Sgualcita
“Sgualcita”, poesia di Martina Maria Mancassola premiata con il Premio Speciale al Premio Besio 1860 nel 2025.
Sgualcita è una poesia inedita di Martina Maria Mancassola che ha ricevuto nel 2025 il Premio Speciale al Premio Besio 1860.
Sgualcita
Dicono che
le mie metafore
sono già viste
A me piacciono
le cose usate
è lì la poesia
non nel nuovo
nel completo impeccabile
di un uomo che non piange.
La poesia è per chi trema
quando l’estate arriva
in città:
non c’è ombra.
Al poeta non interessa
la luce
prende il fazzoletto
dalla tasca e
si asciuga il sudore:
non so più scrivere.
Si è crepato il cuore.
Martina Maria Mancassola
Consistenze commestibili
“Consistenze commestibili”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta dalla raccolta Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.
“Consistenze commestibili” è una poesia tratta da Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.
Consistenze commestibili
Non so che
consistenza ho.
Anelo la mollica
della rosetta
che cercavo da bambina
e invece sono rigida
come la crosta del pane.
C’è però un tempo
in cui mi addento
e mi scopro spalmabile
come se potessi stendermi
all’infinito
e diventare piatta e lunga
come il cielo.
È quel tempo
che cerco:
un tempo di briciole e nuvole
in cui, anche se piove,
io rimango cielo.
Nella recensione dedicata a Per capire chi sono, pubblicata su L’Altrove – Appunti di poesia, “Consistenze commestibili” viene indicata come «forse il testo più originale della raccolta».
La lettura critica mette in evidenza il modo in cui, nella poesia, il corpo e il cibo diventano strumenti per interrogare l’identità: la rigidità della crosta del pane e la morbidezza della mollica raccontano una consistenza interiore mutevole, mai definitiva.
Il passaggio dal quotidiano all’immagine più ampia del cielo restituisce inoltre uno dei movimenti centrali del libro: partire da oggetti semplici e domestici per raggiungere una dimensione emotiva e universale.
Leggi la recensione completa su L’Altrove – Appunti di poesia.
Scopri Per capire chi sono.
Mille pezzi
“Mille pezzi”, poesia di Martina Maria Mancassola tratta da Per capire chi sono, con un passaggio della recensione pubblicata su L’Altrove.
“Mille pezzi” è la poesia che apre Per capire chi sono, la mia seconda raccolta poetica, pubblicata da Zacinto Edizioni nel 2026.
Mille pezzi
E se potessi
un giorno
smontarmi in mille pezzi
raccomanderei alle mani –
alle mie mani di bambina e gioia –
di non rimontarmi
per evitare la caduta,
il gambo che si spezza,
la cesoia del cuore.
Mi metterei in cerca
dei pezzi di ricambio:
stelle,
soffi,
gonne,
ali
per volare.
La vita ti smonta
e riassembla
a suo piacimento.
A te non resta che
asciugarti le lacrime,
franare e risalire,
sentirti morta sapendo
che sei ancora viva.
Nella recensione pubblicata da L’Altrove – Appunti di poesia, “Mille pezzi” viene letta come una dichiarazione della poetica che attraversa l’intera raccolta: non il desiderio di ricomporsi in fretta, ma la possibilità di restare nel frammento e attraversarlo.
«Martina Maria Mancassola non scrive per ricomporre un’identità, ma per abitare lo scarto».
La recensione approfondisce il percorso del libro tra corpo, frattura, memoria e trasformazione.
Quando il cielo tira le tende
Poesia di Martina Maria Mancassola, pubblicata su The Lake a novembre 2025, in versione inglese tradotta dall’autrice.
Poesia di Martina Maria Mancassola pubblicata su The Lake a novembre 2025, in versione inglese con traduzione dell’autrice.
MARTINA MARIA MANCASSOLA
The Sky Draws the Curtains
The sky draws the curtains
as if ashamed
of its nakedness,
then starts to shout
like my mother
when I came home with a D in physics.
It opens its mouth
and hits a middle C,
like a tenor
contemptuous of silence.
It splits the city in two,
and the hearts of the weak.
