiro, rispetto dei tempi.
I prossimi laboratori
Paura e fiducia in sé – tre incontri di scrittura terapeutica (Verona).
Piccolo gruppo, 90’, esercizi guidati. Per rimettersi al centro con gentilezza: 10, 17 e 25 novembre 2025 ore 14-15,30ModusLab – cicli tematici di 10 incontri di scrittura terapeutica (Verona).
Tre percorsi annuali: parole per conoscersi, riconoscersi e trasformarsi. Prossimo in partenza: gennaio 2026
Scrivimi: ti aiuto a scegliere il passo giusto.
Preferisci iniziare da solo? Nel mio Shop trovi PDF di 7 o 30 giorni con tracce quotidiane: un modo semplice per scaldare la mano e arrivare in gruppo con più fiducia.
Amore e solitudine: come la scrittura terapeutica aiuta ad “abitare” entrambi
Amore e solitudine non sono opposti: spesso camminano insieme. Con la scrittura terapeutica puoi ascoltarli, capirli e trasformarli in passi di cura quotidiana. Qui trovi tre esercizi e il percorso guidato “21 giorni per abitare amore e solitudine”.
Ci sono momenti in cui l’amore e la solitudine sembrano opposti. In realtà, spesso convivono: l’uno illumina, l’altra scava in profondità. La scrittura terapeutica è uno spazio semplice e potente in cui guardare entrambe le esperienze senza giudizio: penna, carta e 15 minuti al giorno per dare forma a ciò che senti, ridurre il rumore mentale e ritrovare un centro più stabile.
Perché la scrittura fa bene quando si parla di amore e solitudine
Scrivere di emozioni e pensieri difficili aiuta a dare significato a ciò che turba, a ridurre la ruminazione e a calmare lo stress percepito. Questo è il cuore del tuo percorso: “mettere nero su bianco” favorisce chiarezza, integrazione e cura di sé. Nel tuo quaderno l’obiettivo non è “sconfiggere” la solitudine, ma capirla: osservarla con onestà, per cogliere cosa sta chiedendo e cosa può insegnare. È un processo di conoscenza di sé che giorno dopo giorno apre spazio all’amore, anche quando sembra lontano.
Un assaggio: esercizi di scrittura terapeutica
Per entrare nel clima, ecco tre micro-esercizi di scrittura terapeutica. Puoi usarli come primo passo o come integrazione al tuo diario terapeutico:
Il punto di partenza
Scrivi liberamente come stai oggi e cosa ti ha portato a cercare questo momento con te. Niente filtri: lascia scorrere la penna. Anche poche righe bastano.Lettera alla Solitudine
Trattala come una persona. Riconoscine la presenza nella tua storia, ringraziala per ciò che ti ha insegnato e chiedile di collaborare con te in modo più gentile. È un cambio di sguardo che alleggerisce.Chi sono oggi
Rileggi ciò che hai scritto nelle ultime settimane e componi un breve testo che inizi con “Chi sono oggi…”. Metti a fuoco risorse, confini, desideri. Questo rende visibili i passi fatti.
Questi esercizi di scrittura terapeutica non cercano frasi “belle”: cercano verità. È lì che accade la trasformazione.
Il percorso “21 giorni per abitare amore e solitudine”
Se desideri essere guidato giorno per giorno, il mio percorso digitale ti accompagna in tre settimane di scrittura terapeutica esercizi: ogni giorno trovi un tema, una breve ispirazione e una traccia di scrittura chiara e calda. Ti prendi 15–20 minuti in un luogo tranquillo, con un quaderno o il tuo diario. Non servono competenze letterarie: serve sincerità.
All’interno troverai pratiche come:
Confusione e chiarezza: nominare i nodi che fanno nebbia, per vedere le prime stelle.
Mia cara solitudine: una lettera per trasformarla da nemica a compagna.
Riscrivi la tua storia: integrare passato, presente e futuro in un racconto più vero e gentile verso di te.
Manifesto personale: fissare ciò che porti con te, ciò che lasci e gli impegni che scegli per il domani.
È un quaderno-voce che ti accompagna con rispetto: spazio sicuro, nessuna valutazione, solo domande, immagini e scrittura terapeutica per fare luce.
A chi è adatto
A chi sente confusione o fatica, a chi vive transizioni (relazioni, lavoro, cambiamenti), a chi desidera conoscersi meglio coltivando un rapporto più amico con la propria solitudine e con l’amore. Non è psicoterapia: è un percorso di benessere che affianca il proprio cammino personale.
Cosa ti serve
Un quaderno, una penna e 15–20 minuti al giorno. Se un esercizio tocca corde intense, puoi fare una pausa e riprendere con auto-compassione. La costanza, anche minima, è la vera alleata.
Un invito gentile
Se senti che è il momento di fare pace con la solitudine e di allargare lo sguardo sull’amore, puoi iniziare da qui: scarica il percorso “21 giorni per abitare amore e solitudine” dal mio shop e trasformalo nel tuo rituale quotidiano di cura. È un cammino discreto, fatto di parole oneste e passi piccoli: spesso i più efficaci.
Scrittura terapeutica e overthinking: 7 esercizi per fermare i pensieri
Se la mente corre e fai fatica a fermarti, la pagina può diventare un posto sicuro. Sette esercizi di scrittura terapeutica semplici e brevi per uscire dai loop mentali e scegliere passi concreti.
Quando i pensieri girano in tondo è facile sentirsi senza direzione. La buona notizia è che, messa al servizio del benessere, la pagina può diventare un ancoraggio. La scrittura terapeutica non chiede frasi perfette: chiede presenza. In pochi minuti aiuta a spostare i pensieri dalla testa alla carta, a dare un nome a ciò che si muove e a scegliere azioni piccole e reali.
Perché la scrittura aiuta l’overthinking
Esternalizza: vedere i pensieri sulla pagina li rende più gestibili.
Etichetta le emozioni: dare un nome a ciò che provi riduce l’attivazione emotiva e apre spazio a decisioni più lucide.
Ristruttura: scrivere ti permette di rivedere storie e convinzioni, trasformando il “tutto o nulla” in sfumature più realistiche.
Le evidenze su journaling e pratiche di consapevolezza indicano benefici su stress percepito, sonno e regolazione emotiva. La scrittura non sostituisce un percorso clinico, ma può affiancare con gentilezza altre forme di cura.
7 esercizi di scrittura terapeutica (10 minuti)
Imposta un timer. Scegli uno o due esercizi, non tutti. Meglio poco e costante che tanto e una volta sola.
1) Scarico gentile: due colonne
Traccia due colonne. A sinistra “Cosa mi gira in testa” (pensieri crudi, senza filtro). A destra “Cosa è nelle mie mani oggi” (azioni piccole, una per riga). Chiudi cerchiando 1 azione da fare nelle 24 ore.
