A drop
Sono felice di condividere la pubblicazione di “A drop” su Orbis #215. In questo post raccolgo il testo in inglese uscito in rivista e la versione italiana.
Poesia pubblicata su Orbis #215, primavera 2026.
A drop
falls from the step
of your heart.
There was a time
when the countryside
around the house
gathered the village in.
Everything was there;
elsewhere did not exist.
We lived on dawns on the plate
and moons in the bed.
Life was a film running on
without intermission.
But from the day
I left, chancing my luck,
the straight line of life
swerved right,
and I became somebody else.
The miles I covered
from evening to morning
and back again
drew me away from the countryside
that had fed me.
Now my hands are dirty.
Between my fingers
no longer dreams
but sores.
I cover them with gloves.
I never went home again,
as if I had never been born.
Traduzione inglese di Martina Maria Mancassola
***
Una goccia
cade dal gradino
del tuo cuore.
C’è stato un tempo
in cui la campagna
attorno a casa
raggruppava gli abitanti
del paese.
Tutto era lì,
l’altrove non esisteva.
Si viveva di albe nel piatto
e lune nel letto.
La vita era una pellicola
che scorreva lentamente
senza intervalli.
Ma dal giorno in cui
me ne andai –
tentando la fortuna –
la retta della vita
sterzò a destra,
diventai un’altra.
I chilometri percorsi
da sera a mattina
e poi al contrario
mi allontanarono dalla campagna
che mi aveva nutrito.
Ora le mani sono sporche,
tra le dita non più sogni
ma piaghe,
le copro con i guanti.
A casa non sono più tornata,
come se non fossi mai nata.
Martina Maria Mancassola
Quando il mattino apre gli occhi: poesia, emozioni e un nuovo inizio
La poesia non risolve: accompagna. “Quando il mattino apre gli occhi” è una raccolta che attraversa emozioni, fragilità e passaggi interiori con una lingua essenziale. Un articolo su come la poesia può diventare un gesto di ascolto — e perché scrivere, secondo la ricerca, può fare bene.
Taccuino con penna stilografica
Ci sono mattini in cui non succede niente di eclatante, eppure dentro si muove qualcosa. Una stanchezza diversa, un desiderio sottile, un pensiero che torna. Non sempre sappiamo dargli un nome.
La poesia, per me, nasce proprio lì: nel punto in cui la lingua quotidiana non basta più, e serve una parola più vera, più essenziale.
Quando il mattino apre gli occhi è una raccolta che attraversa questo spazio: il risveglio come soglia, la fragilità come linguaggio, le emozioni come paesaggio.
È un libro di poesie pubblicato da Eretica Edizioni (2025): 80 pagine da leggere lentamente, come si fa con le cose delicate.
La poesia non è evasione: è attenzione
Quando leggiamo poesia, spesso non “capire” tutto è parte dell’esperienza. La poesia lavora per immagini, ritmo, silenzio. E in quel silenzio a volte riconosciamo qualcosa di nostro: una ferita, un ricordo, un confine, un ritorno.
La poesia non ti chiede di diventare un’altra persona.
Ti chiede, semmai, di restare un momento in ascolto.
Perché scrivere può fare bene (anche secondo la ricerca)
In ambito internazionale, la ricerca sulla scrittura espressiva (expressive writing) ha osservato che scrivere su emozioni ed esperienze significative può essere associato a benefici sul benessere psicologico e sullo stress. Non è una “cura magica” e non funziona uguale per chiunque, ma è un filone studiato da decenni: mettere in parole ciò che viviamo può aiutare a dare ordine all’esperienza e a renderla più abitabile.
La poesia, a suo modo, fa qualcosa di simile: non spiega, ma trasforma lo sguardo. Ti fa vedere meglio - soprattutto quando dentro è tutto confuso.
Di cosa parla “Quando il mattino apre gli occhi”
Il mattino è una figura semplice e potente: l’inizio, la luce, il ritorno alla vita. Ma il risveglio non è sempre luminoso. A volte è esitante, pieno di domande. A volte è un “ci sono, ma non del tutto”.
Questa raccolta attraversa:
• i dettagli invisibili delle giornate
• i passaggi interiori (quelli che non si annunciano, ma cambiano tutto)
• l’attesa, la mancanza, la cura
• ciò che finisce e ciò che ricomincia
Non è un libro che alza la voce. È un libro che resta vicino.
A chi può parlare questo libro di poesie
Può parlare a te se:
• cerchi un libro di poesie che non sia distante o “freddo”
• senti di essere in un passaggio e ti servono parole che non spingono
• ami la poesia come spazio di ascolto e consapevolezza
• vuoi leggere qualcosa che accompagni fragilità ed emozioni senza retorica
La poesia, quando è sincera, non aggiunge rumore. Fa spazio.
Come leggerlo (se vuoi farne un gesto di cura)
Non serve “capire tutto”. Puoi leggerlo come si ascolta una musica:
• una poesia al giorno (o quando serve)
• sottolineando una frase che resta
• lasciando che una parola diventi compagnia
A volte basta questo: una parola fedele, nel momento giusto.
Dove trovare “Quando il mattino apre gli occhi”
Se vuoi leggere la raccolta o regalarla, puoi trovarla su Amazon.
Piccola FAQ
È un libro di poesie “difficile”?
È un libro essenziale: non richiede competenze, richiede tempo e ascolto.
Parla di fragilità ed emozioni?
Sì, ma senza spiegare troppo: le emozioni passano attraverso immagini e piccoli gesti interiori.
La poesia può aiutare davvero?
Può aiutare a riconoscere, nominare, dare forma. Non promette di “aggiustare”, ma spesso accompagna in modo sorprendentemente concreto.