Windows queue up
with their drums—
boom-boom, the rain
shatters on the panes;
its smell—traveller’s perfume—
is the new interpreter,
the voice the desperate need
to believe that
elsewhere
there is sun.
Then it all ends.
The curtain falls.
Applause.
Translated from Italian by Martina Maria Mancassola.
MARTINA MARIA MANCASSOLA
Quando il cielo tira le tende
Il cielo tira le tende
come se si vergognasse
della sua nudità
poi inizia a gridare
come mia madre
quando tornavo con tre in fisica.
Apre la bocca
e intona un do
come farebbe un tenore
sprezzante del silenzio.
Taglia in due la città
e il cuore dei deboli.
Al via le finestre
con i tamburi
Bum bum, la pioggia
si frantuma sui vetri,
il suo odore – profumo di viaggiatrice –
è il nuovo interprete,
la voce che serve
ai disperati
per credere che
altrove
ci sia il sole.
Poi tutto finisce.
Cala il sipario.
Applausi.
Un bambino mi ha detto
Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025, con traduzione inglese di Timothy Smith.
Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.
Un bambino
mi ha detto
che le gocce di rugiada
sono occhi
messi giù
dagli antenati
sulle foglie
per guardare
chi passa.
Ognuno di noi
è gli occhi
di chi ha visto
Martina Maria Mancassola
A child
told me
that dewdrops
are eyes
sent down
onto leaves
by our forebears
to watch
people passing by.
All of us
are the eyes
of those who have seen
Timothy Smith
Può un profumo creare una strada?
Poesia contemporanea di Martina Maria Mancassola, pubblicata su Journal of Italian Translation e tradotta in inglese da Timothy Smith.
Poesia pubblicata su Journal of Italian Translation, primavera 2025. Traduzione inglese di Timothy Smith.
Può un profumo
creare una strada?
Sei bianco,
odori di stelle
che nessuno ha annusato mai.
Per la botanica
sei un gelsomino falso
ma è in ciò che si cela
la scoperta dell’impossibile.
Quante volte
ho errato
per oltrepassare
il primo strato
di realtà.
Salgo sulle tue eliche:
mi porti verso la verità?
Martina Maria Mancassola
Can a scent
create a street?
You’re white,
with scents of stars
which no one’s ever smelled.
In botanical terms
you’re a star jasmine
but this is where the discovery
of the impossible lies.
How many times
have I wandered into
going beyond
the first level
of reality.
I climb aboard your propellers:
will you bear me towards the truth?
Timothy Smith
A drop
Sono felice di condividere la pubblicazione di “A drop” su Orbis #215. In questo post raccolgo il testo in inglese uscito in rivista e la versione italiana.
Poesia pubblicata su Orbis #215, primavera 2026.
A drop
falls from the step
of your heart.
There was a time
when the countryside
around the house
gathered the village in.
Everything was there;
elsewhere did not exist.
We lived on dawns on the plate
and moons in the bed.
Life was a film running on
without intermission.
But from the day
I left, chancing my luck,
the straight line of life
swerved right,
and I became somebody else.
The miles I covered
from evening to morning
and back again
drew me away from the countryside
that had fed me.
Now my hands are dirty.
Between my fingers
no longer dreams
but sores.
I cover them with gloves.
I never went home again,
as if I had never been born.
Traduzione inglese di Martina Maria Mancassola
***
Una goccia
cade dal gradino
del tuo cuore.
C’è stato un tempo
in cui la campagna
attorno a casa
raggruppava gli abitanti
del paese.
Tutto era lì,
l’altrove non esisteva.
Si viveva di albe nel piatto
e lune nel letto.
La vita era una pellicola
che scorreva lentamente
senza intervalli.
Ma dal giorno in cui
me ne andai –
tentando la fortuna –
la retta della vita
sterzò a destra,
diventai un’altra.
I chilometri percorsi
da sera a mattina
e poi al contrario
mi allontanarono dalla campagna
che mi aveva nutrito.
Ora le mani sono sporche,
tra le dita non più sogni
ma piaghe,
le copro con i guanti.
A casa non sono più tornata,
come se non fossi mai nata.