2) Flusso controllato (10 righe)
Scrivi solo 10 righe senza alzare la penna. Se non sai cosa dire, ripeti “Sto scrivendo perché la mia mente è piena di…”. Alla riga 10 fermati, respira e sottolinea la frase che ti colpisce: è il tuo indizio.
3) Dare nome all’emozione
Completa queste 3 frasi: “In questo momento sento…” (emozione), “Lo sento nel corpo qui…” (sensazione), “Mi chiede…” (bisogno). L’obiettivo non è risolvere, ma ascoltare.
4) ABC della ruminazione
A – Evento: Scrivi cosa è successo (racconta solo i fatti).
B – Pensiero automatico: Scrivi il loop della tua mente: “Se… allora…”
C – Comportamento utile adesso: Prova a scrivere un gesto concreto che potresti fare subito per alleggerire cuore e mente.
Trasforma l’energia del pensiero in un’azione minima.
5) Il foglio dei limiti
Prima metti in pagina ciò che ti pesa adesso. Poi immagina di rileggere fra sei mesi e riscrivi. Chiudi raccontando la stessa cosa a una persona che ti vuole bene. Di solito il linguaggio si fa più gentile.
6) Tre prospettive
Scrivi un paragrafo su ciò che ti preoccupa come te oggi, poi come te tra 6 mesi, infine come se parlassi a un’amica. Noterai che il linguaggio cambia: spesso si apre.
7) Chiusura rituale (30 parole)
Concludi con una frase di 30 parole massimo iniziando da “Oggi scelgo…”. È la tua micro-decisione. Mettila in agenda.
Una routine in 10 minuti
Minuto 0–1: un respiro lungo, spalle rilassate (cadono verso il basso).
Minuti 1–6: uno degli esercizi (1–6).
Minuti 6–9: rileggi, cerchia una frase, scegli 1 azione.
Minuto 10: chiusura rituale (esercizio 7).
Se ti è utile, puoi precedere la scrittura con 5 minuti di rilassamento tipo body scan o Yoga Nidra breve: aiuta a rallentare e ad accedere a parole più chiare. Trovi tante pratiche sul mio canale YouTube Sei la tua luce.
Quando usarli (e quando no)
Gli esercizi sono pensati per ansia lieve, sovraccarico, periodi di cambiamento. Se emergono sofferenze intense o temi clinici, è importante rivolgersi a professionisti della salute mentale. La pagina resta un ottimo alleato, ma non sostituisce la terapia.
Domande frequenti
Devo saper scrivere?
No. Conta l’autenticità, non lo stile.
Ogni quanto scrivere?
Meglio 10 minuti al giorno che un’ora una volta a settimana.
Cosa faccio con i fogli?
Puoi tenerli, riporli in una cartellina, o distruggerli se è più leggero. L’importante è il processo, non l’archivio.
Vuoi essere accompagnato?
Propongo percorsi individuali online, laboratori di gruppo e PDF di esercizi (7 o 30 giorni). Se ti va, partiamo con un colloquio gratuito di 10 minuti per costruire insieme il passo giusto.
Scrittura terapeutica e cambio di stagione: 5 esercizi per il calo d’umore
Con il cambio di stagione l’umore può scendere di un gradino. Cinque esercizi di scrittura terapeutica, brevi e gentili, per nominare le emozioni, ritrovare ordine e scegliere piccoli gesti di cura quotidiani.
Quando la luce diminuisce e le giornate si accorciano, è normale sentirsi più stanchi, irritabili o poco motivati. Il cambio di stagione altera i ritmi del sonno, riduce l’esposizione alla luce naturale e scombina le abitudini. In questo passaggio la scrittura terapeutica è un aiuto semplice: mettere in parole ciò che si prova aiuta a fare chiarezza, a ridurre l’allarme interno e a scegliere piccoli gesti di cura. Le ricerche sul cd affect labeling (ovvero dare un nome preciso alle emozioni), auto-compassione e coerenza della storia personale mostrano effetti positivi su stress, ruminazione e benessere psicologico.
Perché l’autunno può pesare sull’umore
Con meno luce naturale il ritmo biologico tende a spostarsi: si dorme peggio, si cercano “consolazioni” rapide e ci si muove meno. Se non ce ne accorgiamo, la somma di questi piccoli cambiamenti abbassa l’energia. Un diario rende visibili questi passaggi e permette di intervenire con passi sostenibili.
5 esercizi di scrittura terapeutica per il cambio di stagione
1) Meteo interiore
Per due o tre minuti descrivi come ti senti con immagini della natura (cielo, vento, bosco, marea).
Perché aiuta: la metafora crea una distanza sicura e facilita l’etichettatura emotiva, che favorisce regolazione e chiarezza.
2) Ciò che drena / ciò che nutre
Traccia due colonne. A sinistra scrivi ciò che ti toglie energia in questo periodo e a destra ciò che ti sostiene (anche in modo minimo).
Perché aiuta: mette ordine, riduce la ruminazione e trasforma il “troppo” in priorità gestibili.
3) Lettera di auto-compassione
Scrivi a te come scriveresti a una persona cara. Riconosci la fatica, valida l’emozione e proponiti un piccolo gesto da fare nelle prossime ore (uscire alla luce, andare a letto prima, chiedere aiuto).
Perché aiuta: la auto-compassione riduce l’autocritica, sostiene la resilienza e orienta verso scelte di cura realistiche.
4) Diario della luce
Per 14 giorni annota quando stai alla luce del giorno (anche 10–20 minuti), dove ti trovi e come ti senti prima e dopo in tre parole.
Perché aiuta: collega luce, movimento e umore, facilita la consapevolezza corporea e sostiene piccole routine protettive.
5) Tre righe serali
Ogni sera scrivi tre frasi: “Oggi ho provato…”, “Oggi ho capito/ricordato…”, “Domani mi prendo cura di me così…”.
Perché aiuta: crea coerenza nella storia personale, alleggerisce la mente la sera e rende costante la pratica. È uno degli esercizi di scrittura terapeutica più facili da mantenere.
Perché la scrittura terapeutica aiuta in autunno
La scrittura terapeutica funziona perché unisce tre processi:
Nominare con precisione ciò che si prova → meno allarme, più ordine.
Riorganizzare l’esperienza in un racconto coerente → più senso e direzione.
Parlarsi con gentilezza → meno autocritica, più gesti di cura possibili.
Questi meccanismi sono coerenti con le evidenze su etichettatura emotiva, auto-compassione e costruzione della propria storia di vita.
Quando chiedere aiuto
Se il calo d’umore è intenso o dura settimane, se compaiono sintomi depressivi marcati o pensieri di autosvalutazione, è importante confrontarsi con un professionista. La scrittura non sostituisce una terapia clinica: può camminare accanto ad altri percorsi di cura.
Conclusione
Il cambio di stagione è un passaggio, non un giudizio su di te. Con pochi minuti al giorno e alcuni esercizi di scrittura terapeutica puoi osservare ciò che senti, scegliere piccole azioni di benessere e accompagnarti con gentilezza fino a un nuovo equilibrio. La costanza vale più della perfezione.
Poesia, scrittura terapeutica e cura
Quando poesia e scrittura terapeutica si incontrano, la parola diventa cura: metafore che danno forma al sentire, ritmo che contiene, narrazione che restituisce senso. Un ponte tra corpo ed emozioni per regolarsi, comprendersi e creare legami.
Perché la parola creativa può fare bene
La poesia non è solo estetica: è un modo di pensare le emozioni. Quando entra nella scrittura terapeutica, la parola creativa diventa un contenitore dove ciò che sentiamo può essere visto, nominato, trasformato. Ecco cosa sappiamo — tra clinica, neuroscienze e pratiche di cura — su questo legame.
1) La metafora dà forma e distanza sicura
La poesia usa metafore e immagini. In psicologia si parla di simbolizzazione: quando un vissuto prende forma simbolica, diventa più maneggiabile.
Le metafore creano distanza protetta: restiamo in contatto con l’emozione senza esserne travolti (parlare di “grandine nel petto” non è negare il dolore: è dargli un profilo).
Studi di linguistica cognitiva e neuroimaging mostrano che comprendere metafore sensoriali attiva reti sensori-motorie: il linguaggio figurato non “descrive soltanto”, fa sentire. Questo coinvolgimento corporeo aiuta a integrare mente e corpo, favorevole alla regolazione emotiva.
2) Nominare le emozioni calma i circuiti della minaccia
La etichettatura emotiva (affect labeling) — cioè dire “questa è paura / vergogna / tristezza” — è associata a minore reattività dell’amigdala e maggiore attivazione di aree prefrontali implicate nell’autocontrollo.
La poesia facilita l’etichettatura perché offre parole finissime per sfumature difficili (“tenerezza feroce”, “nostalgia luminosa”). Meno allarme, più spazio di respiro.
3) Il ritmo contiene, il respiro segue
Verso, pausa, ripetizione: il ritmo poetico è una forma di contenimento. Come in molte pratiche somatiche, la cadenza regolare favorisce sincronizzazione tra respiro, attenzione e tono emotivo.
Leggere o scrivere versi con pause intenzionali sostiene una de-attivazione gentile del sistema di allerta e la possibilità di stare con ciò che c’è.
4) Dalla frammentazione al senso: la coerenza narrativa
La ricerca sull’identità narrativa mostra che costruire racconti coerenti dei propri eventi di vita è collegato a maggiore benessere psicologico, senso di continuità e speranza.
La scrittura terapeutica opera proprio qui: prende materiali grezzi (ricordi, emozioni, immagini) e li ordina in un filo che non cancella il dolore, ma gli dà posto.
La poesia aiuta a trovare il nucleo: pochi versi possono cogliere la verità di un passaggio meglio di pagine intere, e questo nucleo diventa una bussola.
5) Legami che curano: dalla cura personale a quella collettiva
Condividere testi in un gruppo (senza giudizio) crea sicurezza sociale: sentirsi ascoltati riduce il senso di isolamento e supporta la coregolazione emotiva.
Biblioterapia e pratiche di poetry therapy in contesti clinici ed educativi mostrano esiti promettenti su umore, ansia, qualità della vita, soprattutto quando la lettura/scrittura è guidata e rispettosa dei tempi di ciascuno.
La parola poetica costruisce linguaggi comuni: rende dicibile l’indicibile e apre relazioni più autentiche (con sé, con gli altri).
6) Limiti e responsabilità
La scrittura, anche poetica, è uno strumento di supporto: non sostituisce la terapia psicologica o medica. Se emergono traumi o un disagio persistente, è importante rivolgersi a professionista. La scrittura può camminare accanto ad altri percorsi di cura.
In pratica
Prima la sicurezza: scegli un tempo breve, un luogo quieto, confini chiari.
Punta alla precisione emotiva: una sola immagine, un solo colore, un solo suono per dire “come sto”.
Chiudi con cura: dopo aver scritto, nota di cosa hai bisogno adesso (acqua, una passeggiata, inviare il testo a una persona fidata o tenerlo per te).
Perché funziona
La poesia apre; la scrittura terapeutica accompagna; insieme aiutano a regolare, dare senso e connettere: tre movimenti chiave della cura di sé.
Scrittura Terapeutica e Emozioni: trasformare la rabbia in creatività
La rabbia è un’emozione potente: se repressa può logorare, se ascoltata può trasformarsi in energia creativa. In questo articolo scoprirai come la scrittura terapeutica e alcuni semplici esercizi possono aiutarti a elaborare emozioni difficili e trasformarle in consapevolezza.
La rabbia è un segnale: ci dice che un confine è stato superato, che qualcosa non è stato rispettato. Ma spesso non sappiamo come esprimerla in modo sano e finiamo per reprimerla o esplodere.
La scrittura terapeutica è uno strumento semplice ma potente per dare voce a questa emozione, liberandoci del peso e trasformandola in energia costruttiva.
Perché Funziona
Secondo le ricerche del professor James Pennebaker (Università del Texas), scrivere delle proprie emozioni riduce i livelli di stress, abbassa la pressione sanguigna e migliora il sistema immunitario.
Quando scriviamo della rabbia, il cervello smette di “girare in loop” sull’evento che ci ha feriti e inizia a elaborarlo, creando una nuova prospettiva.
3 Esercizi di scrittura terapeutica per la rabbia
1. La lettera che non spedirai
Scrivi una lettera alla persona o alla situazione che ti ha fatto arrabbiare.
Non trattenerti: usa il linguaggio che vuoi, esprimi tutto.
Quando hai finito, puoi scegliere di strappare il foglio, bruciarlo (in sicurezza!) o conservarlo come simbolo di liberazione.
2. Trasforma la rabbia in arte
Dopo aver scritto liberamente per 10 minuti, scegli alcune frasi e trasformale in una poesia, un breve racconto o anche un disegno.
Questo esercizio aiuta a spostare l’energia dalla tensione alla creatività.
3. Diario delle reazioni
Per una settimana, ogni volta che provi rabbia, annota:
Cosa è successo
Come hai reagito
Come ti sei sentito dopo
Come avresti voluto reagire
Alla fine della settimana rileggi tutto: noterai schemi ricorrenti e avrai più consapevolezza delle tue emozioni.
La rabbia, se accolta, può diventare un motore di cambiamento e creatività.
La scrittura terapeutica ti offre uno spazio sicuro dove esprimerti e trasformare ciò che ti pesa in qualcosa che ti fa crescere.