Martina Maria Mancassola
Quando il mattino apre gli occhi: poesia, emozioni e un nuovo inizio
La poesia non risolve: accompagna. “Quando il mattino apre gli occhi” è una raccolta che attraversa emozioni, fragilità e passaggi interiori con una lingua essenziale. Un articolo su come la poesia può diventare un gesto di ascolto — e perché scrivere, secondo la ricerca, può fare bene.
Taccuino con penna stilografica
Ci sono mattini in cui non succede niente di eclatante, eppure dentro si muove qualcosa. Una stanchezza diversa, un desiderio sottile, un pensiero che torna. Non sempre sappiamo dargli un nome.
La poesia, per me, nasce proprio lì: nel punto in cui la lingua quotidiana non basta più, e serve una parola più vera, più essenziale.
Quando il mattino apre gli occhi è una raccolta che attraversa questo spazio: il risveglio come soglia, la fragilità come linguaggio, le emozioni come paesaggio.
È un libro di poesie pubblicato da Eretica Edizioni (2025): 80 pagine da leggere lentamente, come si fa con le cose delicate.
La poesia non è evasione: è attenzione
Quando leggiamo poesia, spesso non “capire” tutto è parte dell’esperienza. La poesia lavora per immagini, ritmo, silenzio. E in quel silenzio a volte riconosciamo qualcosa di nostro: una ferita, un ricordo, un confine, un ritorno.
La poesia non ti chiede di diventare un’altra persona.
Ti chiede, semmai, di restare un momento in ascolto.
Perché scrivere può fare bene (anche secondo la ricerca)
In ambito internazionale, la ricerca sulla scrittura espressiva (expressive writing) ha osservato che scrivere su emozioni ed esperienze significative può essere associato a benefici sul benessere psicologico e sullo stress. Non è una “cura magica” e non funziona uguale per chiunque, ma è un filone studiato da decenni: mettere in parole ciò che viviamo può aiutare a dare ordine all’esperienza e a renderla più abitabile.
La poesia, a suo modo, fa qualcosa di simile: non spiega, ma trasforma lo sguardo. Ti fa vedere meglio - soprattutto quando dentro è tutto confuso.
Di cosa parla “Quando il mattino apre gli occhi”
Il mattino è una figura semplice e potente: l’inizio, la luce, il ritorno alla vita. Ma il risveglio non è sempre luminoso. A volte è esitante, pieno di domande. A volte è un “ci sono, ma non del tutto”.
Questa raccolta attraversa:
• i dettagli invisibili delle giornate
• i passaggi interiori (quelli che non si annunciano, ma cambiano tutto)
• l’attesa, la mancanza, la cura
• ciò che finisce e ciò che ricomincia
Non è un libro che alza la voce. È un libro che resta vicino.
A chi può parlare questo libro di poesie
Può parlare a te se:
• cerchi un libro di poesie che non sia distante o “freddo”
• senti di essere in un passaggio e ti servono parole che non spingono
• ami la poesia come spazio di ascolto e consapevolezza
• vuoi leggere qualcosa che accompagni fragilità ed emozioni senza retorica
La poesia, quando è sincera, non aggiunge rumore. Fa spazio.
Come leggerlo (se vuoi farne un gesto di cura)
Non serve “capire tutto”. Puoi leggerlo come si ascolta una musica:
• una poesia al giorno (o quando serve)
• sottolineando una frase che resta
• lasciando che una parola diventi compagnia
A volte basta questo: una parola fedele, nel momento giusto.
Dove trovare “Quando il mattino apre gli occhi”
Se vuoi leggere la raccolta o regalarla, puoi trovarla su Amazon.
Piccola FAQ
È un libro di poesie “difficile”?
È un libro essenziale: non richiede competenze, richiede tempo e ascolto.
Parla di fragilità ed emozioni?
Sì, ma senza spiegare troppo: le emozioni passano attraverso immagini e piccoli gesti interiori.
La poesia può aiutare davvero?
Può aiutare a riconoscere, nominare, dare forma. Non promette di “aggiustare”, ma spesso accompagna in modo sorprendentemente concreto.