Vuoi approfondire? Scopri i miei laboratori di scrittura terapeutica per lavorare sulle emozioni in gruppo e sentirti sostenuto nel percorso.
Scrittura Terapeutica: 5 esercizi per conoscersi meglio e ritrovare equilibrio
La scrittura terapeutica è uno strumento potente per conoscersi meglio e trasformare le emozioni in consapevolezza. In questo articolo trovi 5 esercizi di scrittura terapeutica semplici da provare, supportati anche da evidenze scientifiche.
La scrittura terapeutica non è solo mettere nero su bianco i pensieri. È un atto di cura, un dialogo intimo con sé stessi che permette di dare forma a ciò che spesso rimane confuso nella mente. Attraverso la parola scritta, possiamo trovare ordine, pace, e persino sollievo fisico ed emotivo.
Perché funziona? Un sostegno dalla scienza
Negli anni ’80 il professor James Pennebaker, psicologo sociale dell’Università del Texas, ha dimostrato che scrivere delle proprie esperienze emotive riduce lo stress, migliora il sistema immunitario e favorisce il benessere psicologico. Anche studi più recenti confermano che la scrittura terapeutica aiuta a rielaborare eventi difficili, ridurre ansia e depressione e rafforzare la resilienza.
Io stessa, nel mio percorso personale, ho sperimentato la potenza della scrittura nei momenti in cui sentivo il bisogno di ritrovare un appiglio. Un quaderno, una penna e uno spazio di silenzio si sono trasformati in strumenti di guarigione e scoperta.
5 Esercizi di scrittura terapeutica da provare
1. Scrivere senza filtri
Imposta un timer di 10-15 minuti e lascia scorrere le parole senza giudizio. Non rileggere subito, non correggere. L’obiettivo non è “scrivere bene”, ma lasciar fluire ciò che c’è.
2. La lettera che non spedirai mai
Scrivi una lettera a qualcuno con cui senti di avere qualcosa in sospeso. Può essere un grazie, un chiarimento, un addio. Non è necessario inviarla: il beneficio nasce dal mettere le emozioni su carta.
3. Il diario della gratitudine
Ogni sera, scrivi tre cose per cui sei grato. Studi scientifici mostrano che questo semplice esercizio rafforza l’ottimismo e riduce i livelli di stress.
4. Dialogo con una parte di te
Immagina di scrivere a una parte di te che fatica a farsi sentire: il bambino interiore, la parte ansiosa, quella coraggiosa. Scrivi a turno come se foste due voci in dialogo.
5. Trasforma l’emozione in immagine
Scegli un’emozione che provi ora e descrivila come se fosse un paesaggio, un oggetto o un colore. Dare forma simbolica alle emozioni aiuta a prenderne distanza e a comprenderle meglio.
Perché iniziare oggi
La scrittura terapeutica è un percorso personale, che non richiede strumenti costosi o competenze particolari. Basta carta, penna e la disponibilità ad ascoltarsi. È un invito a fermarsi, respirare e guardarsi dentro.
Non serve aspettare il momento giusto: puoi iniziare da subito, magari provando uno di questi esercizi di scrittura terapeutica. A volte, basta una pagina per fare chiarezza.
E tu? Quale di questi esercizi ti ispira di più? Se ti va, prendi un quaderno e inizia a sperimentare. Scoprirai che scrivere non è solo un gesto, ma un modo per tornare a casa a te stesso.
Laboratori di Gruppo di Scrittura Terapeutica: i benefici del condividere le parole
I laboratori di gruppo di scrittura terapeutica offrono uno spazio sicuro per condividere emozioni, ridurre lo stress e riscoprire sé stessi. Grazie a esercizi di scrittura terapeutica semplici e guidati, la condivisione diventa un potente strumento di crescita personale ed equilibrio interiore.
La scrittura terapeutica è uno strumento potente di consapevolezza e guarigione. Quando viene praticata in gruppo, la sua forza si amplifica: non è più solo un dialogo con sé stessi ma un’esperienza di condivisione, sostegno reciproco e connessione autentica. In questo articolo scopriamo i benefici dei laboratori di gruppo di scrittura terapeutica e come gli esercizi di scrittura terapeutica possano favorire benessere ed equilibrio emotivo.
1. Il potere della condivisione
Scrivere in gruppo significa rompere il silenzio interiore e offrire la propria voce in uno spazio sicuro. Condividere parole, emozioni e pensieri aiuta a sentirsi meno soli e a scoprire che altri vivono esperienze simili alle nostre. Questo riduce il senso di isolamento e rafforza il legame umano.
2. Un ambiente protetto e accogliente
Nei laboratori di scrittura terapeutica di gruppo, ogni partecipante viene accolto senza giudizio. Questo contesto favorisce l’autenticità: si può scrivere liberamente, sapendo che ciò che emerge sarà rispettato e ascoltato con empatia. Gli esercizi di scrittura terapeutica proposti sono sempre semplici, accessibili e adatti a tutti.
3. Nuovi spunti di riflessione
Scrivere insieme significa anche aprirsi a nuove prospettive. Le parole degli altri diventano specchi e stimoli, aiutandoci a vedere parti di noi che da soli non riusciremmo a riconoscere. Attraverso la guida e specifici scrittura terapeutica esercizi, il gruppo diventa un catalizzatore di crescita e consapevolezza.
4. Benessere emotivo e riduzione dello stress
Diversi studi scientifici hanno dimostrato che la scrittura espressiva aiuta ad abbassare i livelli di stress, migliorare l’umore e potenziare la resilienza emotiva. In gruppo, questi benefici vengono rafforzati dalla condivisione e dal sostegno reciproco.
5. Crescita personale e creativa
I laboratori di gruppo sono anche occasioni per coltivare la creatività. Attraverso esercizi di scrittura terapeutica guidata, si impara a dare voce a emozioni e intuizioni che spesso restano nascoste. Ogni incontro diventa un passo verso maggiore consapevolezza e crescita personale.
Partecipare a un laboratorio di gruppo di scrittura terapeutica significa regalarsi un momento di ascolto, cura e connessione autentica. È un’esperienza che unisce la forza trasformativa della scrittura all’energia del gruppo, creando uno spazio unico di benessere ed evoluzione interiore.
Prossimi laboratori di scrittura terapeutica
Se vuoi portare nella tua vita i benefici della scrittura terapeutica, ecco due percorsi che conduco a Verona:
Autostima – Tre incontri di scrittura terapeutica
Cartoleria Castelvecchio, Centro Verona
Lunedì 6 e 20 ottobre, e 3 novembre 2025 – ore 14:00-15:30
Un piccolo gruppo per ritrovare fiducia e rimettersi al centro con gentilezza, attraverso esercizi di scrittura terapeutica guidati.
Dove nascono le parole - Dieci incontri di scrittura terapeutica
ModusLab, Via S. Annone 1 – Croce Bianca, Verona
Da ottobre 2025 – cicli da 10 incontri
Tre percorsi pensati per chi desidera prendersi tempo, ritrovare se stesso e trasformare le parole in casa, specchio e possibilità.
Scrittura positiva: come la scrittura terapeutica con la gratitudine può migliorare il tuo benessere
Scopri la scrittura positiva: esercizi di scrittura terapeutica basati sulla gratitudine che riducono ansia e stress e migliorano il benessere.
La scrittura non è soltanto un modo per raccontare storie o tenere un diario personale: può diventare uno strumento potente di benessere emotivo. Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più la pratica della scrittura positiva, una forma di scrittura terapeutica che aiuta a coltivare gratitudine, serenità e fiducia nel futuro.
Diversi studi dimostrano che dedicarsi ogni giorno a scrivere in modo positivo migliora l’umore, riduce lo stress e rafforza la resilienza interiore. Basta un quaderno, una penna e pochi minuti al giorno per iniziare un percorso di trasformazione semplice ma profondo.
Che cos’è la scrittura positiva?
La scrittura positiva è una pratica terapeutica che si concentra non tanto sul raccontare problemi o traumi, ma sull’evidenziare ciò che di buono già esiste nella nostra vita.
Non significa ignorare le difficoltà, ma allenarsi a guardare il lato luminoso delle cose: i gesti di gentilezza, i piccoli momenti di gioia, le qualità personali che spesso trascuriamo.
È una forma di scrittura di gratitudine, vicina al concetto di diario della gratitudine, che oggi è tra le ricerche più popolari legate al benessere psicologico.
I benefici della scrittura positiva
Scrivere con un orientamento alla gratitudine e alla speranza può avere effetti concreti e duraturi:
Riduce ansia e stress, aiutando a liberare la mente dai pensieri negativi.
Migliora la qualità del sonno, perché favorisce uno stato mentale più calmo e disteso.
Aumenta ottimismo e resilienza, rendendo più facile affrontare le sfide quotidiane.
Rafforza l’autostima, perché insegna a riconoscere le proprie qualità e risorse interiori.
Crea connessione, con sé stessi e con gli altri, attraverso la consapevolezza di ciò che si riceve e si dona.
Come iniziare una pratica di scrittura terapeutica positiva
La bellezza di questa pratica è la sua semplicità:
Dedica 10-15 minuti al giorno.
Scegli un momento fisso (al mattino o prima di andare a dormire).
Scrivi a mano, se possibile: il gesto fisico della scrittura rallenta i pensieri e li rende più consapevoli.
Non rileggere subito quello che scrivi: lascia che le parole facciano il loro lavoro senza giudizio.
Esercizi di scrittura positiva
Ecco alcuni esempi pratici per iniziare da subito:
Oggi sono grato/grata per…
Un piccolo gesto che mi ha fatto sorridere oggi è stato…
Immagino il mio futuro sereno: cosa vedo, cosa provo, chi c’è accanto a me?
Scrivo tre cose che apprezzo di me stesso/a.
Puoi sceglierne uno al giorno, oppure alternarli liberamente. L’importante è la costanza, non la quantità.
Consigli per mantenere la costanza
Molte persone iniziano piene di entusiasmo e poi smettono. Ecco alcuni piccoli accorgimenti per trasformare la scrittura positiva in una vera abitudine:
Usa sempre lo stesso quaderno o diario, da associare mentalmente a questo rituale.
Trova un angolo tranquillo e accogliente, che renda la scrittura un momento speciale.
Non preoccuparti della forma: non serve scrivere bene, serve essere autentici.
Festeggia i progressi: rileggi dopo qualche settimana per notare come è cambiata la tua prospettiva.
Conclusione
La scrittura positiva è uno strumento semplice, gratuito e alla portata di tutti. In pochi minuti al giorno può trasformare il modo in cui guardi la tua vita, aiutandoti a riconoscere le risorse che già possiedi e a coltivare un senso di gratitudine autentica.
Prova a iniziare oggi stesso: prendi un foglio e scrivi almeno tre cose per cui ti senti grata o grato. Non c’è modo giusto o sbagliato: c’è solo il tuo percorso verso un benessere più profondo.
Scrittura Terapeutica: 5 esercizi semplici per trasformare emozioni e pensieri
La scrittura terapeutica è un potente strumento per esplorare emozioni, liberare la mente e favorire la crescita interiore. Scopri esercizi di scrittura terapeutica semplici e profondi per trasformare pensieri e sentimenti in consapevolezza e benessere.
Scrittura terapeutica: una chiave per il benessere emotivo
La scrittura terapeutica è uno strumento semplice e potente per entrare in contatto con sé stessi. Attraverso le parole, possiamo dare forma a emozioni difficili da esprimere a voce, sciogliere nodi interiori e trovare nuove prospettive. Non serve essere scrittori: ciò che conta è la sincerità con cui ci si mette sulla pagina.
Perché fare esercizi di scrittura terapeutica
Gli esercizi di scrittura terapeutica aiutano a:
Alleggerire la mente dallo stress quotidiano
Dare un nome e un volto alle emozioni
Comprendere schemi e pensieri ricorrenti
Coltivare gratitudine e consapevolezza
Riconnettersi con la propria parte autentica
5 esercizi di scrittura terapeutica da provare subito
Il flusso di coscienza del mattino
Prendi un quaderno e scrivi per 10 minuti di fila senza fermarti. Non correggere, non rileggere, non giudicare. Lascia che le parole scorrano come vengono: è un ottimo modo per svuotare la mente.La lettera mai inviata
Scrivi a una persona reale o immaginaria quello che non hai mai detto. Non devi spedirla: è uno spazio sicuro per esprimere emozioni represse.Il dialogo con l’ombra
Scrivi un botta e risposta tra te e una tua paura, fragilità o parte di te che eviti. Lascia che quella “voce” risponda e ti racconti cosa prova.Il diario della gratitudine
Ogni sera, elenca tre cose per cui sei grato. Anche piccole: un sorriso, un profumo, un momento di silenzio.La riscrittura della storia
Prendi un episodio difficile del passato e riscrivilo come se fosse andato diversamente, in un modo che ti avrebbe fatto stare meglio.
Consigli per praticare la scrittura terapeutica
Trova un luogo tranquillo
Usa carta e penna: il gesto fisico aiuta il flusso creativo
Dedica un tempo fisso (anche solo 10 minuti al giorno)
Non condividere i testi se non lo desideri
Sii gentile con te stesso: non è un compito scolastico
Conclusione
Gli esercizi di scrittura terapeutica sono un viaggio interiore che puoi intraprendere in qualsiasi momento. Non servono competenze particolari, ma la volontà di ascoltare e accogliere ciò che emerge. Bastano una penna, un quaderno e un po’ di coraggio per iniziare a trasformare i pensieri in alleati.
Meditazione e Scrittura Terapeutica: Come Unire le Due Pratiche di Consapevolezza
Scopri come meditazione e scrittura terapeutica, unite, possono aiutarti a liberare emozioni e a raggiungere una consapevolezza più profonda.
Meditazione e scrittura terapeutica sono due pratiche complementari che permettono di rallentare, ascoltare sé stessi e liberare la mente. Insieme creano un percorso di profonda introspezione, ideale per chi desidera aumentare la consapevolezza e gestire emozioni difficili.
Perché unire meditazione e scrittura terapeutica?
La meditazione calma il flusso dei pensieri, creando uno spazio di silenzio interiore. Da questo silenzio può emergere una scrittura autentica, libera dai giudizi. Quando, dopo una sessione di meditazione, ci si dedica alla scrittura, le parole fluiscono con maggiore chiarezza, rivelando emozioni e intuizioni profonde.
Diversi studi, come quelli pubblicati sul Journal of Health Psychology, confermano che scrivere i propri pensieri dopo momenti di consapevolezza riduce stress e ansia, rafforzando la resilienza emotiva.
Benefici di questa combinazione
Chiarezza mentale: la meditazione svuota la mente, la scrittura aiuta a mettere ordine.
Gestione delle emozioni: permette di dare un nome a ciò che si prova, trasformandolo in parole.
Benessere psicofisico: riduce tensione, favorendo un senso di leggerezza e accettazione.
Maggiore consapevolezza di sé: si diventa osservatori attenti del proprio mondo interiore.
Esercizio pratico
Trova un luogo tranquillo.
Medita per 5-10 minuti, concentrandoti sul respiro.
Appena terminata la meditazione, prendi un quaderno e scrivi liberamente per 10 minuti senza fermarti.
Non giudicare ciò che esce: lascia che le parole siano un riflesso dei tuoi pensieri ed emozioni.
Conclusione
Unire meditazione e scrittura terapeutica è un invito a fermarsi, ascoltare e conoscersi davvero. Bastano pochi minuti al giorno per iniziare un percorso di trasformazione interiore.
Scrittura e Yoga Nidra – Un Connubio Potente
Scrittura terapeutica e Yoga Nidra sono due strumenti potenti che, se uniti, favoriscono rilassamento, ascolto interiore e guarigione emotiva. Scopri come integrarli per un benessere profondo e duraturo.
La scrittura terapeutica e lo Yoga Nidra sono due pratiche apparentemente diverse ma profondamente complementari. Entrambe invitano a rallentare, ascoltare e dare voce a ciò che si muove dentro di noi. Quando combinate, creano un percorso di guarigione interiore e consapevolezza straordinariamente potente.
Cos’è lo Yoga Nidra?
Lo Yoga Nidra, spesso chiamato “yoga del sonno cosciente”, è una tecnica di rilassamento profondo che permette di entrare in uno stato tra veglia e sonno, favorendo la rigenerazione del corpo e della mente. Diversamente da altre forme di meditazione, lo Yoga Nidra guida attraverso visualizzazioni, rotazione di coscienza e respirazione, rendendo accessibili stati interiori di pace e consapevolezza.
Cos’è la Scrittura Terapeutica?
La scrittura terapeutica non è un semplice esercizio di scrittura creativa, ma un processo che permette di rilasciare emozioni, dare voce ai pensieri nascosti e accedere a una comprensione più profonda di sé. Attraverso parole e frasi spontanee, si creano spazi di autenticità e guarigione.
Perché Yoga Nidra e Scrittura Funzionano Insieme
Lo Yoga Nidra rilassa il sistema nervoso e abbassa i livelli di stress, creando lo stato mentale ideale per la scrittura. Dopo una sessione di Yoga Nidra, la mente è più chiara, il cuore più aperto e le parole fluiscono con maggiore naturalezza.
Benefici principali:
Maggiore introspezione grazie a una mente rilassata.
Connessione con emozioni profonde, spesso difficili da esprimere a mente lucida.
Maggior chiarezza su situazioni, decisioni o blocchi emotivi.
Esempio di pratica:
Yoga Nidra (15-20 minuti): scegli un audio o una sessione guidata per entrare in uno stato di rilassamento profondo.
Scrittura libera (10-15 minuti): subito dopo, prendi carta e penna e lascia scorrere i pensieri senza giudizio.
Riflessione finale: rileggi ciò che hai scritto e annota una parola o una frase che ti rappresenta in quel momento.
Evidenze Scientifiche
Ricerche sullo yoga nidra e sulla scrittura mostrano che entrambe le pratiche riducono ansia, stress e migliorano la regolazione emotiva. Lo Yoga Nidra, in particolare, agisce sulle onde cerebrali (portandole a uno stato theta e delta), favorendo la rigenerazione mentale. La scrittura, d’altra parte, aiuta a organizzare pensieri ed emozioni, migliorando la resilienza psicologica.
Conclusione
Integrare la scrittura terapeutica con lo Yoga Nidra significa offrirsi un doppio dono: il rilassamento profondo del corpo e l’espressione autentica dell’anima. Un piccolo rituale di 30 minuti può trasformare la giornata, portando leggerezza, chiarezza e pace interiore.
Perché Tenere un Diario: Benefici Scientifici ed Emotivi
Il diario terapeutico non è solo un’abitudine creativa, ma un vero strumento di benessere mentale. Scopri 7 benefici confermati dalla scienza e i consigli per iniziare oggi stesso.
Perché tenere un diario è così potente?
Il diario terapeutico è molto più di una raccolta di pensieri. È uno strumento di introspezione, un rifugio sicuro dove esplorare emozioni e situazioni difficili. Numerosi studi scientifici, tra cui le ricerche pionieristiche di James Pennebaker, professore di psicologia alla University of Texas, dimostrano che scrivere i propri pensieri e sentimenti ha effetti concreti sulla salute mentale e fisica.
1. Riduce stress e ansia
Scrivere di emozioni e pensieri stressanti può abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychology, tenere un diario aiuta a ridurre i sintomi dell’ansia e migliora la gestione dello stress. Bastano 15-20 minuti di scrittura libera al giorno per sperimentarne i benefici.
2. Favorisce la chiarezza mentale
Quando i pensieri sono confusi, il diario diventa un alleato prezioso. Un’indagine condotta dall’American Psychological Association (APA) ha confermato che scrivere regolarmente favorisce l’organizzazione dei pensieri e migliora la capacità di risolvere i problemi.
3. Aumenta la consapevolezza di sé
Scrivere ti aiuta a capire meglio chi sei. Secondo ricerche pubblicate su Advances in Psychiatric Treatment, la scrittura riflessiva stimola l’autoconsapevolezza, aiutando a identificare schemi emotivi e comportamentali.
4. Migliora il benessere fisico
Il journaling non è utile solo per la mente. Studi dell’Università di Texas e di Harvard Medical School hanno dimostrato che la scrittura espressiva rafforza il sistema immunitario, abbassa la pressione sanguigna e può persino accelerare i tempi di guarigione.
5. Sviluppa resilienza emotiva
Scrivere delle proprie esperienze difficili aiuta a rielaborare i traumi. Secondo Pennebaker, la scrittura permette di dare significato agli eventi dolorosi, riducendo l’impatto emotivo e aumentando la capacità di affrontare sfide future.
6. Stimola creatività e intuizione
Il diario terapeutico non è solo uno strumento di riflessione: è anche un terreno fertile per la creatività. Molti artisti e scrittori usano il diario per liberare la mente e accedere a idee nuove e profonde.
7. Rafforza la gratitudine e la memoria
Tenere traccia dei momenti positivi aiuta a sviluppare un atteggiamento di gratitudine. Secondo studi pubblicati su The Journal of Positive Psychology, il diario può migliorare il benessere generale e la soddisfazione di vita.
Come iniziare un diario terapeutico?
Scrivi ogni giorno: anche solo 5-10 minuti possono fare la differenza.
Non censurarti: lascia fluire i pensieri senza giudicarti.
Scegli domande guida: come “Cosa sto provando oggi?” o “Cosa mi ha reso felice o triste?”
Prova esercizi strutturati: come i miei percorsi di scrittura terapeutica da 7 o 30 giorni, pensati per accompagnarti passo passo.
Conclusione
Scrivere un diario terapeutico è un gesto di cura verso te stesso. È un viaggio dentro le emozioni, un dialogo sincero con la tua parte più autentica. Ogni pagina che compili è un passo verso maggiore consapevolezza e serenità.
Scrittura come Mezzo per la Consapevolezza: Benefici ed Esercizi Pratici
La scrittura non è solo un atto creativo, ma un ponte verso la consapevolezza. Attraverso il journaling puoi osservarti, ascoltare le emozioni e coltivare una connessione profonda con te stesso.
La scrittura terapeutica è uno degli strumenti più semplici e potenti per esplorare il proprio mondo interiore. Non si tratta solo di mettere parole su carta, ma di creare uno spazio sicuro in cui ascoltare ciò che senti e trasformare emozioni complesse in consapevolezza.
Quando scrivi, rallenti: osservi i tuoi pensieri, li guardi da una prospettiva diversa, impari a conoscerti meglio.
Cos’è la consapevolezza e come la scrittura può aiutarti
La consapevolezza non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma una pratica costante. Significa osservare ciò che accade dentro di te – pensieri, emozioni, sensazioni – senza giudizio. La scrittura, grazie alla sua lentezza, ti obbliga a fermarti, a dare forma alle emozioni e a riconoscerle.
Secondo numerosi studi di psicologia, scrivere i propri pensieri è un modo efficace per migliorare la regolazione emotiva, ridurre lo stress e favorire la comprensione di sé.
Il diario come spazio di ascolto
Un diario non è un semplice quaderno. È uno spazio di accoglienza, dove ogni parola diventa un passo verso la verità interiore. Quando scrivi in modo libero, senza cercare frasi perfette, permetti alla mente di liberarsi del superfluo. È qui che la consapevolezza si sviluppa, nel momento in cui metti in fila pensieri, emozioni e ricordi.
Scrittura e mindfulness
La scrittura terapeutica e la mindfulness hanno molto in comune. Entrambe ci invitano a restare presenti, a osservare senza giudicare. Prima di iniziare a scrivere, prova a respirare profondamente per qualche minuto, come se stessi meditando. Poi lascia che la penna scorra, seguendo ciò che emerge senza filtri. Questo ti permette di entrare in uno stato di ascolto profondo.
3 Esercizi di scrittura per la consapevolezza
Il momento presente: Scrivi per 10 minuti iniziando con “In questo momento sento…” e lascia emergere qualsiasi sensazione o pensiero.
Il dialogo interiore: Immagina di scrivere una lettera a te stesso, come se parlassi al tuo miglior amico.
La gratitudine silenziosa: Ogni sera, scrivi tre cose per cui sei grato. Anche nei giorni difficili, questo esercizio ti aiuta a ritrovare equilibrio.
Perché vale la pena provare
La consapevolezza non nasce dal pensare di più ma dal fermarsi ad ascoltare. E la scrittura terapeutica è uno strumento che rende possibile questo ascolto. È un atto semplice, ma rivoluzionario: ti aiuta a non essere travolto dai pensieri e a dare significato alle esperienze.
Vuoi iniziare subito?
Se vuoi essere guidato passo dopo passo, puoi esplorare i miei percorsi di scrittura terapeutica da 7 o 30 giorni, pensati per aiutarti a conoscere te stesso attraverso esercizi mirati e delicati.
Scrittura come via interiore: 7 modi per farne una pratica spirituale
Un invito a riscoprire la scrittura come pratica spirituale: sette modi per scrivere con intenzione, ascolto e presenza. Quando scriviamo, ci incontriamo.
“Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.”
Nel silenzio di un foglio bianco c’è spazio per la verità, la guarigione, la scoperta. La scrittura, quando non cerca di compiacere ma di ascoltare, può diventare una vera pratica spirituale. Un modo per parlarsi con sincerità, per connettersi con ciò che è invisibile ma profondamente reale.
In questo articolo ti accompagno in 7 modi semplici e profondi per usare la scrittura come strumento di consapevolezza, spiritualità e trasformazione interiore.
1. Crea un piccolo rituale prima di scrivere
Accendi una candela, bevi una tisana, scegli una musica che ti accompagni. Il tuo spazio diventa sacro quando ti concedi di rallentare. Anche cinque minuti possono bastare se dedicati con intenzione.
2. Scrivi dopo la meditazione
Dopo una sessione di mindfulness o yoga nidra, la mente è più ricettiva e il cuore più aperto. Tieni un quaderno vicino e scrivi parole, immagini, intuizioni, anche in modo frammentato. Non correggere. Fidati di ciò che viene.
3. Conversa con la tua parte più saggia
Scrivi un dialogo tra te e la tua voce interiore. Puoi chiamarla come vuoi: intuizione, anima, guida spirituale, parte luminosa. Falla parlare. Ascoltala. Anche solo per una pagina.
4. Lasciati ispirare dalla poesia
Sottolinea versi di autori che senti affini – Rilke, Emily Dickinson, Chandra Livia Candiani – e rispondi loro. Scrivi una lettera al poeta. O immagina di essere tu l’autore e lasciati fluire in un testo poetico.
5. Usa domande aperte
Scrivi delle domande e mettile in una scatola o "barattolo delle domande:
Cosa sto evitando?
Cosa sento quando respiro lentamente?
Di cosa ho bisogno oggi?
Pescane una a caso e rispondi senza filtri. È uno dei modi più semplici per iniziare.
6. Scrivi subito dopo il movimento
Dopo una camminata, una sessione di yoga o danza, il corpo ha parole diverse da offrire. Scrivi da lì. Dai voce al tuo cuore, ai tuoi piedi, alle mani. Cosa vogliono dirti oggi?
7. Rileggi ogni tanto con occhi nuovi
La scrittura non è solo produzione, è anche ascolto. Rileggi le tue parole come se fossero di qualcun altro. Troverai verità che all’inizio ti erano sfuggite.
🌿 Vuoi iniziare a scrivere con me?
Nel mio sito trovi barattoli poetici, percorsi di scrittura terapeutica e laboratori per accompagnarti nel tuo viaggio interiore. Puoi iniziare da sola o con un piccolo gruppo. Non serve saper scrivere: serve solo il desiderio di ascoltarsi.
Scrivere per sentire: come affrontare le emozioni con la scrittura terapeutica
Le emozioni ci abitano, spesso in silenzio. La scrittura terapeutica ci aiuta a dar loro voce e forma, trasformando la confusione in comprensione e l'inquietudine in cura. In questo articolo, esploriamo come e perché scrivere può diventare uno strumento potente per accogliere le nostre emozioni.
Le emozioni ci abitano, anche quando facciamo finta di non sentirle. Alcune ci attraversano come vento, altre restano incastrate in fondo al petto. Certe volte è paura, altre è rabbia, o una sottile tristezza che non sappiamo decifrare.
La scrittura terapeutica è uno strumento semplice e potentissimo per prenderci cura di tutto questo. Non serve essere scrittori né sapere da dove cominciare: serve solo un foglio, una penna e un po’ di verità.
Cos'è la scrittura terapeutica?
È una pratica di ascolto. Scrivere non per raccontare, ma per capire. Per esprimere quello che spesso non riusciamo a dire ad alta voce. È un dialogo con te stesso, senza filtri né giudizi. Ti permette di riconoscere le emozioni che provi, accoglierle e trasformarle.
A cosa serve?
A chiarire i pensieri
A dare voce alle emozioni represse
A ridurre ansia, stress e confusione
A sviluppare consapevolezza e compassione
A sentirti più stabile, anche quando tutto sembra traballare
Un esercizio di scrittura terapeutica: Dare nome e voce alle emozioni
Trova uno spazio tranquillo e prendi carta e penna.
Chiudi gli occhi e porta attenzione alla tua interiorità. Che emozione senti oggi?
Dai un nome alla tua emozione. Scrivilo in cima alla pagina.
Ora rispondi a queste domande, senza pensare troppo:
Quando ho sentito questa emozione per la prima volta?
Dove la sento nel corpo?
Cosa mi sta dicendo?
Se potesse parlarmi, cosa mi direbbe?
Di cosa ho bisogno, adesso?
Scrivi per 10-15 minuti, senza censura. Non correggere, non giudicare. Lascia uscire tutto.
Se non riesci a iniziare…
Prova da una di queste frasi:
“Ultimamente provo spesso…”
“Mi spaventa sentire…”
“Vorrei che qualcuno sapesse che…”
“Scrivo per liberarmi da…”
Ricorda:
Non c'è un modo giusto di scrivere. C'è solo il tuo.
Scrivere è un atto d’amore verso te stesso.
Ogni parola che lasci andare è un peso in meno sul cuore.
Vuoi ricevere un esercizio al mese?
Iscriviti alla newsletter Luce di Mezzo Mese e ricevi spunti, riflessioni ed esercizi di scrittura terapeutica per imparare ad ascoltarti davvero.
Come affrontare l’instabilità emotiva: guida ed esercizio di scrittura terapeutica
L’instabilità emotiva non è un difetto, ma un segnale. In questo articolo ti invito a viverla con consapevolezza, grazie alla scrittura terapeutica. Troverai un esercizio semplice, domande guida e risorse utili per attraversare il cambiamento, restando in ascolto di ciò che provi davvero.
Hai mai avuto la sensazione che tutto stesse cambiando troppo in fretta?
L’instabilità emotiva è una condizione che attraversa ognuno di noi, soprattutto nei momenti di transizione, d’estate, nei cambi di stagione, quando le certezze sembrano sfumare. Questo articolo è un invito a non resistere, ma ad ascoltare, accogliere e attraversare il terreno che trema sotto i piedi con uno strumento potente: la scrittura terapeutica.
Cos’è l’instabilità emotiva?
L’instabilità è quella sensazione di vuoto che si prova quando tutto cambia: abitudini, relazioni, emozioni, o perfino la percezione di sé.
Non è per forza un male. Come la pioggia d’estate, può essere improvvisa ma necessaria. È un passaggio. Un momento fertile.
A volte, ci sentiamo come fili d’erba in mezzo al vento. In quei momenti, la cosa più rivoluzionaria che possiamo fare è non irrigidirci, ma respirare.
Non opporre resistenza: resta nell’instabilità
L’instabilità non va combattuta. Va vissuta. È lì che nasce la trasformazione.
Prova a considerarla non come una minaccia, ma come un messaggio:
– Cosa sta cambiando nella mia vita?
– Cosa posso lasciar andare?
– Di cosa ho bisogno ora?
Nel mio percorso da operatrice di scrittura terapeutica, ho accompagnato tante persone in questa zona di passaggio. Non si tratta di ritrovare subito l’equilibrio, ma di scrivere anche quando non lo si ha.
Esercizio di scrittura terapeutica: “Scrivere da un terreno che trema”
Prenditi 15 minuti. Un foglio, una penna, un tempo lento e silenzioso.
Pensa a un momento in cui hai perso l’equilibrio. Dove sei andato a cercare un appiglio? Cosa ti ha sostenuto, anche solo per poco?
Se ti blocchi, rispondi a una o più di queste domande:
Cosa mi spaventa quando tutto cambia?
Cosa succede se provo a restare nel mezzo del cambiamento?
Che tipo di appoggio cerco quando tutto si muove?
Non correggerti. Non cercare la frase perfetta. Lascia che le parole scivolino fuori come sono.
Risorse utili
Diario delle fragilità – Un libro nato per accompagnarti nei giorni fragili.
Scoprilo quiPercorso di scrittura terapeutica – 30 giorni per ritrovarti
Allenati a scrivere ogni giorno, dove e quando vuoi.
Scopri il percorso
Iscriviti alla mia newsletter “Luce di mezzo mese”
Ogni 15 del mese, una lettera per attraversare insieme le fragilità.
Un invito a fermarti, riflettere, scrivere.
Iscriviti qui
Ti auguro questo
Ti auguro giorni di abbandono, giorni in cui non tutto deve avere un senso.
Giorni fragili ma pieni di umanità.
Con affetto,
Martina